Iniziano già a circolare altri nomi, ma è impossibile che gran parte del Pd e altre forze civiche che ci avevano scommesso non siano storditi dal dietro-front di Massimo Piccioni. Cercava unità, ma negli ultimi giorni pare avesse imposto anche dei veti, forse poco condivisi; fatto sta che il dirigente medico 63enne che era riuscito quasi del tutto a ricompattare il Pd, abbandona l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco di Terni.

Massimo Piccioni «In relazione alle ormai imminenti elezioni amministrative – scrive -, ho il dovere di comunicare di aver sciolto la riserva sulla proposta che mi è stata avanzata nelle ultime settimane. In primo luogo – afferma – ringrazio il Partito Democratico per la richiesta di disponibilità ricevuta, giunta inattesa ed inaspettata, e certamente interpretata come atto di stima rivolto alla mia persona, libera, autonoma, ed indipendente seppur nell’ambito di una comunanza di valori che hanno sempre costituito il mio punto di riferimento culturale e sociale, unito alla mia radice profonda che si riconosce nei principi della dottrina sociale della chiesa cattolica. Ringrazio tutte le altre organizzazioni politiche, le associazioni e soprattutto le persone che mi hanno incoraggiato ad andare avanti».

L’11 maggio scade il termine per presentare le liste «In questi ultimi giorni ho solo cercato di capire i problemi della città, a cominciare dalle ‘fragilità’ presenti, a partire dagli ‘ultimi’, e le possibili soluzioni secondo un cronoprogramma di priorità; ma ho anche constatato la voglia, il desiderio e la disponibilità all’impegno, a partire da temi quali il lavoro, l’ambiente e la sicurezza. Tutto ciò mi ha indotto a capire che ci sono le condizioni per una ripresa sociale, economica e morale. Presupposto fondamentale è però l’unità di tutte le forze vive e rappresentative della città, a partire dalla coesione di tutte le espressioni del centrosinistra, in grado di valorizzare ciò che unisce piuttosto che le diversità. In tale contesto la città chiede risposte chiare ed urgenti che siano parte di un progetto in cui siano delineate le strategie per la Terni del futuro, con il coinvolgimento di tutte le peculiarità e le potenzialità patrimonio della nostra città. La complessità del quadro attuale esige, pertanto, competenze ed unità ed una straordinaria capacità di innovazione».

Centrosinistra diviso «Sul piano personale ho sentito il peso della responsabilità e l’interrogativo costante di verificare la concreta possibilità di un percorso di aggregazione ma, nonostante il convinto impegno e la generosa disponibilità ad una scelta di autentico servizio, sono giunto alla conclusione che tale obiettivo non è stato possibile conseguirlo. Ciò mi induce, soprattutto per coerenza, a ritenere di dovermi fermare qui. Conseguentemente affido al Partito Democratico, a tutto il centrosinistra, a tutte le persone che ho incontrato, che hanno costituito per me un’occasione di arricchimento umano e culturale, queste mie riflessioni. Un grazie di cuore a tutti ed i miei più sinceri auguri a tutti coloro che si impegneranno per la Terni del futuro, secondo un percorso già tracciato dalle parole del nostro vescovo per la Santa Pasqua».

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