Paolo Angeletti ingegnere Terni

Umbria24 in vista delle elezioni amministrative di Terni ha proposto agli otto candidato sindaco cinque domande sul futuro della città. Le interviste saranno pubblicate progressivamente sullo Speciali Elezioni.

di Marta Rosati e Massimo Colonna

Paolo Angeletti, ingegnere 71enne esperto di terremoti è il candidato sindaco della lista civica ‘Terni immagina’, sostenuto dal Partito democratico; ha all’attivo una cinquantina di pubblicazioni tra quelle divulgative e quelle scientifiche, dal ’90 al 2000 è stato presidente dell’Ater e ha avuto modo di dire in questi giorni: «Ho accettato la sfida per amore della città».

Se dovesse essere il prossimo sindaco di Terni quali misure adotterebbe nei primi cento giorni di governo?
Probabilmente i primissimi giorni (difficile dire quanti) saranno dedicati allo studio e all’analisi dei problemi e non alla loro soluzione, che può avvenire solo nei giorni successivi. Molti sono comunque i temi urgenti: l’ambiente e la salute dei cittadini, la ristrutturazione della macchina pubblica, la sicurezza, l’equilibrio territoriale, i problemi di bilancio. Ma anche la definizione di prospettive per il futuro della città, sia sul piano economico, sia su quello culturale, perciò l’occupazione e i problemi dei giovani.
Il suo mandato sarà caratterizzato dalla convivenza coi commissari per il bilancio. Quanto questo condizionerà il suo lavoro?
Non vedo perché non si dovrebbe poter convivere tranquillamente con i commissari per il bilancio. A mio avviso saranno un grande supporto ai programmi che dovrà mettere in atto la nuova Amministrazione.
Da diversi anni ormai Terni attende una svolta per la fontana di piazza Tacito, il teatro Verdi e il parco Cardeto, solo per citarne alcune. Come pensa di affrontare le sfide per il restyling di queste opere pubbliche?
I tre temi evidenziati, appunto solo per citarne alcuni, richiederanno un’analisi particolare, anche se alcuni sono avviati ad una soluzione. Il metodo che io sono abituato ad usare è quello di acquisire tutti gli elementi necessari (documentazione, pareri interni all’Amministrazione ed esterni), prima di poter sviluppare programmi e scelte.
Terni storicamente vede il suo sostentamento legato alla Tk Ast, che però oltre a rappresentare posti di lavoro come noto solleva anche questioni ambientali. Cosa propone per contenere la presenza di inquinanti nell’acqua, nell’atmosfera e nel sottosuolo?
L’acciaieria (chiamiamola così) è ancora uno dei motori della città, anche se è molto lontana dalla quantità di posti di lavoro di qualche decennio fa. Da un lato occorre spingere sulle produzioni ancora di eccellenza in Europa e nel mondo (per esempio l’acciaio inox di qualità), dall’altro le sostanza tossiche prodotte (solide, liquide e gassose) devono assolutamente essere fermate o trattate prima di andare in circolo nell’ambiente. Nel 2018 non è possibile pensare che l’ambiente ne debba subire conseguenze nocive o letali. Su questo punto credo che dovremo essere fermi e decisi.
Università, Lavoro, territorio. Qual è la ricetta per fermare il fenomeno della disoccupazione giovanile?
Se esistesse una ricetta da poter scrivere in poche righe, sarebbe straordinario che nessuno ci avesse pensato prima. Il problema è purtroppo globale, a Terni e in altre località molto più evidente. Prospettive di sviluppo vanno cercate, ad esempio in settori come quello citato dell’Università. È una grande occasione, vista la vicinanza a industrie come quelle presenti nel territorio. Ma non solo l’Università. C’è tutto il settore delle aziende di trasformazione della grande produzione industriale. Il turismo va incrementato e sviluppato, visti i meravigliosi dintorni della città, insieme allo sviluppo culturale del territorio. Ci sono parecchi settori su cui si può lavorare per generare occasioni di lavoro e di occupazione per i giovani.

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