Il gruppo Pd Spoleto

«Il benservito all’assessore Gianni Quaranta rappresenta uno dei momenti più bassi dell’amministrazione Cardarelli». Così il gruppo consiliare del Pd commenta l’addio forzato alla giunta dello scenografo premio Oscar formalizzato lunedì mattina con decreto dal primo cittadino che si prepara a firmare gli atti del caso per la nomina di Corrado Castrovillari e Camilla Laureti, a cui saranno assegnate, rispettivamente, almeno le deleghe al bilancio e alla cultura.

Pd: «Quaranta sostituito con una perfetta sconosciuta» Sulla decisione del sindaco Fabrizio Cardarelli sono intervenuti martedì i democratici: «Spoleto città della cultura, prima, chiama in giunta come fiore all’occhiello un premio Oscar e, poi, lo caccia via mail senza preavviso, sostituendolo con una perfetta sconosciuta (Laureti, ndr) della quale si sa soltanto che proviene da una nota famiglia spoletina. Un gesto che isolerà sempre di più Spoleto dal contesto nazionale e da quello regionale, un ennesimo schiaffo alla città da parte del sindaco». E poi: «Dopo le dimissioni dell’assessore Pula e la necessità di ripartire da zero su questioni economiche e di bilancio comunale, il sindaco ha scelto di azzerare gli ultimi due anni di lavoro compiuto sulla cultura dove si stavano cominciando a vedere i frutti». Il riferimento è  all’Accademia di Belle arti recentemente lanciata da Quaranta, ma anche alla crescita dell’apprezzamento per la Stagione di prosa: «Evidentemente – prosegue i consiglieri comunali del Pd – economica e cultura sono due tematiche su cui la giunta Cardarelli non riesce proprio a trovare la quadra nonostante siano capisaldi irrinunciabili per Spoleto, che presto ne pagherà le conseguenze».

Pungolato Loretoni Nel mirino dei democratici anche le motivazioni messe sul tavolo dal sindaco: «Il sindaco afferma che la scelta era inevitabile perché non poteva togliere dalla giunta un eletto con 300 preferenze. Sentiamo di doverci scusare a nome della nostra città con Quaranta sacrificato in nome di equilibri di partito. La patetica spiegazione del sindaco fa comprendere ancora una volta alla città come le liste che hanno sostenuto la sua candidatura, tutto fossero tranne che liste civiche e di rinnovamento e non comprendiamo cosa trattenga una persona come l’assessore Angelo Loretoni a farne ancora parte». E infine: «Non faremo più sconti, rafforzando la nostra opposizione specialmente sulle tematiche di economia e sviluppo e su quelle della Cultura. Una maggioranza allo sbando non può nascondere le proprie responsabilità di non gestione della cosa pubblica dietro un rimpasto di giunta così maldestramente congegnato, c’è in gioco la credibilità e il futuro di Spoleto».

Nel dibattito politico si è inserita anche Marina Morelli (gruppo Misto): «Caro sindaco, ripete spesso di insegnare e essere laureato in materia, ma sulla vicenda dell’assessore quaranta i conti non tornano. Leggiamo che lei ha agito a malincuore, ma cosa significa? Lei dolente o meno avrà agito per il bene della città, quindi da buon prof avrà riflettuto e responsabilmente deciso chi era necessario e chi no. Ma qui siamo nel civismo, non abbiamo vincoli di partito: lei poteva anche azzerare o stravolgere l’intera giunta, accade a Foligno, accade a Terni, accade nelle migliori amministrazioni. Lei è padrone e signore di scegliere con chi proseguire e chi mettere a casa, così fece al suo insediamento quando in pompa magna elogiò  il premio Oscar e scelse i suoi collaboratori non in base alle indicazioni degli elettori ma in base al suo giudizio. Ecco oggi non ci venga a dire che ascolta gli elettori perché lei evidentemente considera più bravo chi resta o chi chiama rispetto al premio Oscar Gianni Quaranta che invece va. Lo ha deciso lei, come sempre e come è giusto, perché di soluzioni e di ipotesi ce ne sono e ce ne erano a volontà e lei ha deciso chi sacrificare. E non è la prima volta, la città è testimone. Infine, signor sindaco ma il buon Angelo Musco (ex amministratore unico dell’Ase, ndr) non poteva fare neanche stavolta l’assessore? E per Gianni Quaranta non si poteva ipotizzare la direzione artistica del Due Mondi al posto di Ferrara?»

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