di Chiara Fabrizi

A Spoleto i dieci consiglieri di opposizione hanno inviato una corposa segnalazione alla Corte dei Conti dell’Umbria e alla Prefettura di Perugia, chiedendo una verifica sul bilancio del Comune. Articolato in 44 punti e dieci pagine, il documento paventa irregolarità nella gestione contabile dei rapporti tra l’ente, la partecipata al 100 per cento Ase (azienda servizi) che si occupa di manutenzioni, Tpl mobilità scarl a cui invece il municipio è legato per la gestione di scale mobili, ascensori e parcheggi di struttura, ed Engie nuovo partner per l’illuminazione pubblica.

Contestato, poi, anche il parere contabile del municipio sul programma d’investimento Agenda urbana, che è favorevole seppure limitatamente ai fondi regionali, mentre la partita richiede una quota obbligatoria di cofinanziamento con risorse proprie di bilancio del municipio. Infine, si fanno le pulci al bilancio comunale di Spoleto in relazione agli emendamenti al previsionale 2025, approvati all’unanimità nel febbraio scorso, su cui da mesi le opposizioni chiedono lumi, non trovando le relative voci in bilancio né vedendo attuate le misure finanziate con quegli emendamenti.

La segnalazione dei 10 consiglieri (Bececco, Catanossi, Cintioli, Cretoni, Dottarelli, Grifoni, Imbriani, Loretoni, Piccioni e Profili) arriva nei giorni in cui molti enti locali stanno procedendo all’approvazione del bilancio previsionale 2026-2028. La manovra a Spoleto, invece, non è ancora pronta e quindi l’ente beneficerà della proroga al 28 febbraio.

L’iniziativa delle opposizioni, inoltre, tocca un tasto particolarmente delicato per il Comune di Spoleto, reduce da un disavanzo da 9 milioni contabilizzato nel 2013, cui è seguito nel 2015 un disavanzo tecnico di 15 milioni, figlio delle nuove norme di armonizzazione contabile e del conseguente riaccertamento straordinario dei residui, mentre risale al 2021 l’ultimo disavanzo da poco più di un milione di euro iscritto in bilancio durante la gestione commissariale.

Sulla sequela di conti in rosso soltanto l’aprile scorso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Sisti, che dal principio ha tenuto per sé la delega al bilancio, ha scritto la parola fine, rientrando dal disavanzo residuo, che era essenzialmente quello tecnico da 15 milioni di euro, ripianabile per legge in 30 anni e quindi nel caso di Spoleto in quote da mezzo milione a esercizio: le “rate” dell’ente sarebbero terminate nel 2045, ma sono state chiuse con 20 anni di anticipo tra le critiche delle stesse opposizioni. La scelta è figlia della volontà dell’amministrazione comunale di contrarre una serie di mutui per potenziare gli investimenti in corso tra Pnrr, Pnc sisma e altre fonti di finanziamento.

Più nel dettaglio, la segnalazione dei 10 consiglieri di Spoleto riguarda formalmente «l’applicazione dei principi contabili da parte del Comune» ed è indirizzata al presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti dell’Umbria Paolo Peluffo e al prefetto di Perugia Francesco Zito, ai quali chiedono le «dovute valutazioni» sui punti evidenziati nel documento «e, se necessario, l’adozione delle azioni conseguenti». 

Scorrendo il documento si legge che «le variazioni urgenti al bilancio di previsione 2025-2027 ratificate dal consiglio il 6 novembre scorso non appaiono motivate da effettive ragioni di urgenza, ma da previsioni sottostimate su capitoli relativi a contratti già in essere e non coperti finanziariamente».

In questo senso, le opposizioni sostengono che «nel previsionale 2025 è emersa una carenza di risorse necessaria alla copertura finanziaria dei servizi manutentivi affidati ad Ase», ossia «non risultavano stanziate le somme occorrenti per garantire l’esecuzione del contratto di Global service in essere» tra le parti. Da qui i dieci consiglieri paventano presunti «contrasti coi principi di armonizzazione contabile introdotti nel 2011», tanto che a loro dire una partita tra l’ente e Ase da circa 108 mila euro «avrebbe dovuto essere gestita come un debito fuori bilancio e non come una passività pregressa».  Alla Corte dei Conti e Prefettura è stato inoltre sottolineato «l’utilizzo del fondo di riserva per 80 mila euro al fine di coprire spese per manutenzioni ordinarie note da mesi» e pure «la palese errata valutazione nella previsione dei proventi da concessioni edilizie, ridotta di circa un terzo». 

Nel mirino anche la contabilizzazione delle due tranche di pagamento per complessivi 472 mila euro in favore di Tpl mobilità, su cui le opposizioni ipotizzano, da una parte, «un ricorso improprio ai nuovi principi di contabilità Accrual» e, dall’altra, sostengono che «l’uso ibrido tra nuove e ordinarie» regole contabili «non è previsto né legittimo e potrebbe configurare responsabilità erariali».

Infine, le opposizioni chiedono «una verifica approfondita» sugli «emendamenti al bilancio approvati all’unanimità dal consiglio comunale nel febbraio scorso che non risultano né finanziati né attuati», ossia «56 mila euro per la convenzione con Bus Italia finalizzata al trasporto gratuito degli ultra 75enni»; «30 mila euro derivanti dagli utili delle farmacie comunali da destinare al trasporto sanitario solidale»; e «20 mila euro per l’estensione del servizio serale della polizia locale».  

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