Cementificio di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Ipotesi impianto fotovoltaico nell’area del cementificio Colacem chiuso a Spoleto. Lo scenario è emerso giovedì mattina in consiglio comunale durante la risposta dell’assessora all’ambiente Agnese Protasi all’interrogazione presentata da tutte le forze di opposizione, illustrata in aula dal consigliere Diego Catanossi (Spoleto 2030), con cui si chiedevano lumi sul piano industriale per il sito di Spoleto, «che era stato annunciato per giugno 2022», e su alcuni interventi in corso nell’area.

«Il privato non ha l’obbligo di presentare al Comune il piano industriale, ci so però stati dei confronti per cercare di capire le loro intenzioni su quel sito», ha detto Protesi, aggiungendo poi che Colacem «ha contattato gli uffici tecnici per valutare un impianto Cer, quindi di pannelli fotovoltaici. Gli interventi all’interno del perimetro aziendale cui si fa riferimento nell’interrogazione – ha proseguito – sono stati eseguiti, da ciò che noi sappiamo, per fare un’analisi più dettagliata sull’eventuale impianto fotovoltaico. Nell’area – ha detto anche Protasi – è comunque necessaria la bonifica per qualsiasi progetto Colacem preveda, compreso quello del fotovoltaico». L’assessora all’ambiente è stata poi incalzata sulle dichiarazioni rese nel maggio 2022 relative all’imminente presentazione del piano industriale.

«Nell’interrogazione abbiamo richiamato i proclami altisonanti con tanto di date che voi avete indicato a mezzo stampa, prendendo impegni con la città in maniera netta, motivo per cui mi sarei aspettato da Protasi una risposta più densa», ha detto Catanossi, mentre Dottarelli ha evidenziato come «la stessa Protasi nel 2022 abbia annunciato entro giugno di quell’anno il piano industriale, mentre oggi vieni qui a dirci che non è dovuto», nel senso che Colacem non è tenuta a presentarlo all’ente. «Sto dicendo – ha replicato l’assessora – che a norma di legge non posso chiedergli un piano industriale, voi dite che è nella convenzione della cava, ma lì non c’è scritto entro quando devono presentarcelo e non è un fatto di scrivere bene o male (la convenzione, ndr), semplicemente non posso ordinare a Colacem di portarci il piano industriale».

Per l’assenza in aula del sindaco resta invece inevasa la domanda di Sergio Grifoni (Obiettivo Comune): «Volevo soltanto sapere se risponde a verità che, dopo la chiusura dello stabilimento, un imprenditore del Nord ha fatto visita al sindaco proponendosi come futuro acquirente, manifestando la necessità di usare la cava solo dopo la riattivazione dello stabilimento, salvo poi, cinque giorni, prendere atto della firma del sindaco sulla concessione a Colacem della cava».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.