Stefano Bolletta

di Marco Torricelli

La sua lista ‘Terni bene Comune’ e la sua candidatura a sindaco sono arrivate – anche se attese – proprio in extremis. E Stefano Bolletta, l’ultimo dei dodici aspiranti alla poltrona di primo cittadino ad aver ufficializzato la propria decisione, presenta «non un programma, ma un progetto per fermare il declino della città».

Il progetto Secondo Bolletta «i programmi, così come vengono annunciati, sono teoricamente buoni per tutte le stagioni, ma io credo che sia invece necessario un nuovo metodo di lavoro, da applicare poi al governo quotidiano della città». Un governo che lui immagina «molto più partecipato, con la creazione di ‘consigli di comunità’, eletti senza liste di partito e che prevedono la partecipazione di cittadini che voglio impegnarsi concretamente nella gestione della cosa pubblica»

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Assessorati collettivi Una gestione che, spiega il candidato sindaco, «deve essere anche rimodulata a livello generale, con l’istituzione di assessorati collettivi, che non prevedano l’accentramento del potere nelle mani di un solo soggetto, ma siano condivisi con la Regione, le associazioni di categoria e i sindacati, per avere un quadro più completo delle problematiche da affrontare». Il tutto con lo scopo di realizzare «una città delle regole, superando quella che è oggi e cioè una città dei regolamenti che non permettono una effettiva operatività a chi deve governare».

Lo ‘strappo’ La presentazione è stata l’occasione, per Bolletta, per tornare a quello ‘strappo’ che lo ha portato ad uscire dal Pd: «Io avevo chiesto le primarie – dice – ed il progetto che proponevo è lo stesso con cui sono in campagna elettorale, ma il partito ha preso una decisione che, se formalmente corretta, è stata politicamente discutibile e questo mi ha spinto a candidarmi a sindaco. Perché voglio sconfiggere il conservatorismo di sinistra, ridare a Terni un posto in Italia e non limitare il suo ruolo a quello, subalterno, a Perugia».

Veltroni Nella serata di martedì, invece, il sindaco uscente e candidato per un secondo mandato, Leopoldo Di Girolamo, insieme a Goffredo Bettini, che il Pd candida per il parlamento europeo, hanno preso parte ad un’iniziativa nel corso della quale è stato proiettato il film-documentario ‘Quando c’era Berlinguer’, realizzato da Walter Veltroni, che era presente all’evento.

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Disabili Prima della serata cinematografica, Di Girolamo aveva partecipato all’incontro con le associazioni delle persone con disabilità: «Opereremo – ha promesso – per far sì che l’Asl2, di concerto con la Regione, istituisca una ‘unità operativa disabili’ con un responsabile operante all’interno del distretto di Terni, in grado di coordinare i vari servizi sul territorio». Una delle difficoltà maggiori, dal punto di vista dell’assistenza, ha ricordato il indaco uscente, «è rappresentata dal passaggio del disabile minore all’età adulta. Oggi questo ‘salto’ è troppo brusco e questa unità dovrà lavorare per rendere questa transizione meno traumatica».

Crescimbeni Il candidato sindaco del centro destra, Paolo Crescimbeni, si rivolge invece ai cittadini più giovani, con «un messaggio agli under 28: ogni ragazzo della città che lo vorrà, potrà affiancare me o un assessore della mia giunta, almeno per un giorno. Fianco a fianco, dal mattino fino a sera: delibere, progetti, riunioni, incontri, sedute di giunta e di consiglio, per imparare, ma anche per proporre». Per farlo, oltre che chiedere «la collaborazione all’ufficio scolastico provinciale – spiega Crescimbeni – alla consulta provinciale degli studenti, ai presidi, alle associazioni e ai movimenti giovanili, andremo nelle scuole stesse, per sensibilizzare i giovani sulla necessità di un coinvolgimento attivo, in prima persona».