di D.B.
Il menu dei tagli che riguarda la sanità, ancora in via di definizione, punta a risparmiare cinque miliardi di euro nei prossimi due anni e mezzo (tre tra 2012 e 2013 e altri 2 nel 2014). Secondo quanto emerso dall’incontro che si è tenuto mercoledì pomeriggio a Roma, nel ministero della Sanità, tra il ministro Renato Balduzzi e le Regioni, queste ultime avrebbero proposto una sorta di «spacchettamento» dei tagli. Facendo salvo il miliardo di euro previsto per quest’ultima parte di 2012, le Regioni vorrebbero ridiscutere gli altri due miliardi per il 2013 nell’ambito delle trattative sul Patto per la salute, da approvare entro il 31 ottobre. Il ministro proverà a portare la proposta al tavolo del governo, che approverà il decreto sulla cosiddetta spending review al massimo entro venerdì, ma non è parso ai partecipanti particolarmente possibilista.
Posti letto Un tema delicatissimo è quello della paventata chiusura dei piccoli ospedali (80-120 posti letto). Sul capitolo non ci sarà secondo il ministro nessuna chiusura automatica imposta dal governo, al contrario di quanto circolato in questi giorni nelle varie bozze, ma una sorta di ruolo di stimolo e vigilanza sulle autonomie locali. Nel governo però la linea sarebbe diversa, con un’ala dura che vorrebbe il taglio direttamente nel decreto legge e un ministro contrario perché, ha spiegato, il dimensionamento è di competenza regionale. Per quanto riguarda i piccoli ospedali allo studio ci sarebbe anche l’ipotesi di riconversione di questi ultimi in strutture per il ricovero e assistenza in regime ambulatoriale, favorendo il più possibile anche quella residenziale e domiciliare. Il target di posti letto da raggiungere ogni 1000 abitanti, dovrebbe essere quello di 3,7 (contro gli attuali 4 per mille abitanti), ma salvaguardando le specifiche necessità di aree geografiche particolari.
Farmaci e servizi Quel che è certo è che la revisione della spesa toccherà i farmaci e gli acquisti di beni e servizi. Per quanto riguarda i primi la stretta dovrebbe poratre risparmi per 350 milioni di euro già nel 2012, pagati dalle aziende farmaceutiche e dalle farmacie (che promettono battaglia) sottoforma di sconti. Certo al momento pare anche il taglio (5% per il 2012) sulla spesa per acquisti di beni e servizi. Le Asl, se le aziende non accetteranno di adeguare i contratti, avranno la possibilità di recedere da quelle forniture che non rispettano i parametri delle convenzioni Consip e i prezzi di riferimento individuati dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici.
Errani: così non va «Noi – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani – non condividiamo le proposte del governo, perché pensiamo che non si tratti di una spending review ma di tagli lineari al fondo sanitario, che dunque non funzionano. Se il governo ritiene di coinvolgerci in un ragionamento serio di riduzione della spesa noi siamo pronti, ma per farlo bisogna ridiscutere il Patto della salute, partendo dal fatto che la somma di tutte le manovre ha portato ad un taglio di oltre venti miliardi di euro alla sanità, e chiunque è in grado di capire che non sta in piedi».
LE PRINCIPALI MISURE DEL DECRETO
AUMENTO IVA ‘SOSPESO’: Sospensione per il 2012 dell’incremento dell’iva e riduzione dell’incremento dal 2013.
AUTO BLU: Le spese non potranno superare il 50% di quelle sostenute nel 2011.
TAGLIO AI TRAVET MA SENZA FORNERO: Taglio del 10% ai dipendenti pubblici e del 20% ai dirigenti. Ma in deroga alle regole della riforma Fornero per evitare il gli esodati.
MENO SPAZIO PER TRAVET: Meno uffici e razionalizzazione degli spazi pro-capite.
DIMAGRISCONO BUONI PASTO: Non potranno superare 7 euro.
OBBLIGO FERIE: Le ferie dovranno essere godute. Non potranno essere monetizzate.
CHIUSO A FERRAGOSTO: Gli uffici chiuderanno nella settimana di ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno.
STOP CONCORSI PER DIRIGENTI: Sospensione concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale.
SOLO INFORMATIVA A SINDACATI: In caso di revisione degli organici i sindacati saranno solo informati, anche dopo.
STOP PERMESSI SINDACALI: Taglio del 10% sui permessi retribuiti.
COMPENSI CAF: Scende da 14 a 13 euro per dichiarazione.
PATRONATI: Taglio del 10% ai trasferimenti.
STRETTA SU FARMACI: Stratta su farmaci ed acquisti del servizio sanitario.
TAGLI A REGIONI: 700 mln per il 2012 e 1 mld dal 2013.
TAGLI A COMUNI: 500 mln per il 2012 e -2 mld dal 2013.
TAGLI A PROVINCE: 500 mln per il 2012 e -1 mld dal 2013.
VIA PROVINCE ARRIVANO CITTA’ METROPOLITANE: Via molte province (ne resterebbero 61 rispetto a 107). Ma non ora, forse in un dl ad agosto. Arrivano le città metropolitane.
MENO TRIBUNALI: Finora le ipotesi circolate sui tagli prevedono la chiusura di una trentina di tribunali, di 37 procure e di 220 sedi distaccate.
SUPERPREFETTURE: Arrivano le superprefetture. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa regione.
CALA SPESA UNIVERSITA’: Taglio di 200 milioni.
AUMENTA SPESA SCUOLE NON STATALI: Più 200 milioni. – IMMOBILI DIFESA: Semplificazione delle procedure di vendita degli alloggi del Ministero della difesa. –
MISSIONI PACE: Sforbiciata da 8,9 milioni.
TAGLIO AD ARMAMENTI: Scende di 100 milioni il fondo.
URANIO IMPOVERITO: Taglio 10 milioni.
MENO MILITARI: Si prevede il taglio in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate.
SOLO ACQUISTI ON LINE: Oppure si rischia la nullità dei contratti stipulati. Per alcuni settori, tipo l’istruzione, arriva un mercato ad-hoc.
CDA PUBBLICI: Potranno avere al massimo 3 membri. E stop alle assunzioni.
CANONI BLOCCATI: Blocco degli adeguamenti Istat per i canoni dovuti dalle Amministrazioni. I canoni potranno essere rinegoziati.
MENO ONERI PER CHI PUBBLICA SU GIORNALI: Taglio alla pubblicazione dei bandi sui giornali.
ENTI MINORI SENZA PERSONALITA’: Revoca della personalità giuridica nei confronti degli enti di minor dimensione.
AGGIO EQUITALIA: Potrebbe scendere di un altro 4%.
RIORGANIZZAZIONE CNR: L’Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto italiano di studi germanici e l’Istituto nazionale di alta matematica sono soppressi. Passano al Cnr.

