Gianmarco Profili (foto Fabrizi)

Botta e risposta sulle modifiche statutarie dell’Azienda servizi (Ase). All’indomani del via libera a maggioranza sulla trasformazione della società del Comune di Spoleto da spa in srl ma soprattutto all’ampliamento dei servizi fin qui gestiti e alla possibilità di espletarli anche in favori di altri enti seppur fino al 19 per cento del fatturato, si scatena lo scontro politico. Da una parte le opposizioni che hanno votato contro «perché – spiegano in una nota congiunta Pd, Forza Italia, gruppo Misto e Due Mondi – l’amministrazione comunale non ha ancora idea di come valorizzare e rendere economica l’Ase»; dall’altra l’assessore Gianmarco Profili, con delega alla partecipate, che replica: «Chiedere di presentare il piano industriale prima delle modifiche allo statuto significa non conoscere la norma né l’iter». Ma andiamo con ordine.

LE MODIFICHE STATUTARIE

Opposizioni: «La giunta non ha idee e visione sull’Ase» Ad attaccare a poche ore dal voto sono stati i consiglieri di opposizione: «Il voto contrario alla variazione dello statuto dell’Ase – scrivono – è un segnale politico forte. Non si è votato infatti contro il nuovo statuto, che è in linea con i dettami della riforma Madia, ma contro la totale mancanza di progetto, di idee, di missione aziendale, di piano industriale. Ma nonostante questo – vanno avanti i quattro gruppi consiliari – si sono ben guardati dal partecipare o condividere con l’opposizione qualunque scelta in merito. Lo statuto è un atto puramente tecnico che dovrebbe, secondo la giunta Cardarelli, dare il via ad un processo di riqualificazione. Ma come è possibile se in questi due anni e mezzo l’amministrazione ha di continuo depotenziato l’Ase sia sotto il profilo degli investimenti che del capitale umano? Questa amministrazione crede che l’azienda sia una opportunità per la città? Vuole risolvere il problema positivamente o solo rimandarlo con l’approvazione di questo statuto? A oggi una chiara risposta non è stata data. La dice lunga – proseguono gli undici di opposizione – anche il mancato coinvolgimento al dibattito, sia in consiglio Comunale che in commissione, dell’attuale amministratore unico, l’ingegner Giuseppe Scatolini, il quale forse, e suo malgrado, è in difficoltà rispetto al bilancio aziendale ed alla gestione di un personale assolutamente carente, dal punto di vista numerico e delle qualifiche, rispetto alle necessità. Da rimarcare infine è appunto il problema dei dipendenti, il cui futuro rischia di essere seriamente compromesso in assenza di una visione lungimirante e di un progetto strategico».

Profili: «Non conoscete norme né iter» A replicare a stretto giro è l’assessore Profili: «Le critiche arrivate dall’opposizione dimostrano una cattiva conoscenza della normativa e dei tempi di attuazione. La competenza del consiglio comunale è di fissare le regole, ossia di definire con chiarezza i confini entro i quali l’azienda si può muovere. Senza i cambiamenti statutari, l’Ase avrebbe dovuto definire il nuovo piano industriale sulla base del vecchio statuto, senza quindi poter lavorare sulle possibilità previste dalle modifiche. Va anche ricordato che il piano industriale deve accompagnare il documento relativo al Piano di razionalizzazione delle società partecipate entro il prossimo 23 marzo, salvo proroghe del governo. Inaccettabili – ha aggiunto l’assessore Profili – le considerazioni sulla mancata partecipazione visto che, già nel mese di ottobre, sono stati fatti incontri con i sindacati e le rsu dell’azienda, alla presenza anche dell’amministratore unico, per definire le possibile modifiche da apportare allo statuto, mentre per quanto riguarda il personale giova ricordare che, in tutti questi anni, sono state le amministrazioni targate Ds, Margherita e, poi, Pd ad assumere personale senza concorso, creando la situazione che oggi criticano con tanta veemenza». Infine il piano industriale e le prospettive: «Le modifiche statutarie siamo convinti che permetteranno all’amministratore unico dell’azienda di fare una proposta di piano industriale che, nel rispetto dei dettami della nuova norma, consentiranno di ottimizzare le risorse, migliorare l’efficienza della forza lavoro e rafforzarne il ruolo e le prospettive di sviluppo. In ultimo mi trovo costretto a rispedire al mittente le critiche sulla mancanza di visione, perché non posso accettare che questo tipo di osservazioni vengano fatte da chi dimostra costantemente di non conoscere l’evoluzione del quadro normativo dentro cui devono muoversi le nostre società partecipate e non riesce, nemmeno durante una discussione in consiglio comunale, a valutare correttamente le ricadute economiche che i cambiamenti discussi possono avere per l’azienda».

M5s contro tutti Nel botta e risposta si inserisce anche il M5s che in una nota spiega: «Non ci siamo uniti al resto delle opposizioni sulle modifiche allo statuto dell’Ase che ne celebra la piatta conformità alla riforma Madia. Come non possiamo accettare che una giunta, formata in gran parte da personalità candidate in liste civiche che avrebbero dovuto avere mani e testa libere da compromessi, si rimangi tutti gli impegni assunti in campagna elettorale sul riassorbire quella “partecipata-carrozzone” creata dallo stesso Pd nelle amministrazioni precedenti. Che dire poi dello strano caso del consigliere Capitani (Pd) che prima presenta degli emendamenti al testo dello statuto Ase e, poi, però non fa in tempo a votarli perché esce dall’aula. Intanto veniamo a sapere dal presidente del Consiglio, che contatta Capitani al telefono, che per il consigliere l’esito della votazione sarebbe “indifferente”. I suoi stessi compagni di partito ne restano interdetti e alla fine devono optare per l’astensione sugli emendamenti, mentre tutto il consiglio li boccia. Insomma, cinque ore di consiglio dove non è stata data risposta nemmeno alle comunicazioni dei consiglieri comunali perché presenti in quel momento solo gli Assessori Loretoni e Profili. Tutti gli altri, con gran tempismo, sono arrivati solo a comunicazioni finite. Una seduta di cinque ore per trattare un unico punto all’ordine del giorno, quello dell’ASE, e lasciare in sospeso ancora, dopo mesi, le dimissioni di Lisci (Pd) dalla presidenza della commissione controllo e garanzia; una Commissione che si è riunita due volte in due anni, e che non ha mai prodotto la relazione annuale prevista dal regolamento. Manco a dirlo, non sono state discusse le mozioni agli ordini del giorno 3 e 4 che avrebbero portato in Consiglio le tematiche relative all’ospedale. Allora, forse, servirebbe un esame di coscienza da chi oggi raffigura la maggioranza nel Consiglio Comunale ma anche da parte di quei partiti che rappresentano un’enorme fetta della cittadinanza. Noi non possiamo supportare né l’una né l’altra parte».

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