Giampaolo Emili (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Giampaolo Emili, candidato sindaco della lista civica Due Mondi e appoggiato da tutti i partiti di centrodestra, ad eccezione di Ncd, ha 45 anni e nella vita è un assicuratore. Volto noto in città per aver ideato e organizzato eventi di rilievo, da Spoleto tipica a Vini nel mondo, Emili è anche presidente del Club dei piaceri.

Prima di tutto, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco in un momento così complesso per la città?

La stessa motivazione che ha spinto i candidati della lista Due Mondi: la consapevolezza di non poter rimanere passivi di fronte allo svilimento di una città come Spoleto, che ha grosse potenzialità in tanti settori ma sta morendo. Noi abbiamo qui i nostri figli, i nostri immobili, le nostre attività, il nostro amore per una città che ammalia chiunque la visiti. Non possiamo assistere inermi a questa agonia, non vogliamo doverla abbandonare, per cercare lavoro e prospettive altrove.

Subito dopo le elezioni occorrerà fare i conti con partite complesse: buco di bilancio e Piano regolatore generale. In breve quali sono le azioni che intende varare?

È vero che sono problemi complessi, ma è vero pure che gran parte delle soluzioni si trovano facilmente con il buon senso. Debiti così grandi non dovevano essere contratti (né nascosti….). È naturale che affronteremo una revisione delle spese, un’ottimizzazione delle risorse, un piano di recupero pluriennale. Ma immaginiamo che non sia necessario chiedere enormi sacrifici ai cittadini, sarà sufficiente gestire i soldi di tutti come fossero i propri: con attenzione! Voglio ricordare che storicamente la città di Spoleto ripianò un bilancio altrettanto disastrato, con l’unica legislatura che vide il Pd (all’epoca Pci), alla opposizione. Quindi si può fare. Quanto al piano regolatore già sono state prese delle soluzioni con delibera comunale e legge regionale, per cui, concluso l’iter, il problema dovrebbe potersi risolvere. Anche qui, il buon senso e la buona volontà sarebbero stati sufficienti a rispettare le procedure di legge.

Spoleto è oggettivamente una città a vocazione turistica, ritiene che sia questa la vera sfida da vincere per centrare la ripresa economica? Con quale strategia?

Non possiamo pensare che il turismo sia la panacea, la medicina di tutti i mali. Dobbiamo tutelare anche l’industria che è rimasta e dobbiamo tornare a sviluppare l’artigianato e soprattutto l’agricoltura e la relativa industria di trasformazione. Questo non lo dico ora, lo abbiamo scritto due mesi fa nel nostro programma. Precisato ciò è ovvio che il turismo sia il settore trainante. Le strategie che abbiamo studiato nelle nostre riunioni, e che scaturiscono anche dalle mie positive esperienze di organizzatore di Vini nel Mondo, dell’Anno Menottiano, di Spoleto Tipica, e dalle esperienze lavorative di alcuni nostri aderenti, sono molteplici. E solo una parte è stata svelata nel nostro programma. A parte gli “assi nella manica”, possiamo riassumere alcune nostre idee: ufficio unico per le manifestazioni. Dovrà agevolare gli organizzatori, che non dovranno più rivolgersi a tanti uffici, a volte in conflitto tra loro, ma avranno un unico interlocutore. Questo ufficio non dovrà solo ricevere le richieste per la organizzazione di eventi, ma anche andarne in cerca. E coordinare il calendario. Secondo, forte integrazione tra pubblico e privato: il consorzio Con Spoleto, tra albergatori, ha fatto cose egregie ultimamente. Pensiamo che dando loro collaborazione si possa fare ancora di più. E questo modello va replicato nelgi altri settori. Infine sviluppare filoni fin’ora trascurati, come il turismo religioso, congressuale, sportivo, delle famiglie. Per questo però occorrerà creare strutture, convenzioni e presupposti. Ci vorrà un po’ di tempo.

La rivitalizzazione del centro storico non è più prorogabile, quali sono i primi passi da compiere?

Il nostro programma prevede flessibilità nella gestione del traffico: completamente chiuso quando è necessario per il turismo e per gli eventi, aperto nelle giornate in cui il centro serve ai residenti. Prevede agevolazioni fiscali a residenti e commercianti. Prevede lo studio di semplificazioni e agevolazioni edilizie, per favorire la ristrutturazione degli appartamenti inutilizzati. Infine prevede l’installazione di un telepass a pagamento per chi ha giustificate necessità di accesso nei giorni in cui il traffico è chiuso.

Lavoro. Ci sono vertenze pesanti per il futuro del territorio, a cominciare da quella ex-Pozzi, in qualità di sindaco come tenterebbe di governare queste delicate fasi?

Un sindaco che promettesse di risolvere i problemi occupazionali farebbe solo demagogia. Si tratta di rapporti di natura privata. Però un sindaco qualche cosa deve e può fare, in merito. Noi pensiamo di chiedere la nostra presenza ai tavoli di trattativa con la proprietà attuale e con gli interessati all’acquisto ed al rilancio. In quella sede le parti faranno richieste di collaborazione che, nei limiti di legge, ovviamente andremo a offrire. Peraltro ci ripromettiamo di effettuare un controllo e di richiedere agli altri enti eroganti dei controlli, sulle ingenti somme pubbliche finite nei bilanci degli imprenditori.

Perché un elettore dovrebbe votarla?

Perché non rappresentiamo gruppi di interesse. Perché non siamo sottomessi alle gerarchie di partito ed ai loro scambi politici, che da sempre hanno fortemente penalizzato Spoleto. Perché promettiamo non solo competenza, e la nostra squadra ne ha in tutti i settori, ma soprattutto buona volontà, chiarezza, buon senso e, non ultimo, rapporto coi cittadini. Cioè promettiamo ascolto (chi ha avuto a che fare col Comune in questi anni sa che non c’è stato), risposte immediate (negative o positive che siano), e collaborazione.

INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO MASSIMO BRUNINI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO MAURA COLTORTI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GUIDO GROSSI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO DANTE ANDREA ROSSI

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