La Cascata delle Marmore

di Fabio Toni

Il progetto esiste da tempo. I soldi a quanto pare ci sono e i passi politici sono stati compiuti. Ma di novità neppure l’ombra. Per questo la quarta commissione consiliare del comune di Terni vuole vederci chiaro, mettendo a confronto tutti gli attori di una vicenda che appare intricata tanto sul piano politico quanto su quello amministrativo.

Il progetto Di creare un percorso pedonale (destinato col tempo ad evolversi in ciclo-pedonale) fra la città di Terni e la cascata delle Marmore se ne parla da un paio di anni. Un progetto che andrebbe ad inserirsi in quello più ampio legato al trekking fluviale del Nera, e più in generale a tutti quei percorsi ambientali e a vocazione storico-religiosa che attraversano il territorio umbro, marchigiano e sabino. Come una potenziale ragnatela virtuosa, in grado di attirare i turisti ma senza costringerli a visitare un unico posto. ‘Instradandoli’, anzi, nei luoghi più affascinanti del territorio. Quasi tutti i tasselli del mosaico sono già al loro posto, con tanto di progetti finanziati e appaltati. E lo stesso bando di gara per la ristrutturazione dell’area di Ponte del Toro rappresenta un’altra tessera destinata a incastrarsi con le altre. Manca però l’ok all’ultima parte, essenziale: il collegamento fra l’area dello Staino e la cascata delle Marmore.

Il presupposto Per diverso tempo l’idea del percorso fra Terni e la Cascata va avanti parallelamente, coinvolgendo cioè due diversi assessorati: lavori pubblici e edilizia. Il primo mette in campo le proprie competenze, dando vita a un progetto redatto da uno studio tecnico e creando i ‘link’ fra le istituzioni, attraverso il protocollo sottoscritto da Provincia, Regione, dai comuni della Valnerina interessati dal percorso, dal Cai, dall’ente parco dei Monti Sibillini e dal parco fluviale del Nera. Nell’assessorato all’edilizia viene invece individuata la ‘fonte’ in grado di mettere sul piatto gran parte dei fondi necessari alla realizzazione dell’opera, ovvero i proventi delle multe ambientali incassate dal comune.

L’atto di indirizzo Senza ‘cappello’ politico, però, le idee non camminano. Così, per dare una spinta decisiva all’idea, lo scorso luglio il consiglio comunale, in fase di approvazione di bilancio, prende letteralmente il toro per le corna e approva all’unanimità – anche con il voto del Sindaco – un atto di indirizzo sulla questione, presentato dal consigliere Riccardo Giubilei e sottoscritto dai colleghi Teofrasti, Trivelli e Tabarrini. Nel documento si chiede alla giunta di anticipare il progetto, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, unificandolo sotto la direzione dell’assessorato ai lavori pubblici. Contestualmente si chiede all’assessorato all’edilizia di anticipare le somme previste per l’opera (circa 450 mila euro, da dividere in tre tranche uguali). Una sinergia, si direbbe.

Nessuna risposta Così, forte della posizione espressa dal consiglio comunale, l’assessorato ai lavori pubblici prende carta e penna e scrive ai colleghi dell’edilizia e all’ufficio ragioneria, chiedendo di stornare le risorse. La prima lettera parte il 26 settembre dello scorso anno. L’altra, un mese dopo. Di risposte, però, neanche l’ombra. Passa qualche altro mese e la quarta commissione consiliare presieduta da Paola Ciaurro, deputata al controllo della macchina amministrativa, decide di convocare gli attori in causa per capire come mai all’atto di indirizzo non abbiano ancora fatto seguito atti concreti. Giovedì pomeriggio è stata la volta dell’assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci che ha confermato l’assenza di riscontri alle missive inviate. Nei prossimi giorni toccherà all’assessorato all’edilizia guidato da Marco Malatesta e ai tecnici della ragioneria. Obiettivo, mettere in fila tutte le parti del puzzle, anche per capire se i fondi ci sono davvero. Intanto chi ha puntato forte sull’idea del percorso Terni-Cascata scuote la testa e parla di «ultima possibilità per l’amministrazione di lasciare un segno positivo del suo operato». L’impressione, non nuova, è che un progetto ‘tangibile’ sia stato ancora una volta frenato da tensioni politiche e personali.

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