di Chia.Fa.
Il Pdl spoletino a soqquadro. È decisamente un tutti contro tutti quelli che si sta consumando in queste ore tra le varie anime del popolo delle libertà. Un confronto politico combattuto a colpi di accuse e recriminazioni che rimbalzano da una nota stampa all’altra in un tam tam a dir poco frenetico. A lanciare la prima pietra questa volta sono stati i «piccoli» della famiglia, i ragazzi della Giovane Italia, che per la verità non hanno fatto altro che ribadire quello che il consigliere azzurro Wolfgang Bernelli ripete da giorni: «Urge un dibattito interno per favorire l’apertura di una fase di rinnovamento». Ma la risposta del gruppo consiliare Pdl non si è fatta attendere ed ha chiarito il pesante clima interno al partito. Disordini che tornano alla luce a meno di dieci giorni dall’arrivo in città del numero uno del partito, Angelino Alfano.
Giovane Italia: «Ricambio completo della classe dirigente, il partito ha fallito» Chiedono autocritica, responsabilità politica e il diritto al parere contrario ed, evidentemente, almeno a sentirli parlare, nessuno deve avere mai risposto alle loro richieste. Per questo ora i «piccoli» del Pdl hanno scelto di parlare chiaro, puntando pubblicamente il dito contro la dirigenza locale del partito e innescando una miccia che finora era sempre stata smorzata sul nascere, nonostante l’eterna e pesante assenza di un coordinatore comunale. «Certamente un gruppo comunale che dalle elezioni del 2009 non ha saputo creare il necessario clima di affiatamento e fiducia, consentendo ai due rappresentanti più votati (Maurizio Hanke e Gianmarco Profili, ndr) di aderire ad altre formazioni per dissensi di carattere locale deve avere delle responsabilità». E ancora: «Se lo stesso consigliere Bernelli sembra considerare l’idea di lasciare il Pdl, occorre in chiedersi se la mancanza di un coordinamento, il prevalere di logiche personalistiche, i continui contrasti con liste civiche alleate e le scelte di candidature apicali siano imputabili all’attuale dirigenza locale». Ma la risposta i «piccoli» sembrano già averla: «C’è la necessità di un ricambio completo della classe politica per cercare di recuperare la credibilità istituzionale di un partito che, allo stato attuale, ha evidentemente fallito la sfida». A firmare la nota concordata con l’intero gruppo giovanile è Alessio Cao, coordinatore della Giovane Italia di Spoleto, che poche ore dopo finisce nel mirino dal gruppo consiliare.
Gruppo consiliare Pdl: «Alessio Cao non può permettersi di giudicare» A confermare, se ce ne fosse stato bisogno, che le pesanti parole dei «piccoli» sono frutto di maturati dissapori interni, piuttosto che di baldanza e irrequietezza politica, ci hanno pensato le righe firmate dal gruppo consiliare Pdl che, prima di analizzare la questione sollevata dalla Giovane Italia, ci tiene a puntualizzare un paio di aspetto sul coordinatore Alessio Cao. «E’ bene ricordare che Cao è stato recentemente nominato coordinatore comunale della Giovane Italia dai vertici del partito e non eletto dagli iscritti del Pdl. Colui che lancia l’esigenza di un rinnovamento politico non può certo esserne il portabandiera o permettersi di diffondere giudizi, quando egli non ha esitato a candidarsi nel 2010 nel comune di Scheggino con la lista civica di centro sinistra, senza peraltro essere eletto. Se Cao fosse stato eletto, ora avremmo potuto chiaramente verificarne la coerenza politica come eventuale consigliere della minoranza facente capo all’ex esponente del Pd spoletino Domenico Santini». Insomma, il «capo dei piccoli» deve pensare al proprio e non imbarcarsi con
«Profili via per mancato incarico, Hanke fuori per divergenze con Pdl provinciale e regionale» E poi sulla fuoriuscita dei due consiglieri si spiega: «Profili è uscito dal gruppo e dal partito nel momento stesso dell’insediamento dell’attuale amministrazione, in forte polemica con un gruppo consigliare che democraticamente con una maggioranza di 5 consiglieri su 6 (contrario solo Profili), aveva individuato quale capogruppo Carlo Petrini. Va ricordato che Profili è uscito dal gruppo rifiutando qualsiasi altro ruolo, parliamo quindi di una discussione che si è rapidamente e definitivamente conclusa con una netta rottura nata e concentrata solo per il suo mancato incarico e non sulla base di argomentazioni programmatiche o politiche». Mentre sul recente divorzio con Hanke passato all’Api di Rutelli: «Si è trattato invece di una decisione personale maturata a seguito di incomprensioni con i vertici regionale e provinciale del Pdl che nulla hanno a che fare con il gruppo consigliare».
Profili ex-Pdl: «Soffrite di amnesia» Tirato in ballo su un dibattito interno ad un partito di cui non fa più parte da almeno due anni e mezzo, Gianmarco Profili, consigliere eletto con oltre 300 preferenze, sbotta. E racconta la sua versione: «Mi proposi per l’incarico di capogruppo dopo la rinuncia dei due colleghi che avevano ottenuto un maggior numero di preferenze, convinto che il merito dovesse essere alla base della scelta. Mi preme ricordare a coloro che soffrono di amnesia, che avanzai anche la proposta del consigliere Militoni come capogruppo, proposta sulla quale prevalsero scelte e logiche maturate al di fuori del gruppo e prive di qualsiasi azione programmatica per il futuro».
Il 19 dicembre arriva Angelino Alfano E neanche a farlo apposta tra meno di dieci giorni è atteso in città il numero uno del Pdl. L’ex guardasigilli ha accolto l’invito del senatore spoletino Domenico Benedetti Valentini e dal capogruppo in consiglio comunale Carlo Petrini. Resta da capire se il segretario nazionale avrà il tempo, tra la presentazione del libro «La mafia uccide d’estate. Cosa vuol dire fare il ministro della Giustizia in Italia» in programma per le 18.30 e la tradizionale cena sociale natalizia, di ascoltare le richieste che la base intende porre proprio sulla nomina del primo coordinatore del Pdl spoletino.

