di Marta Rosati
L’uscente vicesindaco Riccardo Corridore, tra abbracci coi consiglieri di Alternativa popolare e con le cialde del caffè nella sacca per le cose da portar via dalle stanze di Palazzo Spada, venerdì mattina è apparso il più sereno tra i membri della giunta ‘licenziata’ dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi; almeno quelli transitati per piazza Ridolfi alla presenza della stampa locale. Svuotare gli uffici, per lasciare posto ai successori, la prima azione che ‘gli sfiduciati’ dal primo cittadino si ritrovano a compiere il giorno dopo lo scossone; improvviso e inaspettato, probabilmente non per tutti.
IL DECRETO ‘BANDECCHI LIBERATUTTI’
Viavai di assessori defenestrati Viviana Altamura si ripete che tornerà al suo lavoro e che «le cose gravi sono altre», riferendosi ai casi che per le deleghe al Welfare ha affrontato, ma non ha voglia, almeno per il momento, di rilasciare dichiarazioni. A caricare in macchina i bagagli, mentre riconsegna il proprio badge al municipio, intanto, ci pensa il marito. Nessun commento nemmeno da parte dell’ex sindacalista Sergio Cardinali che passa con la shopper vuota per raccimolare le sue cose a Palazzo Spada e si riserva di dire la propria in un secondo momento. Conferma un basso profilo l’ingegnere Marco Iapadre che glissa sulla possibilità di un incarico dentro le aziende del Bandecchi imprenditore. Già, perché, nel bel mezzo delle contraddizioni, il sindaco, pur riconoscendo agli assessori un buon lavoro, li spazza via tutti in un colpo solo e intanto gli promette un posto nelle proprie aziende. Tira dritta uscendo dal parcheggio di Palazzo l’ex assessora Michela Bordoni.
Bandecchi 2.0 Chi ci sarà dopo di loro? Il livornese si è preso dieci giorni di tempo, ha chiuso alla possibilità di ingressi da altri partiti, diversi da Alternativa popolare e Dimensione Bandecchi, e ha escluso che l’esecutivo possa essere composto da tecnici. Pubblicamente, almeno, questo ha dichiarato. Le opposizioni, tutte, parlano di ‘fallimento di Bandecchi’, compresi i suoi ex alleati di centrodestra. L’altro tema centrale è quello degli obiettivi. Rivendicando, forse anche piuttosto immeritatatamente, un lavoro straordinario svolto nei primi tre anni di mandato, il sindaco non ha annunciato rivoluzioni programmatiche. Lo schema insomma sembra semplicemente quello di vecchi traguardi, ma con nuova squadra. Le finalità di un colpo di teatro così saranno forse più chiare all’esito della nuova composizione di giunta. Al momento, in città, regna un generale smarrimento, tra diverse ipotesi di strategie e presunti manovratori dietro le quinte. Non manca sicuramente una certa amarezza per il tempismo. Nel pieno delle festività per il Santo patrono Valentino, Terni si aspettava sicuramente un altro clima. Il sindaco, che ad oggi ha su di sé tutte le deleghe, si dice sarà presente sabato mattina alle celebrazioni in basilica. Agli eventi, non mancherà sicuramente la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli, mai in discussione a detta del sindaco. Chissà anzi che non occupi un posto nella prossima giunta. Per il nuovo esecutivo, ‘pescare’ tra i consiglieri, manovra non esclusa da Bandecchi, risulta quantomeno rischioso per gli equilibri di maggioranza. In qualche caso, le surroghe che ne deriverebbero dai risultati elettorali, non sarebbero vantaggiose per il sindaco.
Il sindaco Giovedì Bandecchi, uscendo dal vertice di maggioranza, ha confermato l’azzeramento della giunta e tutta una serie di altre cose dichiarate all’ingresso, assicurando di essere ‘di parola’. Tuttavia tutti ricordano la farsa delle sue dimissioni e a nessuno sfugge, peraltro, che sia Carnevale. Ma certo lo scherzo è bello grosso stavolta.

