di Ivano Porfiri
Dopo un dibattito durato più di quattro ore, con 23 interventi, il consiglio comunale di Terni ha votato l’atto d’indirizzo a sostegno del sindaco e del documento di aggiornamento delle linee programmatiche. Nell’atto alcune delle istanze dei cosiddetti “ribelli” vengono recepite, come sui servizi socio-assistenziali. Termina così dopo 22 giorni la crisi politica a Palazzo Spada.
Il documento del sindaco L’atto che era stato proposto dalla maggioranza e sottoscritto da 24 consiglieri ha avuto 24 voti a favore (23 consiglieri e il sindaco) e 6 contrari. Sono invece stati bocciati i due atti dell’opposizione. Prima il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha letto un documento che ha toccato tutti i temi più caldi della vita cittadina, con l’aggiornamento delle linee programmatiche. S’intitola “Oltre la crisi: un patto per lo sviluppo e la solidarietà”. Già nelle premesse il sindaco ribadisce la propria idea di cittadinanza esortando a recuperare «lo spirito di partecipazione e corresponsabilità» per superare la distanza tra politica e cittadini in un momento di crisi particolarmente acuta per Terni, dovuta soprattutto alle vicende che stanno interessando il polo chimico e quello siderurgico. «Terni – dice comunque il sindaco – non deve sottovalutare il suo ruolo e deve invece recuperare il protagonismo che l’ha sempre contraddistinta nella sua storia. Per far questo oggi c’è però bisogno di una seria programmazione, anzi di una vera e propria pianificazione strategica». «Il futuro di Terni – dice ancora il sindaco – sta nella sua capacità di accogliere, stimolare, attrarre i cambiamenti e le innovazioni industriali, di lasciare spazio alla sperimentazione e alla libertà degli imprenditori, di continuare ad investire in cultura».
E45 in autostrada Per quel che riguarda il ruolo territoriale Terni si propone come riferimento di un’area vasta. Innanzitutto nel rapporto con le province settentrionali del Lazio e con l’area metropolitana romana. «L’altro asse strategico su cui puntare è quello rappresentato dalla trasformazione in autostrada della E45 – ha detto Di Girolamo -, mentre il finanziamento Cipe della piattaforma logistica Terni-Narni, anticipato con fondi propri dalla Regione in modo da consentire l’avvio dei lavori in autunno, rappresenta un punto fondamentale della infrastrutturazione a servizio del territorio».
Cultura Sulle politiche culturali il sindaco ribadisce che la cultura va considerata «come fattore determinante dei livelli d’innovazione e di produttività del territorio». Sempre in riferimento all’”industria culturale” le nuove linee programmatiche indica come strategica la prosecuzione del lavoro per riportare il Videocentro alla sua vocazione originaria anche attraverso le iniziative messe in campo da Funfactory, mentre per Papigno occorre «continuare il confronto con Cinecittà» e ridisegnare il ruolo di Umbria Film Commission.
Università Per il polo universitario le nuove linee programmatiche riconoscono l’esigenza di un profondo ripensamento in termini di architettura istituzionale, di organizzazione logistica, di offerta didattica e di specializzazione delle attività di ricerca. Per il futuro del Polo ternano «vanno privilegiati i tre assi legati alla vocazione territoriale: ingegneria, economia e medicina». Allo stesso tempo il sindaco indica come priorità il potenziamento e la realizzazione dei centri di ricerca.
Chimica e Thyssen Molto spazio è dedicato, inevitabilmente, alla situazione ed alle prospettive del polo industriale, alla luce degli ultimi eventi che hanno riguardato il polo chimico e le decisioni della Thyssen Krupp. Il Comune, con le altre istituzioni locali chiederà l’apertura di una “Vertenza Terni“ al Governo nazionale. «Si tratta anche di analizzare con grande pragmatismo i limiti della concertazione e di avviare una fase nuova, partendo dalla constatazione che si è registrato il basso rendimento delle sedi negoziali locali». Serve comunque «un nuovo Patto di Territorio che spinga forte per la realizzazione delle infrastrutture strategiche e sull’innovazione. Occorre intervenire – si legge nel documento del sindaco – sulle azioni relative al distretto tecnologico ed ai cosiddetti poli d’innovazione». Considerando che la siderurgia e la chimica rimangono i settori più importanti dell’industria locale occorre puntare sui materiali innovativi e la green economy. In questo senso il Comune farà quanto in suo potere per creare le condizioni «affinché l’area ex Montedison sia disponibile come zona franca per la green economy, cercando di azzerare i costi finanziari e burocratici e favorendo così la nascita di nuove imprese in quel sito».
Commercio Per il commercio viene indicata l’esigenza di procedere ad «un ulteriore cambio di fase nelle politiche di regolazione del settore, per giungere ad una logica coordinata di progetto», accelerando anche nella costruzione «del Quadro strategico di valorizzazione previsto dalla legge regionale in materia di centri storici e costruire azioni mirate a salvaguardare il piccolo commercio di vicinato».
Il nodo Asl e il compromesso «Nell’ottica di rafforzamento e di maggiore responsabilità del Comune saranno rivisitati alcuni servizi in delega all’Asl», ha detto Di Girolamo tendendo la mano alla proposta dei ribelli che vorrebbero che il Comune riprendesse i servizi socio assistenziali dall’Asl. E anche il passaggio successivo è una strizzata d’occhio: «occorrerà anche valorizzare a pieno l’eccellenza che, nel nostro territorio, è rappresentata dalla cooperazione sociale».
