Terni dinamica e Progetto Terni, insieme a tutte le altre liste civiche che, con oltre il 15% dei voti raccolti, hanno contribuito la vittoria del centrosinistra nella Conca, hanno elaborato un documento politico unitario. Un vero e proprio manifesto dell’area civica, prodotto a seguito di un intenso lavoro di confronto.
In una sola voce La fase successiva prevede la nascita di un coordinamento, aperto a quanti hanno sostenuto e partecipato alle liste civiche del centro sinistra, senza riconoscersi necessariamente nel PD locale. «Un’ambizione che – spiegano i promotori dell’iniziativa – nasce dalla necessità di unire sui problemi cittadini, le opinioni, le proposte, le critiche costruttive e muove dalla richiesta di modernità e trasparenza avanzata dai ternani». Il progetto prevede l’apertura a eventuali associazioni, comitati e singoli cittadini che si riconoscono nell’area civica liberaldemocratica e riformista ma che non hanno fatto parte della coalizione di centro sinistra.
Il manifesto «Il primo semestre della nuova consigliatura – scrivono gli esponenti del movimento – è stato uno dei periodi più difficili che la nostra città abbia mai attraversato. Alla crisi economica che ormai da anni ha impoverito molti paesi europei si è qui innestata la crisi della TK-AST, con vicende ormai note ma che necessitano comunque di ulteriore approfondimento. La nostra sfida – proseguono – è il rilancio della città». A quanto pare infatti sarà proprio questo il tema sul quale si concentrerà l’azione delle forze politiche coinvolte: meno ingegneria istituzionale, meno improvvisazione, meno formalismi e più concretezza nel definire le priorità e nell’affrontarle. Il Movimento alleanza e rinascita (che comprende CittAperta TerniDinamica, Progetto Terni, TerniOltre e Il Giacinto) punterà sulla diversificazione dello sviluppo «per ridare speranza e contrastare la rassegnazione» – dicono-.
La vicenda Ast E quando si parla di diversificazione dello sviluppo il concetto è molto chiaro: Terni deve abbandonare la sua vocazione esclusivamente industriale. In questo senso, secondo le liste civiche di centrosinistra sarebbe stato opportuno, inserire, come in moltissime città europee, le deleghe dello sviluppo economico, della cultura, del turismo e dello sport in un unico assessorato. «Primo strumento necessario – scrivono – per rivitalizzare una città che si impoverisce giornalmente di risorse economiche e soprattutto di cervelli». Il Movimento fa notare che la chiusura della vertenza AST non ha assolutamente chiarito il suo futuro e quindi questo tema va rimesso in agenda urgentemente e affrontato coinvolgendo lo stesso governo nazionale e iniziando a pensare anche a soluzioni alternative.
Le altre problematiche Ferma restando l’indiscussa priorità dell’acciaieria di viale Brin, nell’agenda politica di Alleanza e rinascita non mancano le questioni ambientali, i temi del commercio, quelli della valorizzazione del patrimonio che il territorio ternano possiede sul versante turistico e culturale. Un altro impegno significativo riguarda la tutela dei diritti civili e la divisione tra credenze religiose e amministrazione laica, così come i temi legati alla sicurezza e all’immigrazione. «Terni è una città che da 13 anni sopporta un fenomeno immigratorio notevole – riflettono gli esponenti del nuovo soggetto politico -; è il momento di fare il punto sulle politiche di integrazione in risposta alle aspettative di sicurezza della popolazione».
L’impegno «Per compiere il salto di qualità ed incidere strutturalmente sul tessuto economico e sociale della città, – esortano dal movimento – occorre che tutte le forze che hanno sostenuto il centro sinistra, a partire dal partito di maggioranza relativa, e tutte le energie che Terni è in grado di esprimere si mobilitino, ognuno per il proprio ruolo e per la propria parte, unite in difesa degli interessi della città superando divisioni e logiche politiche di palazzo». Ecco dunque spiegato il motivo per cui il Movimento alleanza e rinascita aprirà un canale di comunicazione costante fra tutte le forze della coalizione e il Sindaco per declinare un programma di lavoro comune in grado di stimolare sia l’azione di governo che l’intera città chiamandola a reagire alle difficoltà che ha di fronte.
