'Alleanza e Rinascita' si presenta

di Fabio Toni

‘Chi mena per primo, mena due volte’, recita un vecchio adagio. Non si può dire che le intenzioni dei fondatori siano bellicose fino a questo punto. Sta di fatto però che nella lunga volata verso le prossime elezioni amministrative, c’è chi sceglie di rompere gli indugi, uscendo allo scoperto. È il caso del movimento ‘Alleanza e rinascita’ che ha già un suo comitato politico pronto a lanciare la sfida.

Facce note A illustrare i contenuti della proposta è il 74 enne Franco Mangialardi, ‘primus’ fra i fondatori. Un nome, il suo, tutt’altro che sconosciuto alla città. Visto che ha accompagnato da protagonista la discussa ‘epoca d’oro’ di Luigi Agarini a Terni, conclusasi mestamente. Braccio destro dell’imprenditore di Piombino e uomo-Tad, Mangialardi torna sulla scena con le idee chiare: «Quando dieci anni fa me ne andai – racconta – mi sentivo sconfitto per non aver trasmesso alla città la mia visione, un nuovo corso non solo imprenditoriale, ma anche sociale. Oggi torno per convogliare tutte le energie positive che Terni è in grado di esprimere».

La sfida Da movimento culturale a soggetto politico, ‘Alleanza e rinascita’ sembra voler bruciare le tappe. «Non siamo un partito – spiega Franco Mangialardi – però vogliamo crescere e diventare un punto di riferimento anche all’interno delle istituzioni». Come? «Partendo dalla gente, dai bisogni concreti, dando voce a chi non ce l’ha e costruendo un percorso condiviso». Con chi? «Di certo non con chi rappresenta le ‘solite storie’ di Terni e dell’Umbria». Più chiaro di così: «La nostra è la sfida della gente alla burocrazia e alle oligarchie antiquate di questo territorio».

Aperture La matrice cattolica del movimento, a partire dai fondatori, appare un dato di fatto. «Ma siamo aperti a tutte le esperienze – chiarisce il presidente – senza esclusioni di sorta. La nostra indole è riformista, rivoluzionaria nel senso migliore del termine, perché Terni ha bisogno di questo. Di una scossa, di un progetto che parta dalle persone. Sapremo ascoltare tutti». Anche i ‘grillini’? «Certo, ma la nostra è una proposta di costruzione, non ‘contro’ a prescindere». A chi gli fa notare che, insomma, i volti e le storie di ‘Alleanza e rinascita’ non siano completamente nuovi nel contesto della vita cittadina, Franco Mangialardi risponde così: “I nostri incarichi durano due anni. Ci sembra una misura giusta per garantire il ricambio, anche in futuro».

Le idee La proposta politica, assicurano dal comitato, verrà costruita attraverso dibattiti e incontri pubblici. Uno dei trend del periodo. «Bisogna recuperare l’identità culturale, le tradizioni. Bisogna parlare di lavoro, ma in maniera diversa rispetto alle inutili liturgie della vecchia classe dirigente. Come certi viaggi a Roma, in pullman, spesso per portare a casa risultati sin troppo miseri. Vogliamo lanciare una ‘giornata dell’occupazione’ aperta al contributo di tutti, di tutte le forze sociali che vogliono un cambiamento». Fra le priorità c’è anche quella di costruire una linea nuova sui temi della salute, dell’assistenza e dell’ambiente, «per invertire quel trend che sta trasformando Terni in una sorta di ‘paesotto’, spogliato e depotenziato dei propri centri decisionali».

Il direttivo Nell’alveo della chiarezza, doverosa, ‘Alleanza e rinascita’ ha reso noto il proprio organigramma. Presidente del comitato politico è Franco Mangialardi, vice Pietro Zen (già nel cda del Centro multimediale). Consiglieri delegati sono Valter Galvani (tesoriere e segretario dell’associazione diocesana San Martino), Valentino Antonelli (segretario Unitalsi Terni), Francesco Giontella (portavoce del movimento), Claudio Daminato (direttore della Caritas diocesana) e Ferrero Gabrielli (già nel Cmm e con un passato nella Margherita).

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