Andrea Bartocci, confermato alla guida del Pd di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Hanno spazzato via le ombre del commissariamento, rinnovando compattamente, due soli gli astenuti, la fiducia al segretario democratico della città del Festival Andrea Bartocci. È arrivato dopo quattro ore abbondanti il via libera dell’assemblea comunale al progetto di «rilancio» che Bartocci ha presentato mercoledì sera alla cinquantina di viale Trento e Trieste.

Nell’esecutivo ristretto spunta Di Loreto Per conoscere la composizione dell’esecutivo ristretto, annunciato da più parti come l’organismo direttivo chiamato ad accompagnare fuori dal guado i democratici ducali, bisognerà attendere ancora un paio di settimane, periodo entro il quale verrà convocata una nuova assemblea per la formalizzazione dei nomi. La rosa dei dieci chiamati a rimboccarsi le maniche resta ancora top secret e, all’indiscrezione circolata nei giorni scorsi su Giorgio Dionisi, ex presidente Vus, si aggiunge quella su Paolo Di Loreto, consigliere per le politiche sanitarie della presidente Catiuscia Marini, già direttore generale della Sanità della Regione e sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura della Repubblica di Perugia nell’ambito dell’inchiesta di «Sanitopoli». Piuttosto probabile, insomma, che nel Pd spoletino sia in corso una manovra di avvicinamento alla presidente Marini.

Rossi apre a Brunini e la Lezi non appoggia Bartocci Ma a sorprendere è stata la proposta messa sul piatto dal segretario provinciale, lo spoletino Dante Andrea Rossi, che ha invitato Bartocci all’istituzione di un coordinamento composto dagli ex amministratori, indicando tra i possibili componenti anche l’ex sindaco Massimo Brunini presente in sala. Un invito che ha creato un certo clamore, agitando alcune anime del partito per nulla favorevoli alla prospettiva. Da sottolineare, comunque, l’astensione sul voto di fiducia a Bartocci dell’assessore Margherita Lezi che, insieme a Bruno Toniolatti, ha preferito non esprimersi sul progetto di «rilancio» presentato mercoledì sera. Per molti l’insofferenza dell’assessore Lezi, ex Margherita e oggi vicina a Marina Sereni, sarebbe conseguenza dell’ultimo rimpasto di giunta nell’ambito del quale ha perso due deleghe importanti, sviluppo economico e turistmo. Il malumore, insomma, da palazzo municipio sarebbe arrivato fino a viale Trento e Trieste, sede dei democratici.

Le priorità di Bartocci Frizioni e segnali a parte, nei prossimi quindici giorni il segretario riconfermato dovrà sciogliere il nodo della segreteria e, una volta composta la squadra, dare il via all’atteso cambio di passo che passerà, questo quanto precisato da Bartocci, «per un rilancio delle attività dei cinque circoli, alcuni dei quali stentano, per una ripresa dei lavori all’interno dei dipartimenti tematici e anche per una serie di iniziative capaci di far ripartire il partito».

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