di Chia.Fa.
Tre esponenti di maggioranza lasciano l’aula seguiti a ruota dalle opposizioni e per la prima volta manca il numero legale. Sono tutti da chiarire i contorni della decisione presa dai consiglieri Stefano Proietti, Sandro Cretoni e Francesco Saidi che giovedì pomeriggio hanno liberato i propri banchi poco dopo l’apertura della discussione sulla delicata pratica dell’esproprio del parcheggio della Posterna, giudicato illegittimo dal Tar dell’Umbria e dal Consiglio di Stato in virtù del mancato perfezionamento dell’accordo tra il Comune di Spoleto e la Findem, proprietaria dell’area ai piedi del centro storico.
Esproprio Posterna al palo L’operazione scesa da 138 mila euro a 90 mila euro in virtù dello storno del valore non patrimoniale non è quindi stata messa in votazione, nonostante sia stata approvata a maggioranza in commissione bilancio, col voto favorevole anche dello stesso Proietti, ma quello contrario di Cretoni (Misto-Lega Nord), oltre che del consigliere d’opposizione Massimiliano Capitani (Pd). Tra le criticità emerse in prima in commissione e giovedì in aula con gli interventi di Capitani ci sono i timori sul possibile legame tra l’esproprio del parcheggio della Posterna e il caso degli omonimi palazzi, noti come Ecomostro e giudicati in via definitiva abusi edilizi da demolire; il verosimile ricorso della Findem le cui richieste mai formalizzate si aggirerebbero su cifre superiori. Stigmatizzata non nel merito anche l’incompatibilità sulla pratica dichiarata dal dirigente Giuliano Mastroforti, condannato per l’abuso edilizio dell’Ecomostro, e sostituito di fronte a commissione e consiglio da un tecnico che ha comunque sempre seguito la pratica del parcheggio della Posterna.
Manca numero legale: tensione in maggioranza Questioni, queste, che nella seduta di giovedì i tre consiglieri di maggioranza non hanno comunque messo sul tavolo, chiedendo attraverso Proietti una sospensione dei lavori e poi uscendo dall’aula in apertura di discussione. L’assessore Antonio Cappelletti, dal canto suo, ha spiegato che «con la pratica si sta sostanzialmente eseguendo una sentenza giudiziaria per risolvere una vicenda su cui due tribunali hanno rilevato un errore amministrativo del Comune, ossia il mancato perfezionamento dell’accordo del 2000 col privato». Parole che non hanno comunque impedito al capogruppo del Pd, Dante Andrea Rossi, di fare due conti e chiedere la verifica del numero legale, per lasciare poco dopo l’aula insieme agli altri democratici e all’altro consigliere d’opposizione Alessandro Cretoni (Forza Italia). Al segretario generale non è rimasto che prendere atto dell’assenza del numero legale e al presidente del consiglio comunale Giampiero Panfili di dichiarare sospesa la seduta, poi non riaperta. Furioso l’assessore Antonio Cappelletti, mentre in maggioranza si apre la prima breccia dall’inizio della legislatura.
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