Ultraservizi, Alis e Solco. Queste le cooperative che, stando alla ricostruzione di Luigi Bencivenga, si dividono una torta da 727.738,27 euro tra la gestione di decoro urbano, servizi cimiteriali e verde pubblico, su un totale di 1 milione 121 mila euro circa di affidato dal Comune, una percentuale dunque del 65%, con una media per ogni coop sociale del 21,63%. «Alle altre otto cooperative di tipo ‘B’, con medesima e comprovata esperienza – scrive il consigliere di Terni dinamica – viene affidato il restante 35,10%, in media il 4% ciascuna».

Modus operandi Tuonano come accuse ma sono solo le premesse dell’interrogazione presentata da Bencivenga alla giunta di palazzo Spada, un atto teso non solo a far luce sulle modalità di affidamento di alcuni servizi da parte dell’ente, ma anche per dettare una certa linea di indirizzo politico a riguardo. «Nel 2012 – scrive il consigliere di maggioranza – il Comune ha stipulato direttamente con la Ultraservizi una convenzione per i servizi di decoro urbano, prorogandola  di anno in anno fino al 2015 per oltre 108.500,00 euro. Nel 2013 ad Alis sono stati affidati i servizi cimiteriali per circa 276 mila euro ed è avvenuta la stessa cosa. Nel 2014, sempre con successiva proroga, la coop Ultraservizi ha preso in carico anche la manutenzione delle strade per oltre 16 mila euro e di recente il Comune ha affidato ad Alis, Solco e Ultraservizi la manutenzione del verde pubblico (oltre 327 mila euro).

Bencivenga Secondo il consigliere, che attinge da normative nazionali e all’occorrenza anche europee il Comune avrebbe «operato un artificioso frazionamento di contratti, eludendo le procedure di appalto più rigorose che l’importo complessivo avrebbe richiesto». Con opportuna letteratura giuridica a supporto, Bencivenga ha chiesto al sindaco e alla giunta «di intervenire presso le direzioni competenti al fine di interrompere tale uso e consuetudine del continuativo affidamento diretto di lavori e servizi» per tutelare la libera concorrenza, garantendo ad ogni soggetto la stessa possibilità di partecipazione alle gare e la par condicio in ordine alla valutazione comparativa.

Rotazione «Si chiede infine al sindaco, alla giunta e all’assessore competente – scrive Bencivenga a margine dell’atto – di adoperarsi per far in modo che venga adottato il criterio di rotazione, che ha come finalità quella di evitare che la stazione appaltante possa consolidare rapporti solo con alcuna imprese, venendo meno così al rispetto del principio di concorrenza».

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