Sindaco e giunta al completo

di Fabio Toni

La giunta comunale di Terni rischia di spaccarsi sullo ‘staff’. Sin dai giorni dell’insediamento, ma anche nell’ultima riunione di giunta, alcuni assessori avrebbero chiesto di allargare il ‘raggio’ dei propri collaboratori – attualmente limitato a una segretaria – includendo altre figure di supporto. La questione rischia però di creare più di una fibrillazione all’interno di palazzo Spada.

La richiesta L’esigenza sarebbe stata manifestata da buona parte dei ‘nuovi’ assessori al primo mandato. Non tutti, visto che Vittorio Piacenti ed Emilio Giacchetti – insieme a chi già c’era, come Stefano Bucari e Daniela Tedeschi, non avrebbero espresso lo stesso desiderio. Sta di fatto che la richiesta è stata posta all’attenzione della giunta, motivata dall’esigenza di poter contare su una struttura di supporto, per migliorare la ‘produttività’ del singolo assessore che potrebbe – grazie ai nuovi collaboratori – licenziare un numero maggiore di atti in maniera, probabilmente, anche più accurata.

Gli intoppi La legge prevede che gli assessori possano dotarsi di figure interne, che già fanno parte della macchina amministrativa, o di soggetti esterni da incaricare. La seconda soluzione, stante le poche risorse a disposizione, non appare praticabile. La prima, invece, potrebbe incontrare più di un ostacolo. Intanto sul ruolo di chi andrebbe a comporre lo staff (puramente tecnico – ma in quel caso ci sarebbero già le direzioni – o di supporto politico?), ma anche sui malumori destinati a nascere all’interno della macchina comunale, proprio in una fase in cui si torna a discutere della sua riorganizzazione.

Idee in libertà Un’ipotesi pratica è quella del dipendente che, invece di lavorare le ‘classiche’ otto ore per il proprio ufficio, potrebbe essere dirottato, almeno per una parte di quelle ore, a supporto dell’assessore di turno. Facile, in questo caso, immaginare le barricate di quei dirigenti che tutto vorrebbero, tranne che vedersi togliere risorse e personale. Allo stesso modo, non è complicato prevedere un’accesa discussione in consiglio comunale – se non una vera e propria ‘via crucis’ – se la richiesta dovesse acquistare sostanza.

Grane in vista In tutto ciò c’è chi vede nella richiesta un limite delle giunte cosiddette ‘tecniche’, competenti – sì – ma con l’incognita del peso politico. E con figure che potrebbero pagare dazio nel confronto con dirigenti navigati e forse più esperti di faccende amministrative. Tanto da chiedere un supporto destinato a far discutere.