di M. To.
Si deve ricominciare da capo. Tutto il percorso che ha portato all’affidamento in gestione della Casa delle musiche all’Arci, AttentialKane, Ephebia e Interamna production, deve essere considerato nullo.
Le commissioni A chiederlo al sindaco e alla giunta, con un atto di indirizzo concordato venerdì mattina (quattro voti favorevoli e un astenuto) è la prima commissione consiliare. I consiglieri, in buona sostanza, vogliono «l’annullamento del bando e la predisposizione di un nuovo bando che tenga conto delle mutate condizioni di contesto circa l’ambito d’intervento del progetto. i cui criteri andranno sottoposti al consiglio comunale entro il 31 gennaio 2015». La seconda commissione consiliare (la riunione era congiunta) non ha invece potuto votare per la mancanza del numero legale.
LA CASA DELLE MUSICHE: LE FOTO
Il testo Nel documento votato si mette in evidenza «l’evoluzione del contesto relativo alle dinamiche associative giovanili che hanno riguardato in questi anni anche il campo d’intervento del progetto stesso, così come tra l’altro evidenziato dagli stessi assessori presenti alla riunione. Questione che pone la necessità di attualizzare la missione stessa del progetto, con l’obiettivo di un coinvolgimento di esperti e soggetti impegnati nell’ambito musicale»
I ritardi Secondo i consiglieri, ci sarebbero «gravi ritardi nell’attuazione della struttura, ancora non completata, tenendo conto che il progetto esecutivo è stato approvato nel 2001» e pure «l’esigenza di un intervento strutturato circa le infiltrazioni d’acqua sulle pareti dell’immobile».
La procedura Ma ci sarebbe anche un altro problema: «Gli affidamenti circa la gestione della Casa delle musiche – dicono i consiglieri comunali – sono avvenuti attraverso un ‘cosiddetto bando esplorativo’ e non mediante un regolare bando di gara, in assenza di criteri oggettivi e con dubbi sia nella forma che nella sostanza, tutti riscontrati nell’analisi degli atti, svolta dalla prima e dalla seconda commissione nelle due riunioni appositamente convocate».
La Casa delle musiche Inaugurata o, meglio, presentata il 30 aprile scorso e mai aperta, per ora provoca solo nuove polemiche, dopo quelle che hanno accompagnato, tra l’altro, l’apertura di un’indagine da parte della Corte dei conti. Per farla – più di mille metri quadrati, distribuiti su tre piani – ci si e speso poco meno di un milione e 350 mila euro, con un raddoppio rispetto a quanto previsto all’inizio.
L’Arci il presidente ternano, Francesco Camuffo, aveva già annunciato che la sua associazione non si vuole tirare indietro «perché difendiamo la ratio dei progetti portati avanti con spirito di rete da quindici anni. Si chiama coerenza. Ma se serve, perché non ripensare di nuovo la mission di quel posto, tutti insieme? Di quello e di tanti altri luoghi che oggi non hanno più una prospettiva? Nel nostro progetto il primo punto era la costituzione di un ‘tavolo delle musiche’, un luogo vero e permanente aperto a tutti i soggetti che in qualche modo hanno a che fare con la musica».
