di M.R.
Fuori dal cassetto uno studio di otto anni fa e il Movimento cinque stelle, attraverso Palazzo Madama, torna a chiedere sensibilità al tema dell’ambiente e della salute umana connessi con le realtà produttive industriali del territorio di Terni. Sul tavolo del ministro Roberto Speranza, dati sull’incidenza di tumori in relazione al lavoro nella grande fabbrica siderurgica e richieste di intervento a tutela degli addetti. l’atto segue le recenti uscite del consigliere Thomas De Luca che prima ha portato le polveri di Prisciano in barattolo sul tavolo della presidente umbra Donatella Tesei, poi mostrato la ‘raschitura’ di nichel da un terrazzo di Terni.
Movimento cinque stelle «Nel 2014 – sottolinea la senatrice umbra Emma Pavanelli, assieme ad altri parlamentari pentastellati – lo studio di Oddone et alii ‘Occupational brain cancer risks in Umbria Italy with a particular focus on steel foundry workers’, pubblicato online, ha trovato un’incidenza tra il numero elevato di tumori al cervello nella provincia di Terni e i lavoratori delle acciaierie tra i 35 e 74 anni; nello stesso studio si nota come i rischi per tumore al cervello aumentano fortemente dopo solo un anno di lavoro nella stessa fabbrica. Sempre nel 2014, lo studio Sentieri ha evidenziato un eccesso nella mortalità di uomini per tutti i tumori all’apparato urinario, nella mortalità di donne per malattie circolatorie e per entrambi i sessi per l’apparato digerente, nel comune di Terni. A Terni e Papigno – argomentano i senatori – sono presenti un sito siderurgico di 150 ettari e una discarica di seconda categoria tipo B di rifiuti speciali; nel periodo 2006-2013 sono stati rilevati 94 casi di tumori maligni in età tra 0 e 29 anni, dei quali 18 in età pediatrica e 2 nel primo anno di vita; il numero di ricoverati nello stesso periodo è in eccesso, specificatamente in età tra 0 e 19 anni per tumori al sistema nervoso centrale, tra 0 e 14 anni per tumori linfoemopoietici e i linfomi, e tra i 20 e 29 anni per tutti i tumori, oltre a un eccesso di ricoverati per condizioni morbose di origine perinatale».
Terni «Considerato che la Regione Umbria ha interrotto il registro dei tumori regionale e dal 2016 non viene aggiornato nonostante la convenzione sia ancora in essere, non è possibile tracciare una concausa degli effetti sulla salute dei cittadini con le industrie sul territorio. Dato che il governo ha stanziato risorse dedicate anche all’Umbria – si legge nell’interrogazione – si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tali fatti e che cosa intenda fare in merito alle considerazioni riportate per la tutela della salute dei cittadini umbri e in particolare di quelli del comune di Terni».
