Il sindaco con l'assessore Conte sui banchi della giunta

di Chiara Fabrizi

Approvato all’unanimità il bilancio di previsione. Filano via lisce come l’olio le sette votazioni con cui i consiglieri di maggioranza, in meno di due ore, hanno licenziato la manovra da 79 milioni di euro con relativo emendamento che limita gli aumenti proposti dalla giunta guidata dal sindaco Umberto De Augustinis, tornato a calcare la mano sullo sblocco dell’avanzo vincolato per i comuni del cratere del sisma.

«Ricorsi contro aumenti» Sulla pratica più strategica le opposizioni hanno lasciato l’aula perché le aliquote avrebbero dovuto essere approvate entro il 31 marzo e non il primo giorno feriale utile oltre la scadenza di legge, come avvenuto oggi primo aprile. Maria Elena Bececco quanto Camilla Laureti hanno sostenuto che le aliquote sarebbero inefficaci e quindi il bilancio senza coperture, paventando anche il rischio di ricorsi contro le cartelle Imu dei fabbricati produttivi, su cui è stata rincarata l’aliquota (aumento gettito 130 mila euro). A sostenere che la questione non ha alcun rilievo sono stati il sindaco, l’assessore al bilancio Conte e anche il segretario generale Mario Ruggieri. Non è chiaro se l’iniziativa dell’opposizione puntava ad aprire una breccia tra gli alleati di De Augustinis e quindi a far “ballare”in aula l’amministrazione comunale sulla manovra, mentre è certo che la maggioranza è rimasta compatta e coi banchi lasciati vuoti non c’è stata alcuna discussione in aula sull’equilibrio economico e finanziario trovato con gli aumenti, né sul documento unico di programmazione, entrambi promossi con parere favorevole dal collegio dei revisori dei conti.

Imu e tassa di soggiorno I consiglieri Laureti e Trippetti, poi, hanno ritirato anche i sei emendamenti che avevano presentato, alcuni dei quali avrebbero avuto anche chance di essere approvati. Come era già emerso nei giorni scorsi, l’Imu sui fabbricati produttivi aumenterà da 0,97 a 1,01 per cento, mentre la giunta proponeva fino all’1,06%. Sulla tassa di soggiorno l’emendamento di maggioranza rivede così la tariffazione adottata l’8 marzo scorsa dalla giunta, su cui viene sostanzialmente praticamente una diminuzione di 0,5 euro sull’iniziale salasso segnato in bilancio dall’assessore Carlo Conte. Nel dettaglio questa la nuova tassa di soggiorno per notte e per pernottamento: affittacamere 1,5 euro, agriturismi 1,3 euro, alberghi a una stella 1,3 euro, due stelle 1,5 euro, tre stelle 2 euro, quattro stelle 2,5 euro, cinque stelle 3,5 euro. Sempre 3,5 euro si pagherà nelle residenze d’epoca, mentre B&B, countryhouse, case di ospitalità religiosa e case ferie 1,5 euro.  Nell’emendamento di maggioranza vengono anche ripristinati i canoni di concessione delle palestre previsti per il 2018.

@chilodice

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