Marini e Barberini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Se non è proprio tornato il sereno dopo la tesissima riunione di martedì, quantomeno le nuvole si sono un po’ diradate. Mercoledì mattina a palazzo Donini, sede della giunta regionale, intorno a un tavolo si sono seduti l’ex assessore alla sanità Luca Barberini, la presidente Catiuscia Marini e il capogruppo Gianfranco Chiacchieroni. Lo scopo, ovviamente, è quello di ricucire quanto prima la trama strappata ormai da giorni sulle nomine dei direttori regionali e di quelli di Usl e ospedali: «Non stiamo dando un bello spettacolo» è stato il commento unanime durante un incontro definito interlocutorio ma che ha permesso di riaprire un canale di comunicazione.

Innovazione Le basi sulle quali sarà intavolata una discussione (al di là di possibili riassetti legati a compiti e funzioni dei direttori) sono quelle delle misure del Defr, il Documento di economia e finanza regionale (sul quale, insieme al bilancio, la presidente vuole bloccare il dibattito fino a un chiarimento politico definitivo) e alcune questioni che riguardano la sanità in grado di comunicare un segnale di innovazione. Insomma, dato che sulle nomine fatte spazio per una marcia indietro non c’è, la ormai famosa «innovazione» potrebbe riguardare le politiche, ed è su questo che un accordo, con tanto di happy end e rientro di Barberini in giunta, potrebbe essere trovato (senza dimenticare che c’è ancora da nominare  tutto il blocco dei direttori amministrativi). Concretamente però la discussione è tutta da riempire di contenuti e i punti di convergenza da trovare (a proposito di nomine, c’è chi parla delle mire dei bocciani a proposito dell’Adisu, i cui vertici vanno rinnovati). Quantomeno però il clima era nettamente più disteso rispetto a quello dei giorni scorsi.

Appuntamenti I prossimi giorni sono fitti di appuntamenti: giovedì sera ci sarà la riunione della segreteria regionale, lunedì quella del gruppo dem a palazzo Cesaroni e lunedì sera la Direzione regionale. Lo stallo politico di queste ore però si riverbera inevitabilmente sull’attività del consiglio regionale, tanto che la seduta di lunedì è saltata in attesa che le nubi si diradino. Sul punto il forzista Raffaele Nevi parla di «paralisi politica. Mentre questi signori – dice – giocano con le caselle cercando di capire come ridistribuire strapuntini per evitare le elezioni, vengono rimandate sine die le questioni fondamentali da affrontare per l’Umbria. Nel frattempo, fuori dal Palazzo ‘dei giochi’ la gente e le imprese aspettano risposte ai loro quotidiani problemi».

TUTTO SULLE DIMISSIONI DI BARBERINI

Le opposizioni In questo clima centrodestra e liste civiche a palazzo Cesaroni hanno presentato una mozione con la quale chiedono di discutere in Assemblea legislativa «della crisi politica, al fine di verificare se esiste ancora una maggioranza». Per l’opposizione di centrodestra serve «in tempi rapidi assicurare un governo stabile, efficace ed efficiente alla sanità regionale anche dimettendosi per favorire in tempi rapidi il ritorno alle elezioni regionali anticipate». I consiglieri pentastellati Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari invece, dopo l’esposto-querela depositato nelle score ore in Procura, mercoledì hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata alla presidente per chiedere «se ritenga di aver rispettato la legge attenendosi alle doverose istruttorie previste, qualora redatte». Tutto ciò «alla luce delle considerazioni espresse pubblicamente dall’ex assessore Luca Barberini e delle puntuali disposizioni legislative vigenti».

La proposta di legge Non di nomine bensì di una proposta di legge di iniziativa popolare (già presentata nella scorsa legislatura senza ottenere alcun esito) firmata da oltre tremila persone ha parlato invece, sempre mercoledì, la commissione Sanità di palazzo Cesaroni. In particolare il testo riguarda le modificazioni del ruolo dei distretti sanitari che, secondo i proponenti, «hanno perduto l’autentica centralità sui territori e l’integrazione con il dipartimento Prevenzione». Con la proposta di legge poi si chiede la «partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni alla scelta delle priorità in campo sanitario» e l’attribuzione di risorse ai distretti «tramite quote capitarie pesate secondo i parametri di natura epidemiologica e demografica: tanti malati, tanti bambini, uguale tante risorse». «I bisogni – spiegano i promotori – continuano a essere avvertiti sui territori ma la centralizzazione di tutto il sistema sanitario rende i territori indifesi, si vede il venir meno dei servizi ma non c’è un dispositivo con cui interagire». Da parte sua il presidente della commissione, il pd Attilio Solinas, ha assicurato l’impegno a mandare avanti l’istruttoria «compatibilmente con le attività della giunta e con le modifiche legislative».

Twitter @DanieleBovi

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