Il capogruppo della Lega Militoni col vice Riccardo Fedeli (foto archivio)

di Chia.Fa.

Proposta di modifica del regolamento per le case popolari, con la Lega che all’unanimità incassa il primo via libera all’introduzione del riconoscimento di quattro punti, ossia tutti quelli che il municipio può assegnare, a chi risiede in città da almeno 15 anni consecutivi. Tuttavia è stata prevista una griglia alternativa per l’assegnazione dei quattro punti discrezionali del Comune, legata «alle condizioni del nucleo familiare richiedente» ma in questo caso si va da uno a due punti, mai quattro.

Tutti i punti del Comune a chi vive qui da 15 anni La commissione normativa presieduta dal leghista Riccardo Fedeli ha espresso all’unanimità parere favorevole alla proposta di delibera attesa ora in consiglio comunale, complice l’assenza dei tre consiglieri di opposizione (Bececco, Frascarelli e Lisci) alla seconda seduta dedicata al regolamento di edilizia residenziale sociale. In particolare la modifica più significativa introdotta dalla maggioranza del sindaco Umberto De Augustinis riguarda il riconoscimento di tutti i punti a disposizione del Comune a quei richiedenti casa popolare che almeno negli ultimi quindici anni non abbiamo lasciato la città, come già visto a Terni il rischio è quello di penalizzare gli aventi diritto che per qualsiasi motivo hanno dovuto traslocare Spoleto per traslocare altrove e sono poi tornati in città.

Griglia alternativa In realtà, comunque, il regolamento del municipio già prevedeva l’assegnazione di un punto per chi risiedeva in città da 10 anni, che resta comunque in piedi se il richiedente sceglie la griglia alternativa, quella relativa «alle condizioni del nucleo familiare richiedente». In questo senso sono riconosciuti due punti alla famiglia «in cui l’unico percettore di reddito, nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando, abbia perduto l’unica fonte di reddito per una serie di cause»; mentre un punto è previsto, tra gli altri, per il richiedente «con figli di età compresa tra dieci e 26 anni, studenti, inoccupati o disoccupati»; a «donne sole o con figli a carico residenti nel Comune, inserite dal Servizio sociale in progetti personalizzato di uscita dalla violenza entro i programmi attuati dai servizi a ciò dedicati».

@chilodice

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