È direttamente il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giacomo Leonelli, a interrogare la giunta guidata dalla presidente Catiuscia Marini sul caso dello svincolo di Scopoli (Foligno), l’opera da circa 7-8 milioni di euro progettata due volte ma non approvata dalla Soprintendenza che collegherebbe la Valle del Menotre con la nuova statale 77 della Val di Chienti.
Cittadini e amministratori a Scopoli: fotogallery
Svincolo di Scopoli in Regione In particolare il capogruppo bussa a Palazzo Donini per sapere «quali iniziative si intendano concretamente adottare presso le sedi competenti per scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli». Una domanda che finora non ha avuto risposte, come emerso anche la scorsa settimana proprio all’ombra dei piloni di uno dei viadotti della Foligno-Civitanova, nell’ambito di un incontro con la cittadinanza organizzato dal sindaco Nando Mismetti, anche lui molto sorpreso dal disco rosso acceso dalla Soprintendenza sullo svincolo e determinato a far sentire le proprie ragioni.
Leonelli interroga la giunta Nell’interrogazione presentata alla giunta da Leonelli di legge: «I territori su cui insisterà l’opera sono di indubbio valore naturalistico e paesaggistico e proprio attraverso la realizzazione dello svincolo, potrebbero trovare nuovo slancio verso la crescita e una nuova fase di sviluppo economico, turistico e culturale. Diversamente – dice il capogruppo – la zona interessata rischierebbe di andare incontro ad un progressivo isolamento e abbandono visto che lo svincolo rappresenta l’unico collegamento viario attraverso il quale far partire il rilancio di quel territorio».
L’utilità dell’opera Con l’atto non si tarda poi a rimarcare il profilo in termini di innalzamento dei livelli di sicurezza che l’opera avrebbe, andando a interrompere un tratto di una trentina di chilometri costituito da viadotti e gallerie ma privo di accessi e uscite. Leonelli infine scrive: «Da quanto emerge a seguito di atti prodotti dal Mibact l’opportunità della realizzazione dello svincolo sarebbe pregiudicata con l’ovvia conseguenza che l’area della “montagna folignate” si troverebbe ad essere semplicemente sfruttata dall’infrastruttura, senza alcun vantaggio diretto per i cittadini residenti e per le attività del territorio». Ma tutti, dai residenti fino ai rappresentanti delle istituzioni, continuano a sostenere l’esatto contrario.
