di L.M.
Si apre il sipario sul nuovo scenario parlamentare e Ignazio La Russa viene eletto alla presidenza del Senato senza l’appoggio di Forza Italia ma con una sponda a sinistra. M5S, Azione e Pd si accusano vicendevolmente e i maggiori sospetti, seppure lui nega, cadono sull’ex sindaco fiorentino. Ad ogni modo, non un grande esordio per il centrodestra, ma con una leader di Fratelli d’Italia che ne esce come ‘la leonessa non ricattabile’. Il giorno dopo, l’elezione di Lorenzo Fontana alla presidenza della Camera fa clamore per le sue posizioni antiabortista, anti lgbt e filo russe. «Tutto il Centrodestra ha espresso condanna per l’invasione Russa, Fontana sarà un ottimo presidente della Camera». Così assicura il deputato azzurro di Terni Raffaele Nevi al quale Umbria24 ha chiesto di commentare l’esordio della nuova legislatura.
Ignazio La Russa eletto presidente del Senato, senza l’appoggio di 18 esponenti Forzisti e con la sponda dell’opposizione. Per il Centrodestra non proprio un buon inizio. Cosa ha scaturito questo strappo e quanto l’episodio rischia di minare il lavoro in coalizione?
«Una serie di fraintendimenti ed errori di valutazione. Ma sono sicuro che l’episodio non minerà minimamente la compattezza del centrodestra e il lavoro che si dovrà svolgere».
Per Lei venerdì un nuovo primo giorno alla Camera. In quel caso all’elezione di Lorenzo Fontana hanno contribuito anche i deputati di Forza Italia. Anche la destra più moderata dunque ha detto sì a un anti lgbt, antiabortista e filo Putin. Che segnale arriva secondo Lei con questa elezione alla vigilia della formazione del nuovo Governo?
«Per il merito delle singole proposte vale il programma elettorale che certamente non è un programma che contiene le resistenze alle quali si fa riferimento. Per ciò che attiene la guerra in Ucraina tutto il Centrodestra e la Lega ha espresso condanna per l’invasione Russa. Quindi nessun problema. Fontana sarà un ottimo presidente della Camera».
La Russa ha preso 19 voti dalla sinistra, e M5s, Azione e Pd si accusano vicendevolmente di questo. Il gesto può essere interpretato come una volontà di collaborare col prossimo esecutivo? Molti puntano il dito verso la coalizione Calenda – Renzi, ipotizzando che l’ex sindaco fiorentino possa aver appoggiato la presidenza di La Russa per accaparrarsi qualche incarico istituzionale, è una via percorribile?
«Non lo so e francamente poco mi interessa. L’unica cosa di cui sono sicuro è che il Centrodestra sarà molto più compatto di quello che molti pensano».
Tra le richieste di Berlusconi alla Meloni, l’onorevole Tajani agli Esteri. È un’ipotesi accreditata? E cosa ne pensa di questa soluzione?
«Vediamo nei prossimi giorni. Non mi appassiona il toto ministri. Chi, come me fa politica da molto tempo, quello che conta è la lista ufficiale consegnata al capo dello Stato dal presidente incaricato. E fino all’ultimo ci possono essere modifiche anche sostanziali. Ad ogni modo ritengo sarebbe un ottimo ministro degli Esteri».
Per venire alle questioni ternane, diverse le partite aperte sul tavolo del Mise come la reindustrializzazione Treofan e l’Accordo di programma Ast. Quale ritiene possa essere la migliore figura per succedere a Giorgetti e quali notizie ha relativamente alle due questioni?
«Sono sicuro che il prossimo Ministro dell’industria sarà molto attento alle ragioni dello sviluppo economico e del lavoro. Noi lavoreremo alacremente per fare in modo che Terni possa rimanere una delle più importanti città industriali del nostro Paese».
