di Mar. Ros.
Che i cittadini segnalino svariate aree dissestate, tra buche nell’asfalto, avvallamenti per radici di alberi, carenza di illuminazione e segnaletica, è una pratica all’ordine del giorno. Del resto, che la rivoluzione promessa in fatto di decoro e sicurezza non sia realizzata è sotto gli occhi di tutti, checché ne dica il sindaco. E anzi, dai numeri forniti recentemente dagli uffici Comunali, emerge, con tutta chiarezza, che la ricetta Bandecchi, fatta di assunzioni di operai e acquisizioni di macchinari da parte dell’ente, non abbia prodotto affatto i risultati sperati.
Se è vero come è vero che tra i defenestrati dal sindaco Bandecchi ci sono anche l’ex assessore all’Urbanistica e quello ai Lavori pubblici, è altrettanto vero che il primo cittadino ha proceduto a sostiturli senza di fatto bocciarne l’operato. Tuttavia, che le strade cittadine siano ancora un disastro, fatta eccezione per qualche area residenziale di pregio sulla quale la passata giunta Bandecchi ha ritenuto di intervenire prioritariamente, ne sanno qualcosa pedoni, ciclisti, automobilisti; tutti coloro che le percorrono, e senza dubbio anche i gommisti. Buon per loro. Da uno specchietto riassuntivo dei lavori di asfaltatura, risulta che quelli in ‘amministrazione diretta’ (quindi con l’impiego del personale interno a Palazzo Spada) siano stati effettuati per meno di 5 mila metri quadrati, mentre ammonta a circa 70 mila mq la superficie sistemata tramite appalto.
«L’acquisto di nuovi macchinari – dicevano ai tempi del’annuncio della ricetta Bandecchi – ci consente oggi, in autonomia, con gli operai del Comune di Terni, di iniziare a rifare totalmente le strade della città, dove ne ricorre necessità, invece di continuare a limitarci a correre dietro alle emergenze. Un passo alla volta, superiamo la logica dell’emergenza e investiamo in manutenzione programmata e qualità. Ci vorrà tempo per riportare tutto alla normalità dopo decenni di abbandono e noncuranza ma i primi risultati, anche in tal senso, sono già visibili. Gli altri arriveranno, anno dopo anno, a beneficio di tutti. È così che si amministra con serietà: non pensando alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni. Per noi il faro da seguire è ‘la scelta giusta’, non ‘la scelta conveniente’».
Ad ogni buon conto, oggi, la maggioranza, come testimoniano i lavori della Prima commissione di giovedì mattina, parla a se stessa. Portano infatti la firma di Alternativa popolare gli atti di indirizzo proposti per sollecitare l’esecutivo a intervenire dove necessario. In commissione, fatta eccezione per la sospensione di 5 minuti tesa a correggere un documento, si è assistito all’elenco di quegli stessi atti, senza discussione alcuna. L’opposizione, infatti, va detto, ha assistito passivamente.
L’idea che passa, a volte, è quella di un ‘gettonificio’, ossia un ricorso alle sedute di commissione solo per innalzare l’importo del gettone di presenza alla fine del mese. Se ne è avuta prova anche nella giornata di mercoledì, quando l’audizione del funzionario comunale, Stefano Carloni, ha rischiato di scivolare nel silenzio assoluto per assenza di interventi da parte dei commissari presenti, almeno fino all’ennesima sospensione ‘allungatempi’ e ‘organizzativa’ dei Bandecchiani. Da parte delle minoranze, un atteggiamento in qualche modo comprensibile: forse è cominciata la tattica dell’isolamento istituzionale verso una maggioranza che sostiene chi dice tutto e il suo contrario, nel giro di poco tempo.
La presa di posizione, infatti, non tarda ad arrivare: «Le commissioni consiliari organo consultivo del consiglio comunale – dichiarano a Umbria24 i consiglieri Pierluigi Spinelli (Pd), Marco Cecconi (FdI) e Roberta Trippini (Misto) – non possono essere trasformate in ciò che non sono. Oggi i membri di maggioranza della Prima commissione hanno dato ulteriore prova della loro inadeguatezza, proponendo addirittura tre atti per impegnare la giunta ad intervenire in alcuni ambiti della città. Va ricordato che oltre a sbagliarne i contenuti (inconveniente che ha richiesto l’ennesima sospensione dei lavori), i consiglieri di Alternativa Popolare o Dimensione Bandecchi che dir si voglia, volevano ‘impegnare’ la giunta. Non sfugge a nessuno che in quanto espressione della maggioranza stessa, l’esecutivo non va indirizzato a fare qualcosa, ma semplicemente messo di fronte alla necessità di dare seguito agli impegni presi a più riprese con i cittadini nei tanti sopralluoghi effettuati. Una bulimia di sedute che vengono via via convocate, non può e non potrà nascondere ciò che è a tutti chiarissimo: anche per tutti gli aspetti legati ai lavori pubblici, questa maggioranza ha fallito».
