Sergio Grifoni e Dante Andrea Rossi (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Dante Andrea Rossi scommette su Sergio Grifoni, proiettandolo verso l’incarico di vicesindaco, per «accelerare» i passaggi elettorali fin qui zavorrati da interlocuzioni e veleni. A giorni ci sarà la presentazione ufficiale della coalizione e del progetto Spoleto 2020, ma oggi i due hanno voluto piantare i primi paletti annunciando l’intesa tra le forze di cui sono espressione, Pd e Prima Spoleto, e promettendo un cambio di passo «radicale nel modo di amministrare, ma anche nei protagonisti».

«Basta litigi, è ora di tornare a costruire» In squadra ci saranno anche Socialisti, Sel, Idv e soggetti espressione della società civile che confluiranno in una lista civica d’appoggio al candidato sindaco Rossi, mentre le porte per ‘Spoleto sì’ restano aperte con la convinzione che Maurizio Hanke abbandonerà l’idea della corsa solitaria. In ogni caso l’obiettivo viene scandito più volte: «Ho chiesto carta bianca per un progetto politico di forte discontinuità – spiega Rossi – e non a caso questi giorni abbiamo avuto confronti con tutte le forze civiche, convinti che sia necessario includere, specie in una città come la nostra abituata a sviluppare il confronto in modo litigioso, ma ora dobbiamo tornare a costruire – dice – ritrovando sobrietà e garbo».

Rossi resta segretario provinciale Pd E così Grifoni, finora all’opposizione, viene individuato come il partner migliore in virtù delle «battaglie che ha combattuto a difesa del presidio sanitario e delle infrastrutture della città, ma anche per il bagaglio di esperienze». L’incarico da segretario provinciale Rossi non lo lascerà: «Mantengo il ruolo politico – dice – per far pesare la città nelle sedi che contano, del resto noi siamo gli unici a poter scongiurare la marginalizzazione politica di Spoleto in vista di partite cruciali come quella sui fondi europei».

Le condizioni di Grifoni Dal canto suo Grifoni, sospesosi dall’incarico di presidente dell’Avis e del City Forum, mette in chiaro: «Non rinnego di aver seduto all’opposizione per cinque anni, del resto – dice – non ho condiviso alcunché dell’ultima legislatura, ma oggi rilevo una reale volontà di costruire e in questo quadro voglio che le proposte di cui negli anni mi sono fatto portavoce si trasformino in atti». Le condizioni dettate da Prima Spoleto, oltre «a una svolta radicale, allargamento della coalizione e definizione di quattro punti programmatici attuabili e d’impatto», prevedevono anche «l’individuazione di parte della giunta prima delle elezioni, per non lasciare spazi ad accordi dell’ultima ora». E in questa direzione, ha assicurato Rossi, si procederà.

Brunini Giovedì intanto Rossi e il segretario regionale Leonelli incontreranno l’ex sindaco Massimo Brunini, in corsa con  la lista civica Vince Spoleto ma con in tasca la tessera del Pd: «Ci aspettiamo chiarezza – dice Rossi – se si tratta di una proposta alternativa, Brunini deve fare una scelta o la faremo noi per lui, fermo restando che siamo aperti ai contributi di idee». Se ci sono margini per un’alleanza lo si capirà a breve, ma anime democratiche sono già agitazione.

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