Corteo dei lavoratori K4up e Overing

Sul futuro dei lavoratori K4up e Overing c’è anche un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle. È la deputata Tiziana Ciprini la prima firmataria dell’atto presentato al ministro del Lavoro Giuliano Poletti per «far luce su una questione che sottopone dei lavoratori disarmati alle vessazioni di un sistema che punta a tagliare ogni forma di diritto e garanzia».

TUTTO SU K4UP E OVERING

K4up e Overing, operatori call center in protesta Lunedì mattina i lavoratori dei call center di Terni hanno sfilato in corteo dalla sede aziendale fino alla Prefettura per poi essere ricevuti dal prefetto Gianfelice Bellesini. «Eravamo al loro fianco e lì resteremo, perché – scrivono i Cinque stelle – nel comparto è diffuso il ricorso a espedienti per aggirare le normative nazionali, al fine di consentire alle aziende di presentare offerte al massimo ribasso, penalizzando i lavoratori che rischiano di essere travolti da un mercato sregolato in cui spesso è forte la tentazione di proporre condizioni e livelli salariali ulteriormente peggiorativi».

«ECCO PERCHE’ SIAMO IN PROTESTA»
FOTOGALLERY CORTEO

Interrogazione M5s al ministro Poletti Per M5s è proprio il caso di Terni, in particolare di K4up e Overing: «Qui gli operatori lamentano scarsa trasparenza da parte dell’azienda e continue pressioni con accuse di scarsa produttività quando al contrario la stessa Telecom, committente principale avrebbe encomiato il loro operato e gli obbiettivi raggiunti». L’interrogazione al ministro Poletti chiede di chiarire «le posizioni contributive e contrattuali dei lavoratori, dopo la denuncia apparsa su vari organi di stampa in cui si evince che l’azienda non avrebbe versato i contributi dovuti all’Inps e che applicherebbe due tipologie di contratti per i collaboratori di pari livello, ma anche se K4upe e Overing dispongano del regolare Documenti unico di regolarità contributiva e se ne abbiano eventualmente richiesto o ottenuto piano di rateizzazione». Infine si chiede al ministro di convocare le parti e favorire un tavolo istituzionale, che veda coinvolti anche i committenti nazionali Telecom e Eni Luce e gas dei due call center.

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