di Marco Torricelli
Hanno votato in 730 – sui 780 che si erano iscritti e contro i 688 aderenti al meetup ternano – e in 249 hanno votato per lei. Il Movimento 5 Stelle ufficializza il risultato delle ‘municiparie’ e presenta la sua candidata a sindaco: Angelica Trenta.
Il voto La maggioranza dei voti (536) sono stati espressi via internet, mentre in 194 hanno espresso la loro preferenza nella sede provvisoria – «ci siamo autotassati per pagare l’affitto di queste stanze», dicono – e il 65% dei votanti sono stati uomini: «Siamo soddisfatti – spiegano i rappresentanti del M5S – perché avevamo ipotizzato di avvicinarci al migliaio di votanti e perché questa, per noi, era un’occasione di confronto diretto con la città».
I candidati Detto che gli altri tre partecipanti alle primarie – assenti «per motivi personali, perché noi siamo gente normale, che fa un lavoro ed ha una famiglia, mica siamo politici di professione», è stata la spiegazione – saranno ai primi posti della lista (Davide Milani ha preso 190 voti, Thomas de Luca 154 e Federico Pasculli 137), Angelica Trenta spiega che «gli altri candidati saranno selezionati in base al tipo di attivismo dimostrato, ma soprattutto non dovranno essere indagati e tanto meno essere stati condannati, non potranno aver già svolto due mandati elettivi, non dovranno essere iscritti a partiti politici e men che meno alla massoneria». Ma lei, cosa farebbe, da sindaco?
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Il programma Alcuni punti fermi del programma elettorale del M5S ci sono già – «ma in programma completo lo scriveremo insieme ai cittadini» – e, di sicuro, «siamo per la conservazione e l’irrigidimento della zona a traffico limitato; siamo contrari al cavalcavia di Cospea; faremo tutto ciò che la legge ci permette per spegnere l’inceneritor; siamo contrari alla vendita di Umbria Mobilità, che deve essere ricapitalizzata e ceduta in parte ai lavoratori». Le politiche culturali «non devono più affidate a chi ne ha fatto una questione elitaria», mentre gli affidamenti dei servizi all’esterno «dovranno essere studiati sulla base dell’efficienza e dell’economicità gestionale».
Niente alleanze Su una cosa non transigono: «Noi non faremo mai alleanze con nessuno e non andremo in cerca di accordi spartitori. Il nostro programma sarà chiarissimo e se chi ha, in passato, votato per altre forze politiche, ci si riconoscerà, sarà il benvenuto». Ma di sicuro, dicono, non ci saranno ‘apparentamenti’ in un ipotetico ballottaggio.
La campagna elettorale Il progetto del M5S sarà partecipato «e costruito con il costante confronto con i cittadini – dice Angelica Trenta – con i quali organizzeremo dei momenti di verifica almeno settimanali e, ovviamente, facendo solo riferimento all’autofinanziamento (una cena di raccolta fondi è in programma per domenica sera in un circolo sportivo locale; ndr), perché noi non abbiamo gli apparati di partito a sostenerci».
Il Pd La polemica era nata da un intervento del tesoriere del Pd ternano, Sergio Barbaccia che, tre le altre cose, aveva parlato di «capziosità dell’affermazione (fatta da Angelica Trenta; ndr), secondo la quale la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle sarà ‘senza alcun finanziamento pubblico’». Per le elezioni amministrative, aveva chiosato Barbaccia, «non esistono, ne mai sono esistiti rimborsi o altre forme di finanziamento pubblico». E aveva regalato una battuta al veleno in chiusura: «Afferma la professoressa Trenta che ‘le nostre proposte concerete saranno sviluppate insieme a tutti i cittadini’. A patto, viste le esperienze precedenti, che siano gradite a Grillo e Casaleggio».
Gli altri Sulla polemica tra il Pd e il M5S è intervenuto anche Franco Todini, candidato a sindaco della lista ‘Il cammello’: «Le idee possono non essere condivise, ma non deve mai venir meno il rispetto per le persone. Soprattutto se la persona in questione risulta democraticamente designata con le sue proposte a dare un contributo al miglioramento della città. Il livore che traspare dall’intervento teso a screditare un candidato semplicemente perché, in quanto giovane, non avrebbe esperienza adeguata, mi sembra che rappresenti la sintesi di come la vecchia politica abbia discriminato e seguiti a discriminare l’apertura verso le nuove generazioni». Mentre secondo Terni Città Futura, nelle parole del tesoriere del Pd «ritroviamo la stessa alterigia, lo stesso sprezzo del potere, lo stesso sentirsi padroni impuniti con cui costoro attraverso il sistema partito hanno fin qui distrutto questa città. Quell’apparato gerarchico che esiste solo per la mera conservazione e gestione del potere e non per la risoluzione dei tanti e gravi problemi della città».
Il centro-destra Anche tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Nuovo centro destra non è che siano tutte rose e fiori: il ‘tavolo’ convocato per verificare convergenze programmatiche circa la possibile alleanza alle prossime elezioni amministrative, è durato solo mezz’ora. Più che di programmi, infatti, ci si è subito scontrati sul candidato sindaco e sui metodi di costruire la coalizione. Forza Italia dice che «il metodo nuovo è solo quello del programma e la vera novità rispetto ai soliti metodi vecchi, questi sì invece, di pensare di andare avanti con meline e tavoli di metodo che portano sempre il centrodestra all’ultimo mese delle elezioni senza avere un candidato». Ma il clima era troppo teso e se ne riparlerà dopo le feste.
