di M. To.

La strategia, almeno una parte della strategia, è delineata: sarà quella del sorriso. Soprattutto nei confronti del Movimento 5 Stelle. Il centro destra ternano – che deve colmare un gap notevole nei confronti del centro sinistra – parte deciso alla caccia dei voti dei grillini.

LO SPECIALE ELEZIONI

La ‘corte’ In casa Crescimbeni non si muove papà Paolo – il candidato – ma la figlia Francesca. Che si rivolge direttamente ad Angelica Trenta: «Ho letto le tue dichiarazioni sul fatto che hai deciso di fare scheda nulla al ballottaggio, dicendo chiaramente di non voler appoggiare mio padre». E le racconta che, invece, Paolo Crescimbeni le avrebbe confessato che, se al ballottaggio fosse andata lei – la Trenta – lui l’avrebbe votata.

Il messaggio Poi, dice Francesca Crescimbeni ad Angelica Trenta, «le cose sono andate diversamente, al ballottaggio andrà mio padre ed i numeri non sembrano dalla nostra parte: è innegabile, ma è altrettanto innegabile che noi non ci arrenderemo mai a questa gente che ha tradito gli stessi ideali della sinistra. Quando il gioco si fa duro – è la provocatoria domanda – i duri vanno al mare?».

Le scuse E poi c’è Raffaele Nevi, protagonista di un duro botta e risposta, nei giorni scorsi, con la candidata e con il Movimento 5 Stelle, con tanto di annuncio di denuncia, ma per il momento forse non è il caso. «Angelica Trenta – fa sapere Nevi –  si dice offesa, come donna, del fatto che in campagna elettorale l’ho definita ‘rimasuglio di centro sociale’, seppure in risposta alla loro reiterata bugia che considero anche una pesante offesa nei nostri confronti di ‘inciuciare’ con il Pd. E allora siccome non volevo minimamente offenderla come donna, oggi le chiedo formalmente e pubblicamente scusa. Chi mi conosce sa bene che tengo molto al rispetto delle persone, e per le donne in particolare, e che non mi interessano le polemiche personali». E fino a qui, ci siamo.

L’appello Poi, però, Nevi va oltre: «Spero che questo mio gesto contribuisca a sgomberare il campo da quelli che mi sembrano pretesti e possa spianare la strada alla riunificazione di tutti quelli che vogliono il cambiamento in questa città governata dalla sinistra in modo indecoroso. Per questo dico che se il popolo grillino non andrà a votare o annullerà il voto, come la Trenta dice di voler fare, si renderà per sempre responsabile della vittoria di Di Girolamo e questo lo denuncerò con tutta la forza che ho. Non è una cosa personale ma squisitamente politica».

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