Polo sanitario La valorizzazione del polo sanitario ternano rappresenta un’altra delle priorità. Per quel che riguarda l’azienda ospedaliera ed il rapporto con l’Università – dice il sindaco – «va applicato il D.L. 517/99 verso la costituzione di due aziende integrate e distinte in Umbria. Va inoltre accelerato il progetto per la realizzazione della nuova sede Asl a Colle Obito, tutto questo in direzione del consolidamento della struttura ospedaliera ternana».
Partecipate e holding Per le aziende partecipate vengono indicate quattro priorità: la questione delle aggregazioni e della costituzione di una multi utility su scala più ampia di quella comunale o provinciale; la razionalizzazione dell’ambito dei servizi strumentali; la trasformazione della natura giuridica dell’Asfm; la gestione del Videocentro. Viene posta anche la questione «dell’eventuale costituzione di un’unica holding alla quale conferire tutte le partecipazioni azionarie del Comune, mantenendone il totale controllo». L’Asm – si legge nel documento del sindaco – ha tutte le potenzialità nel settore rifiuti per candidarsi alla gara d’ambito per la gestione del servizio in Provincia di Terni, con le opportune alleanze. Sul versante degli assetti vengono poi ritenute mature le condizioni per un’integrazione di Asm con le aziende pubbliche minori del territorio Asit e Aman. Mentre nel settore energia la spinta è verso lo sviluppo delle fonti alternative. Per Umbria Servizi Innovativi sarà decisiva una collocazione nella riorganizzazione del comparto regionale dei servizi alla PA”, mentre per l’AsFM si dovrà concretizzare entro il 2011 la creazione di una SpA che ne consenta una gestione più imprenditoriale.
Maggioranza compatta Ventiquattro consiglieri della maggioranza (Amici, Piccinini, Tabarrini, Trivelli, Giubilei, Teofrasti, Campili, Talamonti, Pennoni, Nardini, Cicioni, Luzzi, Monti, Ventura, Finocchio, Vinciarelli, Bartolini, Nannini, Paparelli, Boccolini, Chiappalupi, Tallarico, Orsini V., Aquilini) subito dopo le dichiarazioni del sindaco sull’aggiornamento delle linee programmatiche, hanno presentato e sottoscritto un atto d’indirizzo a sostegno del documento e del sindaco stesso. «Ascoltate le comunicazioni del sindaco – si legge nell’atto – e preso atto che nel corso della consiliatura sono venute emergendo nuove esigenze e nuove problematiche che coinvolgono il tessuto sociale ed economico della città che necessitano di efficaci e pronte soluzioni; ritenuto il documento del sindaco pienamente rispondente alle esigenze della città e nel solco delle linee programmatiche dallo stesso presentate ad inizio di consiliatura, i consiglieri di maggioranza nell’esprimere pieno sostegno al sindaco ed alla sua azione riformatrice, fanno proprio il documento presentato e ne condividono appieno i contenuti e la forte spinta pragmatica ed innovativa; s’impegnano a sostenerlo nell’interesse della comunità cittadina ed a fare quanto necessario per la sua attuazione fino alla scadenza naturale della consiliatura».
Minoranza: due bocciature Anche il Pdl e l’Udc insieme a Terni Oltre e alla Lista Baldassarre hanno presentato atti d’indirizzo sulle dichiarazioni del sindaco. Nell’atto sottoscritto da Udc, Lista Baldassarre e Terni Oltre si prende atto – vi si legge – delle ragioni vere che hanno portato alle dimissioni del sindaco, «incentrate su critiche durissime da una parte della sua maggioranza sull’insufficienza dell’azione amministrativa di questa giunta». Per loro il «documento non indica scelte strategiche chiare e non individua le priorità da affrontare ma è, come di consueto, solo un elenco di enunciazioni di principio». Anche nell’atto del Pdl si parte dalla considerazione che il nuovo documento del sindaco «non apporta sostanziali modifiche o correttivi forti in termini di rilancio e di prospettive nuove» e che dunque di conseguenza «i motivi che hanno portato alla crisi così come le ragioni che ne hanno consentito oggi l’aparente chiusura appaiono più un armistizio che un rinnovato accordo nella maggioranza».
Ribelli soddisfatti Nel corso del dibattito attesissime le dichiarazioni dei ribelli del Pd. Per Riccardo Giubilei (uno di loro) «nessuno ha voglia di far finta che nulla sia accaduto: ma quello di oggi non può che rappresentare un nuovo inizio». Giubilei ha messo in evidenza che in questa fase le proposte sono venute solo dall’interno della maggioranza e ha dato atto al sindaco di aver avuto un approccio responsabile e di aver portato la crisi alla luce del sole, con coraggio. «Ora – ha detto –l’importante è che continui a dare il ritmo giusto, perché questa è una condizione di grande rilancio». Per l’altro “ribelle” Valdimiro Orsini «la crisi è stata una decisione seria del sindaco, incalzato da alcuni consiglieri che più di altri avevano compreso che il rapporto con la città si stava affievolendo: non ci sono stati ricatti o giochetti, ma un confronto con la città che ci ha mandato messaggi inequivocabili. Siamo così riusciti a riallacciare un rapporto con i cittadini che ci hanno chiesto una svolta programmatica forte che il sindaco ha saputo recepire».

