Umberto De Augustinis (foto Fabrizi)

Due interviste con quattro domande al candidato sindaco del centrodestra Umberto De Augustinis (37,3%) e alla candidata sindaco del centrosinistra Camilla Laureti (33,9%), che domenica scorsa si è apparentata col polo civico di Maria Elena Bececco (25,5%).

di Chiara Fabrizi

L’apparentamento Bececco-Laureti ha “acceso” il secondo tempo della campagna elettorale. Come commenta questo accordo?
Eravamo interessati anche noi ad un accordo programmatico (i temi sono quasi gli stessi, salvo che per quanto riguarda la trasparenza) con la sig. Bececco, che non ha avuto seguito perché, con molta sincerità, la signora ha rilevato di essere legata alla sua “squadra” di assessori. Apparentamenti non sarebbero stati per noi possibili per un elementare fattore di coerenza e di rispetto per tanti soggetti che hanno fatto un’ottima corsa e sarebbero restati penalizzati. L’apparentamento avvenuto, a giudicare dal fatto che il PD di Spoleto non mi è sembrato entusiasta, penso che sia stato in buona parte voluto dai centri politici regionali di comando per profili non chiari agli spoletini.

In caso di vittoria, quale sarebbe la prima cosa da sindaco che farebbe lunedì mattina? E in caso di sconfitta quale sarebbe il suo impegno per Spoleto?
Avviare subito la pratica per il trasferimento dello sportello del cittadino. Poi avviare il procedimento di efficientamento dell’amministrazione. In caso di sconfitta, prenderò atto della volontà degli spoletini, non senza preoccupazione.

Entro quando conta di nominare la giunta? Di quanti membri sarà composta? E quale delega in particolare conta di tenere per sé?
Il più presto possibile. E’ una materia in fase di definizione, che, comunque, rispetterà il principio che i collaboratori siano professionali, competenti e, soprattutto, trasparenti, anche in base alle loro esperienze politiche riferite all’attenzione a questo specifico territorio ed alla cura della legalità. Anche le scelte concernenti le “deleghe” riservate al sindaco saranno frutto di concertazione.

Perché un elettore dovrebbe votare lei e non l’altro candidato?
Voteranno per noi quelli che aspirano ad un vero cambiamento, oggi possibile, anche grazie al mutato quadro politico dopo le elezioni del 3 marzo. L’altro candidato, che risiede a Roma e non vota a Spoleto, ma proviene da un’antica famiglia di sindaci spoletini, mi pare che ripropone un menù di troppi soliti noti più o meno chiaramente rispondenti a centri di potere che non hanno fatto gli interessi della Città. Esempio emblematico è quello delle vicende del gruppo Novelli.

@chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.