di M. To.
La voce si è sparsa in fretta, forse troppa. La voce, rimbalzata da Perugia, dava come ormai certa la decisione di Paolo Crescimbeni di accettare la pressante richiesta di candidarsi a sindaco, con il supporto di Forza Italia. Ma l’ufficialità non c’è.
Polidori Il commissario per l’Umbria di Forza Italia, Catia Polidori, conferma solo che «abbiamo chiesto all’avvocato Crescimbeni una sua disponibilità. L’ho fatto io personalmente per la prima volta dopo aver sondato il suo alto grado di preferenze tra i cittadini ternani. All’interno del centro destra aveva già un alto grado di gradimento, ma a seguito dei sondaggi non ho più avuto dubbi. Rappresenta la posizione civica più gettonata dai ternani. Gli saremmo veramente grati se accettasse di candidarsi e di volerci in coalizione».
Biscetti Una decisione che, a Terni, provocherebbe più di un mal di pancia, a giudicare dalla dura presa di posizione di uno storico portacolori proprio di Forza Italia: il consigliere comunale Fabio Biscetti, che non fa per niente mistero di essere su posizioni decisamente distanti. E che usa parole pesanti come macigni.
La sinistra Fabio Biscetti, che precisa di essere «l’ultimo coordinatore provinciale eletto di Forza Italia» esterna partendo dal presupposto che il momento attuale vede «la sinistra locale, unica e sola responsabile della quasi irreversibile crisi socio-economico-culturale della nostra città» che «si attorciglia su sé stessa e tocca il minimo storico di credibilità e consenso, devastata da faide interne e dal sempre maggiore venir meno di un mefitico e logoro sistema di potere assistenziale, clientelare e parassita che l’ha contraddistinta attraverso la prima, la seconda ed attuale Repubblica».
Il centro destra Ma se questo è il panorama, dice Biscetti, «vedo, con ancora non del tutto rassegnato sconcerto, chi oggi ha responsabilità apicali all’interno del centro destra ternano andare in soccorso di questa decrepita e decotta ‘oligarchia rossa’ mettendo in campo, o meglio, avvitandosi intorno ad ipotesi e scelte a dir poco improbabili che forse sarebbe più opportuno definire ‘non scelte’ e che a questo punto è lecito ed inevitabile domandarsi se non siano addirittura, queste si, conniventi e complici».
Le scelte Biscetti definisce uno «spettacolo irritante ed avvilente vedere il mio partito ridotto ad un pallido simulacro di sé stesso in balia delle infondate e spropositate ambizioni di apprendisti stregoni di paese asserviti ad insane logiche provenienti dalla sponda destra del Tevere, di tentennamenti vegliardi o del rampantismo di inipotizzabili marziani, di paracadutati quanto impalpabili coordinatori specialisti in ‘opportuni’ (quanto qualificanti) salti della quaglia e plastificati maquillages inutili sempre e dannosi oggi per un partito come Fi che, al pari di Terni, rischia di vanificare l’ultima possibilità di riscatto e rilancio andando incontro ad una debacle che certificherà (se alla fine, con pervicacia politica solo apparentemente delirante, si continuerà a perseguire simili logiche) il decesso di un partito di fatto mai nato».
Niente di personale Il consigliere comunale, poi, chiarisce: «Dico questo con il distacco e la critica affettuosa e quindi severa di chi, essendosi chiamato fuori da tempo, non ha nulla da ambire per se stesso e con l’amore che nonostante tutto continuo a credere questa nostra sfortunata città meriti ancora, con la (per quanto flebile) malcelata speranza che questo sasso gettato nell’immobile stagno della ragione di troppi induca chi deve a sane e costruttive riflessioni e a fermarsi un passo e un attimo prima del baratro».
