di Marco Torricelli
Il patto di stabilità l’hanno rispettato, ma adesso il sindaco e la giunta comunale ternana devono fare i conti con una serie di altri problemi davvero non trascurabili. A cominciare dal bilancio preventivo per l’anno in corso.
Il patto Il consuntivo 2012, dice il vice sindaco e assessore al bilancio, Libero Paci, «verrà sottoposto all’esame del Consiglio Comunale entro il 30 aprile e il primo significativo dato che si evidenzia è quello relativo al rispetto del patto di stabilità, con un margine positivo sul saldo finanziario assegnato di 109 mila euro».
Il preventivo Per la predisposizione del preventivo 2013, spiega Paci, si lavora con previsioni di massima, che hanno dato luogo a prime ipotesi. Relativamente alle entrate si stanno precisando i dati del gettito Imu sulla base della nuova ripartizione fra stato e comuni – decisa dalla legge di stabilità – che porterà nelle casse comunali importi superiori al 2012 riassorbiti però da minori trasferimenti statali», ma qualche milione resterebbe in cassa. Le brutte notizie arrivano «dalla nuova normativa che non consente l’utilizzo degli introiti della legge Bucalossi per la spesa corrente, dai tagli ai trasferimenti e la riduzione di altre voci, per cui si ipotizzano minori entrate, rispetto al 2012, per oltre 8 milioni di euro».
Spending review La giunta, dice ancora il vice sindaco, «ha quindi avviato una nuova fase dello spending review, con l’obbiettivo di ottenere ulteriori riduzioni di spesa dopo che in questi quattro anni si sono realizzati risparmi per 15 milioni di euro», che rende ancor più complicata, però, l’elaborazione del piano degli investimenti «che quest’anno non potrà avvalersi dell’accensione di mutui, dopo che dal 2010 ad oggi ne sono stati attivati per 45 milioni di euro, che si sono aggiunti a contributi regionali e comunali e privati, risorse importanti che hanno sostenuto l’economia locale in una fase di forte difficoltà».
La giunta Poi c’è la partita, tutta politica, sugli equilibri in giunta, sul rimpasto (mini o maxi), sul nuovo direttore generale da nominare, visto che Aldo Tarquini andrà in pensione e sul passo da tenere in questo ultimo anno di legislatura. C’è, sempre, aperta la questione del reintegro della quota ‘rosa’ – con Maria Grazie Proietti in attesa di prendere il posto di Maria bruna Fabbri – alla quale, però, si sono aggiunti altri smottamenti, non solo determinati dall’esito delle ultime elezioni politiche e martedì mattina Sel, in una conferenza stampa, potrebbe dire cose interessanti al riguardo. Senza dimenticare, dentro il Pd, è in corso quello che viene definito un chiarimento, ma che somiglia più ad un duello rusticano.
