di M. R.
Al momento sono solo ipotesi, ma la questione sollevata in commissione speciale statuto e regolamento stuzzica l’appetito politico di Palazzo: il consigliere di I love Terni Enrico Melasecche ha proposto al presidente Franco Todini di introdurre una norma che stabilisca che la presidenza del consiglio comunale sia espressione della minoranza. «Ad oggi – è stato sottolineato da tutti – di fatto, l’elezione del candidato per la carica è frutto di un accordo trasversale visto il ruolo di garante che riveste».
Presidenza del consiglio comunale «È una posizione di potere e anche ben retribuita» dice a supporto della proposta Melasecche. Più o meno d’accordo il Cinque stelle Thomas De Luca: «Se proprio non si vuole conferire a un membro di minoranza il ruolo di presidente del consiglio – afferma il Grillino – si istituisca un organo di vigilanza che faccia da contrappeso democratico. Due sono le strade percorribili – spiega – presidenza all’opposizione e quindi assetto istituzionale equilibrato o disciplina sanzionatoria nei confronti di assessori assenti quando chiamati in causa o negato accesso agli atti e quindi assetto maggioritario ma con garanzie pe i gruppi di minoranza». Risolta la questione gettone, insomma, l’attenzione della commissione speciale si sposta su altri articoli del regolamento.
M5s La seconda ipotesi formulata da De Luca piace un po’ a tutti. Si esprimono favorevolmente Marco Cecconi di Fdi, Faliero Chiappini di Terni città aperta, Silvano Ricci di Sinistra per Terni e Fabio Narciso del Pd. Sulla questione interviene anche Luigi Bencivenga di Progetto Terni che alza gli scudi in difesa di Giuseppe Mascio attuale presidente: «Non trovo ci siano problemi nella gestione del consiglio, questa presidenza non ostacola in nessun modo l’esercizio della minoranza». «Il punto – risponde Todini – è che le eventuali modifiche al regolamento esulano dalle considerazioni sulla situazione attuale, lo strumento sarà adottato in futuro».
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