Franco Todini e il 'suo' simbolo

di Marco Torricelli

Il cammello. Già, si chiama proprio così, la lista civica a cui ha dato vita Franco Todini che, venerdì mattina, ha ufficialmente iniziato la sua corsa verso palazzo Spada: «Perché il viaggio, il mio e di chi vorrà affrontarlo con me – spiega il candidato sindaco – sarà attraverso quel deserto di valori e di idee che oggi è la città di Terni». Una città che Todini definisce «insicura e immobile, non accogliente e che, soprattutto ai giovani, non offre più possibilità di lavoro».

Il programma Franco Todini mette in fila quelli che saranno i temi portanti della sua campagna elettorale: «Taglio dei costi dell’amministrazione, con meno assessori, nuova governance delle partecipate e recupero di risorse per gli investimenti», per cominciare. Ma anche «semplificazione dei rapporti con i cittadini, condividendo con loro le decisioni anche utilizzando la rete come strumento interattivo di partecipazione».

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La rete Proprio perché «oggi, la nuova consapevolezza raggiunta dai cittadini, anche grazie ai nuovi spazi di democrazia che la rete ha creato, richiede che gli stessi cittadini non vogliano, non possano, non debbano essere semplici destinatari di decisioni altrui, ma vogliano, possano, debbano interagire e condividere le scelte che li riguardano».

Lo sviluppo Terni, dice il candidato sindaco, «è e resta una città industriale, ma occorre attrezzarsi per una diversificazione che apra spazi di mercato e di lavoro anche in settori non maturi», puntando su «proposte, idee e progetti che, se sostenuti con determinazione, non subiranno le imposizioni della politica regionale com’è avvenuto per molte scelte fin qui maturate».

La mobilità Faranno discutere le idee sul traffico: «Le vie del centro – dice Todini – devono essere liberate dall’asfalto e rese un parco urbano pieno di verde, senza zona a traffico limitato, ma percorribili a velocità controllata», pensando poi a collegare il centro con le periferie – «penso soprattutto a borgo Rivo» –  con «strade ciclabili e utilizzando la ex Centrale Umbra e la ferrovia Terni-Rieti».

Turismo e sport Secondo Todini «Terni non può competere con altre realtà sul segmento del turismo culturale» e allora, «occorre pensare a proposte diverse». Che, secondo lui, devono tener conto del fatto che «la città è già punto di ritrovo per migliaia di praticanti di molte discipline sportive e queste possono rappresentare un importante volano per il settore turistico». Magari «utilizzando gli ex stabilimenti di Papigno come grande palestra indoor» e «realizzando un palazzetto dello sport, con una capienza di 4-5000 persone, da utilizzare anche per altri eventi». E quanto a San Valentino, dice Todini, inutile farsi troppe illusioni: «Nell’immaginario collettivo il santo protettore degli innamorati non coincide con il patrono di Terni ed è inutile continuare a tentare di valorizzare questa tesi scopiazzando Eurochoccolate».

Cultura e commercio Il candidato sindaco, poi, parla di «una Terni dove cultura non deve significare solo consumo culturale, ma anche e soprattutto produzione», passando attraverso un «rinnovamento delle istituzioni culturali, liberandole da nepotismi e favoritismi che le hanno ingessate e rese dipendenti dalla politica». E strutture «come il Videocentro devono essere utilizzate per promuovere lo sviluppo e non come semplici contenitori da affittare o lasciare vuoti». Magari con ricadute positive anche sul commercio, perché «solo una città vitale e accogliente potrà invertire la tendenza attuale, che vede sempre più insegne spente e negozi del centro sostituiti da attività di basso profilo e dubbia sostenibilità».

Ambiente e sanità L’obiettivo, dice Franco Todini, è «migliorare le condizioni di salute dei cittadini, eliminando il ciclo delle termovalorizzazioni e puntando, anche attraverso iniziative molto innovative, al massimo della razionalizzazione, dell’incremento della raccolta delle frazioni secche dei rifiuti e progettato un nuovo sistema di smaltimento – sul modello dei Paesi del nord Europa – della frazione umida». La sanita, poi, «dovrà essere oggetto di ottimizzazione, ma anche di un riequilibrio della distribuzione delle risorse regionali e delle direzioni tra l’azienda ospedaliera di Perugia e quella di Terni».

Gli alleati In estrema sintesi, questo il programma. Ma, partendo dal presupposto che la sua è una candidatura ‘alternativa’, rispetto al governo attuale – di centro-sinistra –  della città, la domanda è: con chi lo vorrebbe attuare? «Il mio appello è rivolto a tutte le forze vive della città – dice Franco Todini – a patto che non si voglia ‘giocare a poker’, cercando di vincere senza ‘coprire il piatto’». E, spiegando che «sto parlando con alcuni rappresentanti delle liste civiche che si stanno formando in città», chiarisce: «Non è vero che non sono stato disponibile al confronto con il Pdl». Una candidatura, si è detto, che potrebbe raccogliere consensi a sinistra come a destra, ma che potrebbe anche essere osteggiata dagli stessi ambienti: «Io non sono un politico – conclude Todini – e se mi dovessi rendere conto che le mie idee non sono gradite, farei prestissimo a togliere in disturbo. Nel caso, però, saranno altri a dover dimostrare che le loro idee sono migliori. Realizzandole».

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