Lex assessore regionale alla Sanità Vincenzo Riommi

di Daniele Bovi

«Che c’azzecca la discussione sulla riduzione del numero delle Asl con i problemi veri della sanità umbra?». Se l’Idv, tramite il capogruppo in Consiglio regionale Paolo Brutti, apre all’ipotesi di riduzione proposta dal Pdl che lunedì presenterà in Consiglio una mozione sul tema, mentre il capogruppo del Pd Renato Locchi si limita a dire che se lui «ha qualcosa da dire la dirà in Consiglio», Vincenzo Riommi, ex assessore alla Sanità, nel merito della questione ci entra eccome. «Diciamo subito – spiega ad Umbria24.it – che così com’è impostata questa discussione non è seria, vogliono creare confusione politica per niente. Piuttosto, discutiamo di come fare a dare agli umbri gli stessi servizi con le minori risorse determinate dai tagli del governo».

Discussione incendiaria Il ragionamento di Riommi parte dal Rapporto SaniRegio 2011 che piazza l’Umbria al top in Italia per qualità della spesa e delle prestazioni erogate ai cittadini: «Partendo dal fatto che si può sempre e comunque fare meglio – dice – visto che il nostro sistema con quattro Asl e due aziende ospedaliere ha dato questi risultati non dico che nulla si può toccare, ma non credo sia questo il momento di avviare una discussione che metterebbe a fuoco l’Umbria. Chi lo spiega, ad esempio, al cittadino di Terni che la sua sanità viene ben amministrata anche da Perugia?».

Tagli economicamente irrilevanti L’eventuale dimezzamento delle Asl non convince però Riommi neanche sul piano strettamente economico: «Il direttore generale di una Asl – spiega Riommi – costa 130 mila euro all’anno, più o meno come un nostro presidente di Provincia, mentre la più piccola azienda sanitaria dell’Umbria, quella di Città di Castello, da sola con un dg amministra il doppio delle risorse di tutte e due le Province umbre messe assieme. Mi spiegano quale sarebbe il beneficio? A Terni l’Asl fattura 240 milioni di euro, a Perugia 400 e rotti: il problema dei conti secondo loro si risolve agendo su un milionesimo dei costi? Tagliare una Asl si significa tagliare un dg. Suvvia siamo seri».

Parliamo delle cose serie Ad angustiare l’ex assessore ci sono i tagli del governo che, secondo lui, mettono a rischio i servizi essenziali: «Noi – dice – come dimostrano gli studi spendiamo ottimamente i soldi, perciò se ce ne danno meno siamo costretti a tagliare da qualche parte. E non è che se mi danno meno fondi io posso smettere una bella mattina di andare in sala operatoria perché andrei in galera. Vorrei che ci fosse una discussione seria intorno a questi temi perché la manovra è come se ci avesse tolto i finanziamenti per mandare avanti un intero comune da 15 mila abitanti. Cerchiamo di parlare delle cose serie e non delle stupidaggini».

Un’azienda ospedaliera e un’Asl di troppo Papa, nel senso di assessore alla Sanità, Riommi non lo è più ma se lo fosse lui le sue idee in tema di architettura istituzionale in ambito sanitario ce le avrebbe: «Facciamo così – dice – se proprio fossi Papa e ragionando in astratto direi che c’è un’azienda ospedaliera di troppo e un’Asl di troppo». Quali lo spiega lui stesso: «Ad esempio Città di Castello, pur essendo ben amministrata e non sprecando soldi, in astratto si potrebbe dire che è un po’ piccola e che non ha la completezza di servizi di altre Asl». Lo stesso vale per l’azienda ospedaliera di Terni: «A Perugia – prosegue Riommi – c’è un bacino d’utenza e una proiezione che permettono la presenza di un’azienda ospedaliera. Terni invece è più piccola e nonostante le tante eccellenze ha minore proiezione. Le aziende ospedaliere possono piacere o no, ma i numeri e la matematica contano». La soluzione quindi, secondo Riommi, sarebbe quella dell’azienda integrata «come proposto dalla giunta regionale».

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One reply on “Taglio delle Asl, Riommi: «Economicamente irrilevante, ma in Umbria qualcosa di troppo c’è»”

  1. Siamo alle solite chiacchiere senza affrontare il vero problema : I COSTI DELLA POLITICA………!!!!!!!!!!
    Bisogna avere il coraggio e la determinazione , ma chi sarà l’ eroe??

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