La presidente della Regione Catiuscia Marini

di Daniele Bovi

L’obiettivo è recuperare 4,2 miliardi di euro per scongiurare l’aumento di due punti di Iva a ottobre e le mosse per raggiungerlo sembrano essere almeno sette. Secondo quanto emerso martedì mattina in seguito all’incontro tra il governo Monti e gli enti locali (nel pomeriggio è toccato alle parti sociali) sulla cosiddetta spending review l’agenda dei tagli prevede, tramite un decreto legge che verrà probabilmente varato venerdì, sette aree di intervento: costi dei beni e dei servizi nella pubblica amministrazione (complessivamente sono 60 miliardi l’anno e c’è la possibilità di risparmiare in alcune categorie merceologiche fra il 20 ed il 60%). Per la sanità si pensa di tagliare i costi per i pasti e le pulizie; taglio del 20% dei dirigenti della Pa; taglio del 10% dei dipendenti della Pa; gestione più economica del patrimonio dello Stato; soppressione di alcuni enti statali e locali; ridefinizione della governance delle società pubbliche che non potranno avere più di tre membri nel Cda (cinque se le società gestiscono servizi); infine, riduzione delle consulenze delle società pubbliche.

Sanità Gli interventi che riguardano la sanità non si dovrebbero fermare a quanto sopra. Secondo quanto emerso si va verso un intervento da 3-3,5 miliardi di euro da qui al 2014. Le misure potrebbero riguardare, oltre alla stretta sull’acquisto dei beni e servizi, già prevista e che verrebbe anticipata in parte nel 2012, anche il sistema di sconti sui farmaci acquistati dal Ssn. Sconti obbligatori che le industrie applicano allo Stato. In particolare, secondo le bozze circolate, si passerebbe dall’1,82% al 6,4% per l’industria, mentre quello dei farmacisti andrebe dall’1,82% al 3,65%. Sconto che dovrebbe estendersi, dal solo 2012, anche al biennio successivo.

LE BOZZE DI DECRETO CON LE MISURE

Marini: vogliamo risposte «Noi siamo pronti a fare un confronto sul merito – spiega la presidente della Regione Catiuscia Marini da Terni, dove nel pomeriggio è intervenuta ad un incontro sulla riforma della sanità regionale -, ma al 3 luglio non sappiamo la cifra del Fondo sanitario nazionale. Dopo che ci hanno comunicato una cifra, abbiamo fatto una proposta e ora non abbiamo certezze: questa è la prima risposta che vorremmo avere dal governo. Vogliamo una spending review vera che riqualifichi la spesa: se si indicano parametri e costi standard per beni e servizi omogenei, noi siamo disponibili a rispettarli. Facciamolo ma coloro che stanno dentro i parametri non devono subire tagli. Se invece vogliamo tagliare a monte allora siamo in presenza di tagli lineari e hanno ragione quei presidenti che dicono che ci sono cicale e formiche». Tutti temi che saranno al centro dell’incontro tecnico-politico che si terrà mercoledì a Roma tra i presidenti, Marini compresa, e il ministro della Sanità Renato Balduzzi.

AUDIO: INTERVISTA ALLA PRESIDENTE MARINI

Il personale L’altro delicatissimo capitolo è quello che riguarda il taglio di dirigenti e dipendenti della pubblica amministrazione. Un fronte sul quale la Regione si dice pronta e con le carte in regola. Martedì infatti la giunta ha illustrato il provvedimento di ricognizione annuale delle eccedenze di personale: secondo i numeri forniti dall’assessore alle Risorse finanziarie e umane, Gianluca Rossi, l’incidenza della spesa per il personale sul totale della spesa corrente è al 21,1% «nel pieno rispetto del tetto massimo del 50% previsto dalle normative nazionali e non ci sono eccedenze di personale né personale in posizione soprannumeraria». I dipendenti a tempo indeterminato sono 1.187 a fronte di una dotazione organica complessivamente pari a 1342 posizioni.

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