«L’ennesimo teatrino messo in piedi dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi, che non perde occasione per mostrare il suo volto più brutale, autoritario e antidemocratico, svilisce oltremodo le istituzioni, umilia la politica e offende i cittadini». Così, in una nota, la segreteria provinciale del Pd di Terni. Fa eco Sinistra Italiana: «Bandecchi ha tentato in tutti i modi di parlare d’altro, di sviare l’attenzione, di inventare nemici ovunque. Risultati zero». Il M5s: «Servono stabilità e trasparenza». Compatto il centrodestra: «Il sindaco ha fallito». Sulla stessa lnghezza d’onda l’ex capogruppo Ap, Guido Verdecchia.

Pd provinciale Terni «Purtroppo per Bandecchi, che ha definito la dialettica politica ‘inutili chiacchiere’, sentiamo la necessità di esprimere fortissima preoccupazione, certi di interpretare il pensiero di molti ternani, per la deriva verso cui ha trascinato, sta trascinando e trascinerà le istituzioni cittadine, picconandone la credibilità e il ruolo e tenendo una postura indegna e lontana dalle regole della democrazia. E’ svilente definire ‘partita’ un quinquennio amministrativo, che significa responsabilità verso la città nella vicinanza ai problemi, nella ricerca di soluzioni, nella definizione di progetti. Problemi che Bandecchi non vede o non vuole vedere, soluzioni che non ci sono, progetti che non esistono. Ma ancora più preoccupante è la considerazione che il sindaco mostra di avere per chi gli sta intorno, a partire dai suoi più stretti collaboratori politici. Ci domandiamo se non sentano l’umiliazione di fronte al baratto che gli è stato offerto: smettere il proprio ruolo per ‘servire’ l’imprenditore Bandecchi. Toni e atteggiamenti inaccettabili, azioni politiche imperiose e strumentali, oltre che senza una concreta utilità per i cittadini, provocazioni continue (e se lo fosse anche questa?) stanno costruendo giorno dopo giorno un clima di generale e crescente allarme e preoccupazione. Continueremo a batterci, insieme alle forze del Patto Avanti, perché Terni abbia le istituzioni dignitose e responsabili che merita, augurandoci che questo possa realizzarsi nel più breve tempo possibile».

Sinistra itlaiana «Il disastroso epilogo della esperienza bandecchiana al Comune di Terni è una conclusione coerente con tutto l’andamento politico ed amministrativo di questi tre anni meno qualcosa – commentano dalla federazione provinciale di Sinistra italiana -. Scompare tutta la baldanzosa sicumera esibita fino alla settimana scorso con l’irruzione di un manipolo di peones in Consiglio regionale, e poi nell’ultima seduta di consiglio comunale in cui il Sindaco è arrivato a presentare una interrogazione ai gruppi consiliari di opposizione, procedura bislacca consentita solo da una caricaturale presidenza del consiglio. La conclusione politica è chiara ed era chiara da tempo: l’esperienza bandecchiana al Comune di Terni è politicamente naufragata, annegata nel mare del ridicolo e della inconcludenza. Le più inverosimili promesse hanno lasciato il posto ad una sgangherata gestione del giorno per giorno, ad un vivacchiare spento, alla contemplazione inerte dei problemi: sanità, lavoro, servizi, periferie, mobilità, politiche sociali. Hanno perso due assessori, un segretario provinciale, il capogruppo, un paio di consiglieri comunali, che via via se ne sono andati per la loro strada, avendo avvertito puzza di bruciato. Bandecchi è incompatibile con la carica di sindaco, le condizioni di incompatibilità non sono mai venute meno in tutti questi tre anni meno qualcosa. E sarebbe ora che la legge si facesse rispettare. È del tutto possibile che questa paventata cancellazione della Giunta Municipale si riveli l’ennesimo tentativo di stringere i ranghi, di serrare le fila e quindi si tratti dell’ennesima bolla di sapone. Come è avvenuto a febbraio 2024, quando prima Bandecchi ha annunciato le dimissioni, per poi, poco decorosamente, ritirarle. Resta il fatto che quando libereranno Terni dalla loro presenza, avranno lasciato solo macerie. Se ne vadano, prima possibile, per riconsegnare la parola ai cittadini e consentire a Terni di avere una guida più dignitosa ed adeguata».

