di Marco Torricelli
In campagna elettorale lo hanno detto e ripetuto: «Quando saremo a palazzo Spada, apriremo tutti i cassetti e andremo a verificare ogni cosa». Adesso che ad un rappresentante del Movimento 5 Stelle è stata affidata la presidenza della delicata commissione ‘controllo e garanzia’, potranno farlo sul serio.
Il presidente Lui, Federico Pasculli, il presidente eletto – e che aveva anche preso parte alle ‘municiparie’ – spiega che «saremo, perché il nostro è un vero lavoro di squadra, gli autentici ‘guardiani’ del Comune, in quanto siamo certi che anche grazie ad un buon controllo si possano ottenere, da un’amministrazione, risultati migliori per i cittadini».
Opposizione Quella del M5S – Angelica Trenta sarà vice presidente in un’altra commissione consiliare – non sarà, garantisce Pasculli, «un’opposizione basata sui preconcetti. Saremo duri, durissimi se necessario e mai disposti a barattare qualcosa, quando sarà necessario, ma sempre pronti a dialogare e, soprattutto, a cercare di portare dei contributi di idee, con l’unico obiettivo di ottenere i risultati migliori per i cittadini. Per riportarli ‘dentro’ il palazzo e riavvicinarli alla politica».
Super partes E soprattutto «puntando a salvaguardare i diritti delle minoranze in consiglio; da una parte delle quali, in particolare, ci sembra di cogliere dei segnali di attenzione importanti; oltre che tutelare quei provvedimenti che, spesso, potrebbero incontrare difficoltà di applicazione se la commissione, com’è avvenuto in passato (nella consiliatura scorsa la presidente era Paola Ciaurro, di Forza Italia; ndr), non lavorasse con sufficiente attenzione».
L’elezione Eletto praticamente all’unanimità (30 voti su 31 presenti, con una preferenza che è andata alla ‘compagna di banco’ Valentina Pococacio), la sua nomina ha assunto un valore ancora maggiore «della quale sento per intero la responsabilità, oltre che esserne soddisfatto non a livello personale, ma in quanto la ritengo un segno di apprezzamento per il nostro modo di lavorare – dice Pasculli – e questo rappresenta uno stimolo ancora maggiore a far bene».
Il vice Con Andrea Zingarelli, il giovane consigliere del Pd che sarà vice presidente in commissione «abbiamo scambiato solo poche parole – spiega Pasculli – ma la prima impressione che ne ho avuto è che si tratti di una persona che ha davvero voglia di lavorare bene e che non si porterà dietro particolari ‘zavorre’ di partito. Spero di aver visto giusto».
Il consiglio Dalle prime sedute del consiglio comunale, invece, lui che è un ‘informatico’ non ha tratto impressioni particolarmente favorevoli: «L’informatica è più semplice – spiega – perché lì c’è una logica ‘uno-zero, vero-falso’, mentre in consiglio, e quanto accaduto con l’elezione del presidente lo dimostra, sembra di stare sul set de ‘Il gattopardo’, dove tutto sembra e poco è».
Chi è Federico Pasculli ha 37 anni, ha un diploma di perito informatico e fu tra i fondatori dell’associazione Led (divenuta poi NetCity), la prima rete Lan della città di Terni. Nel 2001, dopo aver vinto uno stage presso un gruppo bancario, si è trasferito a Milano e poi presso una società iberica con sede alle isole Baleari, con la quale collabora tuttora. Specializzatosi sul controllo di produzione, è tornato a vivere ed a lavorare in zona, come responsabile della logistica presso un’azienda agricola nell’area narnese-amerina.
La commissione La ‘controllo e garanzia’ è certamente la commissione a cui sono affidati i compiti più delicati: tra l’altro svolge le funzioni di verifica della corretta applicazione dei principi legge sulla ‘trasparenza amministrativa’; sui tempi e le modalità di esecuzione delle deliberazioni approvate dal consiglio comunale; sulla corretta e tempestiva informazione dei cittadini da parte dell’ente; sulla corretta applicazione della procedura di assegnazione degli appalti; sulla regolare attuazione di convenzioni e accordi di programma stipulati con soggetti pubblici e privati; sulla tempestività delle risposte del sindaco alle istanze e petizioni e alle interrogazioni e interpellanze popolari; sulle deliberazioni in materia di regolamento degli uffici e dei servizi.
