«Il sindaco scivola nel grottesco quando dice ‘Restiamo gli interlocutori politici più credibili per la città’ riferendosi alla maggioranza». Ecco come Forza Italia commenta le dichiarazioni del primo cittadino di Terni. Sulla stessa lunghezza d’onda, il M5s: «La credibilità di una giunta – scrivono i pentastellati – può giudicarla Terni, non attribuirsela Leopoldo Di Girolamo stesso».
Pd Terni Commenti delle opposizioni a parte, terminati i summit di maggioranza senza particolari scossoni, se non la promessa di nuove deleghe, all’interno del principale partito della città ancora qualcosa si muove. In casa Pd serpeggia il rischio che Valeria Masiello possa dimettersi da responsabile dell’organizzazione all’interno della segreteria Monti. Il direttivo è convocato per lunedì 18 e, visto che lo scorso giovedì, in via Mazzini, la Masiello non ha fatto nessun accenno alla questione è probabile che stia aspettando il momento più opportuno. Del resto, non si è parlato neppure del caso Mascio, almeno non esplicitamente. Alle critiche dell’assessore Giorgio Armillei a colpi di post invece qualcuno ha fatto riferimento.
La giunta Di Girolamo Tuonano critiche e piovono osservazioni: le opposizioni attaccano la giunta dopo il bilancio 2015. «Il Sindaco continua a cimentarsi nella narrazione di una città che non esiste, a Terni il malcontento sale sempre di più a di fronte alla politica del ‘ma che ce frega’- i grillini fanno riferimento di nuovo allo scambio di battute tra Di Girolamo e Mascio sul caso mense -. Di quale credibilità parla signor sindaco – via con le accuse – quella dei suoi finanziamenti elettorali erogati da parte di cooperative, personalità fisiche e giuridiche che sono ad oggi concessionari o gestori di pubblici servizi? Un conflitto di interessi ambulante».
Inceneritori e trielina nell’acqua «La credibilità – proseguono – di chi esprime due pareri diversi per Ternibiomassa e per l’inceneritore Aria SpA, facendo il morbido con l’impianto Acea da 130mila tonnellate e il duro con quello da 30mila, ininfluente per lo Sblocca Italia. Per lei, dottor Di Girolamo – proseguono – il M5S fa solo polemica e non è in grado di governare. La verità però è davanti agli occhi di tutti. Spieghi perché i cittadini ternani hanno avuto bisogno del M5S per sapere che la trielina era finita nei loro rubinetti senza che lei abbia mosso paglia.
Forza Italia Come i Grillini, anche gli esponenti di Fi digeriscono male le dichiarazioni del sindaco e nel dettaglio osservano: «Questa presunta superiorità politica è stata promulgata dopo una filastrocca condita da cose fatte e da cose che verranno realizzate ma il nostro sindaco non ha affrontato la questione del Teatro Verdi, né la querelle che vede contrapposte la Telecom con Palazzo Spada. Però –ironizzano da Forza Italia – è intervenuto sull’università a Terni, senza specificare che da anni si trova in uno stato comatoso; si è pavoneggiato per il rifacimento della fontana di Piazza Tacito, anche se è più probabile venga terminata prima la Sagrada Família di Gaudì».
Turismo e sport «Ha sbandierato l’iscrizione di Piediluco nel club dei ‘Borghi più belli d’Italia’, ma è palese la cronica incuria alla quale il comune ha inchiodato il paese lacustre. Sui progetti futuri meglio soprassedere. Anzi, no: una certezza per il domani c’è. Il riferimento è alle continue tensioni all’interno della maggioranza, già deflagrate una volta con la vicenda Mascio. E più di un indizio induce a pensare che i problemi non termineranno di certo a breve. Forse il riferimento è proprio alle possibili dimissioni della Masiello dalla segreteria del Pd.
Melasecche Nel tardo pomeriggio di venerdì si è registrato anche l’intervento di Enrico Melasecche (I love Terni): «Dopo aver rivolto critiche continue al primo cittadino per il cumulo di incarichi che ha fin qui voluto ricoprire sembra adesso si sia deciso ad abdicare in piccola parte, assegnando almeno la delega allo sviluppo economico ad altra persona. Facciamo voti perché sia persona competente, determinata e motivata. A Terni e ai ternani occorrono assessori che abbiano passione politica, in senso alto, non pedine da manovrare da parte dei soliti noti per tutelare interessi partitici e di lobbies. Chiediamo assessori che non ricoprano l’incarico per arrotondare il proprio reddito ma persone capaci, preparate, con idee proprie da sottoporre alla discussione e al confronto cittadino. Persone che abbiano la cultura del merito e dei risultati, l’unica che possa consentire alla città di risalire la china in questo ciclo pesantemente negativo che rischia di essere senza ritorno. Quanto alle affermazioni del sindaco di essere lui ed il suo partito in questa fase storica gli unici riferimenti per risollevare Terni dalle sabbie mobili in cui lui e questo Pd l’hanno relegata, credo non servano commenti».
Comunisti italiani Duro col sindaco Leopoldo Di Girolamo anche la federazione ternana dei Comunisti italiani: «Già all’indomani delle elezioni amministrative abbiamo giudicato il primo cittadino una persona inaffidabile perché escluse dal governo di Terni una componente importante della sua maggioranza, non rispettando gli accordi elettorali. In più occasioni, poi, abbiamo denunciato il mancato rispetto del programma elettorale soprattutto in materia di aumenti d’imposte e tasse che gravano sui cittadini. In questi ultimi mesi inoltre abbiamo visto una giunta incapace, con alcuni membri che addirittura attaccano il Pd. Tanto vale ricordare che a fronte di un’aria irrespirabile certificata dall’Arpa con superamenti per oltre 30 giorni, il sindaco si è deciso a prendere provvedimenti soltanto dopo le feste natalizie, e tra l’altro provvedimenti solo parziali. Non possiamo tacere sulla grave situazione in cui versa la sanità con liste di attesa lunghissime che costringono molti cittadini a rivolgersi alle strutture private con costi per molti di loro insostenibili; l’ospedale di Terni ormai è pieno di letti lungo i corridoi di vari reparti, ma a fronte di ciò si è registrato il silenzio totale del sindaco che dovrebbe essere il tutore della salute pubblica. Ultima dimostrazione è stata data in consiglio comunale con la votazione della sfiducia al presidente Mascio, che come tutti sanno è una figura istituzionale che deve limitarsi a organizzare i lavori dello stesso consiglio ed inoltre non è espressione della maggioranza, anche se voluto fortemente dal sindaco Di Girolamo. Con l’esito della votazione in questione è apparso chiaro a tutti che il sindaco non ha più una maggioranza e che parte significativa del suo partito non ha partecipato alla votazione. Per le suddette ragioni i Comunisti italiani della federazione ternana ritengono che sia doveroso da parte sua trarre le dovute conclusioni »
.
