di C.F.
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Nessuna dimissione, almeno per ora. Non ha alcuna intenzione di cedere il passo a un commissario, il sindaco Daniele Benedetti che, nonostante l’uscita di scena di due assessori, Paolo Proietti e Giancarlo Cintioli, e una maggioranza senza numeri, 15 contro i 16 delle opposizioni, mercoledì mattina ha annunciato di essere determinato ad andare avanti, proseguendo la chirurgica operazione di Rientro dal buco da 9.7 milioni di euro, perché ha ripetuto più volte «dobbiamo evitare il commissariamento per il bene della città».
La protesta dei 5 stelle prima dell’incontro Smentite dai fatti, almeno di oggi, la lunga serie di indiscrezioni con cui si dava per imminente il passo indietro del sindaco che, invece, mercoledì mattina, dopo aver spostato l’incontro nel suo ufficio, scatenando la rabbia dei cittadini e delle forze di opposizione, tra cui una ventina di esponenti del Movimento 5 stelle, presentatosi con una maglia con su scritto Tutti a casa e che non ha mancato di protestare alle decisione, ha spiegato: «Sento la responsabilità di dover provare, insieme a giunta, uffici e maggioranza, a presentare un Piano di rientro, se avremo i numeri eviteremo di ingessare il municipio, altrimenti le forze politiche si assumeranno la responsabilità del commissariamento».
L’arma del commissariamento Ed è questa l’arma che Benedetti proverà usare con le forze politiche, prima, di maggioranza, in particolare il consigliere della lista civica Marco De Angelis, pronto a votare la sfiducia, e, poi, di opposizione, per convincerle che spalancare le porte del municipio a un delegato del Viminale è la soluzione peggiore. E siccome il tempo è poco, tanto vale lanciare subito il messaggio: «Le linee guida dell’azione dei commissari – ha affermato il sindaco – prevedono innalzamento al massimo delle aliquote e significativa riduzione del cofinanziamento dell’Ente di alcuni servizi, penso alle mense dei nidi che oggi costano 440 euro e che schizzeranno a 600, stesso discorso per le palestre».
L’incerta alternativa del Piano di rientro Quale sia l’alternativa che si prepara a mettere sul tavolo la sua giunta, con l’ausilio degli uffici, però non è molto chiaro. Certamente si conoscono da giorni i pilastri, recupero dell’evasione, razionalizzazione della spesa e alienazioni, e qualche spunto in più è stato offerto con l’ammissione di un inevitabile ritocco all’insù delle aliquote fiscali, spauracchio della coalizione, ma anche con i tagli ai costi del personale (prepensionamenti?) e revisione dei modelli gestionali di alcuni servizi. Tuttavia resta l’incognita della fattibilità del Piano di rientro, di cui non si conoscono previsioni, stime e consistenza delle singole misure.
Buco di bilancio, errori e responsabilità In attesa che si definisca l’operazione da 9.7 milioni di euro in tre anni, con il 2013 che, come ha chiaramente spiegato la dirigente finanziaria Stefania Nichinonni, permetterà di recuperare molto poco, essendo praticamente concluso, qualche parola il sindaco la spende sul riaccertamento e relativo buco: «Dalla relazione del segretario generale Mario Ruggieri – dice il sindaco – si evidenzia che i maggiori scostamenti risalgono agli anni 2000, io non sfuggo alla mia responsabilità, che è quella di essermi fidato di atti già firmati dal dirigente finanziario (Angelo Cerquiglini, ndr) e vidimati dal collegio dei revisori, ma non accetto che si dica che non abbiamo mai compiuto il riaccertamento, in 4 anni abbiamo eliminato 90 milioni di residui a fronte dei 147 presenti in bilancio, così come non accetto che dipendenti comunali e consiglieri vengano additati come ladri, qui nessuno ha rubato niente, ma abbiamo compiuto errori di sistema, di metodo, poi saranno le autorità ad accertare eventuali responsabilità».
Lo scontro con l’ex sindaco Brunini Sul passato, poi, Benedetti non perde l’occasione di rispondere all’attacco sferrato nei giorni scorsi dall’ex sindaco Massimo Brunini: «Siamo stati accusati di scarsa progettualità, ma noi abbiamo compiuto solo quegli interventi a cui eravamo certi di poter offrire copertura finanziaria, mentre in passato il motto era “i soldi non sono un problema, l’importante sono i progetti”, un modus operandi di cui oggi paghiamo un conto salatissimo».
Harakiri in consiglio? Ma al di là di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, la priorità politica del sindaco è ritrovare i numeri in maggioranza. Un’operazione che molti giudicano impossibile, nello stesso Pd in molti avrebbero suggerito al sindaco di presentare le dimissioni, approfittare della decorrenza dei 20 giorni per trovare la quadra con le forze di maggioranza o di minoranza, evitando l’harakiri in consiglio comunale, dove ad attenderlo c’è una mozione di sfiducia che in 16, quindi la maggioranza, si dicono pronti a votare.