M5s «Un atto di questa portata non può essere liquidato come un ‘normale processo sostitutivo’ o come l’inizio di un ‘secondo tempo’. È evidente che se dopo 3 anni di amministrazione, il sindaco caccia tutti gli assessori, la sua giunta ha fallito. In questi anni abbiamo assistito a dimissioni annunciate e ritirate, tensioni interne nascoste, due rimpasti e ora un azzeramento totale. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e quali siano le vere motivazioni politiche e amministrative di questa scelta. Quando si cambiano tutti gli assessori dopo tre anni di mandato, il tema non è il linguaggio calcistico: è la stabilità amministrativa di una città che vive una crisi complessa come Terni. C’è poi una dichiarazione del sindaco che non può essere ignorata. Quando ha dichiarato che molti assessori continueranno a collaborare con lui ‘per i molteplici affari che gestisco come imprenditore’ si apre un tema serio di conflitto d’interessi: dove finisce il Comune e dove iniziano gli affari privati? La distinzione tra funzione pubblica e attività privata deve essere chiara e netta. Terni non è una società per azioni e il Comune non è il consiglio di amministrazione di Unicusano, ma è un’istituzione pubblica che richiede trasparenza, separazione dei ruoli e rispetto delle regole. La città ha bisogno di stabilità e competenza, non di continue ripartenze. Terni ha bisogno di un’amministrazione autorevole, che sappia costruire rapporti di sana collaborazione istituzionale con la Regione e il Governo nazionale, in modo da portare a compimento progetti di sviluppo necessari a far ripartire la nostra città. Il Movimento 5 Stelle continuerà a svolgere un’opposizione seria, pretendendo massima trasparenza. Terni merita istituzioni solide, non colpi di teatro».

Centrodestra «Del cambio in giunta annunciato dal sindaco siamo tutt’altro che sorpresi. Per noi non è materia di attese o di fiducia ‘a prescindere’, bensì è la conferma che un certo metodo di governo ha mostrato tutti i suoi limiti – dichiarano i coordinatori comunali di
Fratelli d’Italia – Forza Italia – Lega – Umbria Civica – Noi Moderati – Udc  del Comune di Terni -. Quando la politica si poggia su dinamiche personalistiche, che eludono il confronto interno e il Consiglio viene trattato come un passaggio automatico, il risultato non può che essere questo: un’amministrazione che fatica a tradurre indirizzi e promesse in atti concreti. Il punto non è il rimpasto in sé ma ciò che certifica, ossia il fallimento di un’impostazione che non ha saputo dare seguito ai dettami programmatici trasformandoli in risultati misurabili per la città. Terni non può permettersi di perdere altro tempo. La città ha bisogno di stabilità, di visione strategica e di una guida amministrativa capace di assumere decisioni chiare, motivate e orientate al risultato. Servono atti, cronoprogrammi, obiettivi verificabili. Serve soprattutto un cambio di passo nel metodo: più trasparenza, più coinvolgimento, più rispetto del ruolo del Consiglio e delle forze politiche. Da parte nostra continueremo a vigilare sull’operato dell’amministrazione avanzando proposte concrete nell’interesse esclusivo di Terni e dei ternani. Il tempo degli annunci è finito: ora servono risultati».

Verdecchia «Il tempo è galantuomo – dice il consigliere del gruppo Misto Guido Verdecchia -. Bandecchi certifica il fallimento del suo modello. Tre mesi fa ho lasciato la maggioranza perché era chiaro che Terni fosse ostaggio di un modello gestionale fallimentare, basato sull’urlo anziché sull’ascolto. Oggi, con l’azzeramento totale della giunta, il Sindaco ammette implicitamente che avevo ragione: le promesse elettorali sono rimaste sulla carta e la macchina comunale è ferma. Quando a novembre scelsi la via dell’indipendenza – continua Verdecchia – lo feci denunciando una gestione arrogante, una rissa continua con le istituzioni e una distanza siderale tra gli annunci coreografici e la realtà dei cantieri. Oggi il sindaco prova a vendere questo azzeramento come un normale ricambio di ‘energie’, ma la verità è un’altra: è la certificazione di un’incapacità operativa che ha paralizzato la città. La soluzione non è cambiare le pedine in una scacchiera mossa da interessi personali o aziendali. La soluzione è cambiare radicalmente il metodo di governo. Terni ha bisogno di competenza, di presenza costante sul territorio e di un ritorno al rispetto per i cittadini, per i dipendenti comunali e le istituzioni tutte. Assistere al licenziamento in blocco di una squadra per poi veder promettere agli stessi assessori uscenti un futuro nelle aziende private del sindaco – conclude Verdecchia – è l’ennesimo schiaffo alla dignità di Palazzo Spada. Terni non è una filiale aziendale, ma una città che merita di essere amministrata con serietà, non governata con i rimpasti al buio».

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