Umbria24 in vista delle elezioni amministrative di Terni ha proposto agli otto candidato sindaco cinque domande sul futuro della città. Le interviste saranno pubblicate progressivamente sullo Speciali Elezioni.
di Marta Rosati e Massimo Colonna
Mariano De Persio, 49 anni, infermiere al pronto soccorso del Santa Maria di Terni è il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di giugno, lanciato dal Partito Comunista. Sarà lui a rappresentare Falce e martello Terni
Quali misure adotterebbe nei primi cento giorni di governo?
Le emergenze da affrontare nel comune di Terni sono davanti agli occhi di tutti i cittadini. Innanzitutto la drammatica situazione finanziaria in cui versa il comune dimostra che è ormai necessario un drastico cambio di rotta. Noi ripudiamo i vincoli di bilancio previsti dal patto di stabilità: una politica imposta dalla Ue che strangola i comuni e costringe le amministrazioni di qualsiasi colore a tagliare i servizi e imporre nuove tasse. In secondo luogo, proponiamo di internalizzare tutti i lavoratori che svolgono servizi di competenza comunale, per sottrarre questi servizi alla logica del massimo profitto. Quindi, intendiamo esigere il pagamento dell’Imu sugli immobili di proprietà ecclesiastica che sono fonte di guadagno e allo stesso tempo aumentare le addizionali comunali sugli immobili sfitti e/o invenduti delle grandi compagnie immobiliari. L’altra situazione emergenziale che riteniamo prioritaria è quella del contrasto al degrado sia nelle aree periferiche che nel centro, che non deve essere visto come vetrina, ma come luogo di incontro dei ternani. Intendiamo farlo attraverso l’istituzione di un Assessorato del cittadino che lavori, tramite l’istituzione di comitati di quartiere, per individuare le criticità delle varie aree cittadine e collabori con i residenti per la riqualificazione delle aree degradate, la gestione della sicurezza e il miglioramento dei servizi.
Il suo mandato sarà caratterizzato dalla coabitazione in Comune con i commissari per il bilancio. Quanto questo condizionerà il suo lavoro?
Purtroppo non si può prescindere dalla situazione finanziaria che, come dicevo prima, è drammatica. Quindi è evidente che si partirà da una gestione possibile, che miri soprattutto a ridare dignità ai servizi per i cittadini, secondo una scala di priorità che guardi soprattutto all’equità e all’attenzione ai cittadini stessi. Né posso dimenticare, in virtù della mia esperienza professionale, l’attenzione alla salute e al rispetto delle persone. Ma non bisogna farsi illusioni: senza il ripudio dei vincoli di bilancio previsti dal patto di stabilità, che impongono una gabbia alle amministrazioni locali trasformando i sindaci in esattori, non vi è alcuna possibilità di intervenire sul miglioramento dei servizi.
Da diversi anni ormai Terni attende una svolta tanto per la fontana di piazza Tacito, quanto per il teatro Verdi e il parco Cardeto, solo per citarne alcune. Come pensa di affrontare le sfide per il restyling di queste opere pubbliche?
Al momento le questioni finanziarie rischiano di far passare tutte le altre problematiche in secondo piano, anche perché nel contesto del patto di stabilità ogni intervento va accuratamente soppesato nel quadro delle disponibilità finanziare, e questa è un’ulteriore prova che gli attuali vincoli di bilancio strangolano la città impedendo di adottare misure che sarebbero invece utili a rilanciarla e a innescare circoli virtuosi anche dal punto di vista economico. Invece, le iniziative che lei cita non vanno assolutamente sottovalutate e vanno certamente inglobate in un piano che possa dare a Terni la visibilità storico-artistica che merita, accelerando così anche la creazione di lavoro, troppo spesso ostacolata di fatto da un eccesso di procedure burocratiche.
Terni storicamente vede il suo sostentamento legato alla Tk Ast, che però oltre a rappresentare posti di lavoro come noto solleva anche questioni ambientali. Cosa propone per contenere la presenza di inquinanti nell’acqua, nell’atmosfera e nel sottosuolo?
La contrapposizione fra ambiente e lavoro è una tattica spesso utilizzata dalla dirigenza di aziende ad alto impatto ambientale come l’Ast. Noi crediamo che le istituzioni debbano lavorare affinché la questione ambientale sia sottratta alla logica del massimo profitto e fare in modo che le aziende mettano in campo investimenti adeguati per garantire la sostenibilità ambientale delle loro operazioni industriali. Allo stesso tempo, compito dell’amministrazione comunale è garantire un reale controllo dell’impatto degli inquinanti: non a caso l’istituzione di un Assessorato del cittadino che noi proponiamo non è solo riqualificazione del degrado, ma anche acquisizione di dati che denuncino i malfunzionamenti o la superficialità nella gestione dell’impatto ambientale di imprese come l’Ast.
Università, lavoro, territorio. Qual è la ricetta per fermare il fenomeno della disoccupazione giovanile?
Uno dei compiti di chi amministra una città come Terni è rendere la città un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, anche incentivando politiche che favoriscano la creazione di un vero polo universitario ternano, che creerebbe un terreno fertile per la creazione di nuove aziende ad alto contenuto tecnologico. D’altro canto, la funzione dell’amministrazione è assicurare alla cittadinanza servizi di qualità senza scaricarne i costi sulle fasce più vulnerabili. Sotto questo profilo, la priorità dal nostro punto di vista è sottrarre i servizi di competenza comunale alla logica del massimo profitto, che ha come conseguenza l’esternalizzazione dei servizi essenziali attraverso appalti assegnati in base al principio del massimo ribasso. Questo porta inevitabilmente a una sempre maggiore precarizzazione del lavoro, all’abbassamento degli standard di sicurezza e degli standard retributivi, tutti fenomeni che hanno un impatto diretto sul mercato del lavoro e che vanno assolutamente contrastati attraverso l’internalizzazione dei servizi di competenza comunale.
