di Dan.Bo.
Venti consiglieri e cinque assessori più il presidente. E’ questo il cuore delle due proposte di legge, una del duo Eros Brega-Fausto Galanello, l’altra del consigliere pd Gianfranco Chiacchieroni (che di assessori ne vorrebbe solo quattro), presentate mercoledì in commissione Statuto a palazzo Cesaroni. Proposte che non fanno altro che recepire il decreto sui costi della politica varato dal governo Monti. Impegni che si dovranno portare a termine entro il 10 aprile con il sì dell’aula, che in prima lettura si pronuncerà, secondo quanto emerso in commissione, entro gennaio. All’orizzonte si prospetta anche la possibilità di cambiare la legge elettorale regionale, modificata poco prima del voto del marzo 2010. Possibilità su cui si discute da tempo. Nel mirino c’è in particolar modo il listino collegato al presidente che porta con sé, in caso di vittoria, cinque consiglieri che non devono raccogliere alcuna preferenza. Listino che in molti vogliono abolire.
Legge elettorale Il presidente della commissione Smacchi (Pd), su indicazione unanime dei commissari, ha quindi assicurato che «se la Conferenza dei capigruppo lo riterrà opportuno ed amplierà le competenze della commissione Statuto, si potranno anche esaminare le modifiche da apportare alla legge elettorale in vigore (ad oggi la competenza in merito è in capo alla Prima Commissione consiliare, ndr). A differenza degli interventi legislativi per la riduzione dei consiglieri regionali e degli assessori che vanno affrontati da subito perché ci sono termini perentori, le questioni tecniche come la legge elettorale, non hanno scadenze immediate per cui potremmo affrontarle in maniera il più possibile ampia e partecipata». Oltre alle due di cui sopra, una terza proposta di legge verrà presentata da Damiano Stufara (Prc), e così in commissione si è deciso di prenderne in considerazione anche ulteriori che verranno eventualmente presentate entro 30 giorni.
Tagli e Corte dei conti Il tema dei costi della politica è stato al centro della discussione di mercoledì anche a Roma tra Regioni e governo. . Dopo essersi visti mercoledì alle 9 per una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni, presidenti delle Giunte e dei Consigli sono tornati a vedersi nel pomeriggio: l’obiettivo è dare maggiore chiarezza a quelle parti del decreto sui costi della politica, sul quale giovedì dovrebbe arrivare il parere in Conferenza unificata, che appaiono di difficile interpretazione. Due i nodi da sciogliere: il primo riguarda i controlli preventivi della Corte dei conti sugli atti delle Regioni. Controlli con i quali, secondo i presidenti, si rischierebbe la paralisi amministrativa. Il secondo riguarda i criteri per individuare la regione più virtuosa da prendere a modello per tagliare stipendi e fondi ai gruppi: individuazione che, secondo quanto emerso, arriverà entro fine mese.

