Briccialdi (foto Rosati)

È scontro politico tra Pd e M5s sull’emendamento da 50 milioni in tre anni per diciotto istituti musicali italiani, tra cui il Briccialdi di Terni, sui quali si avvia anche il percorso di statalizzazione. Al Briccialdi venerdì pomeriggio è in programma una conferenza stampa convocata dalla presidente e dal direttore dell’istituto, Patrizia Pellegrini e Marco Gatti, con loro ci sarà anche il senatore del Pd, Gianluca Rossi.

ORA LA CARIT FRENA SUGLI AIUTI

Rossi e Sereni soddisfatti per statalizzazione Briccialdi E proprio il parlamentare, insieme alla vicepresidente della Camera, l’onorevole folignate Marina Sereni, in queste ore esprimono «soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento nella legge di bilancio 2018, centrata – rivendicano – con un lavoro di diplomazia politica e istituzionali che in questi mesi abbiamo svolto anche di concerto con i vertici del Briccaldi, impegnati in un tenace risanamento finanziario dell’istituto». In questo senso l’emendamento da 50 milioni in tre anni avvia il percorso di statizzazione delle diciotto eccellenze italiane, tra cui quella ternana guidata dalla Pellegrini «che – scrivono Rossi e Sereni – rappresenta un patrimonio culturale di grandissimo prestigio per Terni e per l’Umbria, oltreché una realtà produttiva in campo musicale di grande qualità». In questo quadro il percorso di statizzazione è considerata «la garanzia di sopravvivenza dell’istituzione e la condizione per proseguire l’ambizioso progetto di sviluppo a lungo termine». Quindi lo scontro politico col M5s che «stupisce per le dichiarazioni contrariate da parte di chi in questi mesi – dicono Rossi e Sereni – non ha mostrato interesse per il lavoro in atto, ma che solo adesso, fuori tempo e fuori luogo, si ricordano del Briccialdi cercando una vetrina non utile agli interessi della comunità. Respingiamo al mittente le interpretazioni non veritiere in merito all’impegno finanziario che invece garantirà la statizzazione per tutti gli istituti coinvolti».

Lucidi: «Stanziate le briciole e statalizzazione bloccata» La reazione è all’intervento del senatore pentastellato umbro, Stefano Lucidi, che con una lunga nota ha bocciato l’emendamento sugli istituti musicali: «Il Pd sta tentando di far passare come successo politico quello che si rivelerà un boomerang, tanto che si è dimessa anche la sottosegretaria del Miur, la senatrice D’Onghia. Quello approvato non è l’emendamento Martini e non porta la firma del senatore Rossi, bensì è l’emendamento dei relatori della legge di bilancio ed è stato approvato anche col voto del M5s. In altre parole il Pd non si assume la responsabilità del gioco al ribasso sui fondi, ma lo consegna direttamente alla commissione. Del resto 50 milioni in tre anni per 18 istituti musicali pareggiati con oltre 800 insegnanti e quasi 10 mila studenti sono davvero le briciole, che molto probabilmente – sostiene Lucidi – non verranno neanche spese: noi come M5s avevamo proposto altre cifre, ossia 250 milioni per il 2018 e 330 milioni dal 2019». E poi: «Ma il fatto più grave è che, questo emendamento, blocca di fatto il processo di statizzazione, perché quello che c’era scritto nel Disegno di Legge Martini e parzialmente nell’emendamento originario ora non c’è più. Non si parla di statizzazione complessiva, a partire dal 2018 fino al termine di completamento dei 20 istituti nel 2020. Nel testo approvato si parla di “graduale completamento” del processo di statizzazione senza vincoli temporali. E c’è ancora di peggio. Perché il processo di statizzazione parte senza regole. Regole che erano dettate e scritte nel Disegno di legge fermo in commissione cultura e che ora sono scomparse».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.