Anche la tassa ‘Tevere-Nera, oggetto per anni di violente polemiche condotte dai un comitato che la avversava, irrompe nella campagna elettorale. Con Enrico Melasecche (Udc) che si scaglia contro Leo Venturi, consigliere comunale, per ora, di opposizione, ma di cui si parla come possibile alleato del sindaco Di Girolamo in futuro.
La tassa Sono dieci anni, dice Melasecche, «che il variegato comitato ‘No Tevere Nera’ ha in modo monopolistico condotto una campagna in modo un po’ folcloristico, ma senza mai disturbare veramente la politica di palazzo Spada, nonostante Di Girolamo non abbia mai alzato un dito contro quella tassa famigerata, perché chi guidava quel vecchio comitato, oggi delegittimato, non lo ha mai voluto mettere in difficoltà».
Venturi A guidare quella protesta era Leo Venturi, eletto cinque anni fa in consiglio comunale con la lista civica di opposizione ‘Terni oltre’, «fino alla beffa finale – accusa Melasecche – in cui Leo Venturi, ha preferito allearsi proprio con colui che quella tassa ha voluto mantenere. In politica la coerenza dei comportamenti è essenziale per avere la fiducia dei cittadini e di questa giravolta finale tutti sono sconcertati».
Il ‘nuovo comitato’ Il capogruppo dell’Udc ricorda che «avevamo proposto l’occupazione di palazzo Spada per obbligare questo sindaco ad svegliarsi e battere un pugno per difendere la città. Ma chi evidentemente studiava già di allearsi con Di Girolamo non ha mai voluto. È per questo che, sollecitato da molti ternani, constatata l’inutilità di chi ha usato quell’argomento solo per proprie ambizioni elettorali, ho accettato di costituire un nuovo vero comitato denominato ‘Vergogna Tevere Nera’, che non guardi in faccia nessuno, che finalmente imponga alla politica locale il coraggio di dire alla gente che questo Pd, con i suoi utili alleati, vuole quella tassa contro tutti i ternani».
Milioni di euro Si calcola, dice ancora Enrico Melasecche, «che siano fin qui state prelevati, dalle famiglie e dalle imprese ternane, circa 20 milioni di euro, una cifra enorme, tolta alla economia locale, mentre a Perugia le stesse opere sono state realizzate con i soldi della fiscalità generale fra cui le addizionali regionali che i ternani sono costretti a pagare».
Il Consorzio Il capogruppo dell’Udc – che non ha ancora deciso se dar vita ad una lista civica in appoggio a Paolo Crescimbeni nelle prossime elezioni amministrative, denuncia poi «che tra gli errori fatti dal vecchio comitato c’è quello di aver fatto eleggere, nelle uniche elezioni fin qui avvenute, il sindacalista Contessa (Vittorio Contessa, della Cgil; ndr) ed i suoi amici di una parte della Cna, senza far firmare neanche uno straccio di impegno scritto, con sanzioni in caso di inadempienza. Questi una volta eletti hanno tradito completamente le promesse fatte. Di chi la colpa se non di Leo Venturi che oggi salta per convenienza il fossato per aiutare il nemico ed avere in cambio uno strapuntino, svendendo 10 anni di battaglie sacrosante?».
L’appello Melasecche, poi, annuncia: «Noi intendiamo stare dalla parte della gente e continuare a combattere, come abbiamo fatto in prima linea, sempre, fino a quando questa gravissima ingiustizia non cadrà. È per questo che invitiamo Paolo Crescimbeni, a sostenere il comitato ‘Vergogna Tevere Nera’, impegnandosi solennemente sul proprio onore, da oggi, come primo atto da sindaco, ad inviare una lettera formale che apra finalmente la vertenza con la Regione contro quella ingiustizia, cosa che Di Girolamo non ha mai voluto fare, e, indossando la fascia tricolore portare con noi simbolicamente i bollettini da bruciare davanti a palazzo Cesaroni, valutando persino la possibilità di una sorta di disobbedienza civile generalizzata».
