Alle domande di Umbria24 la Fish regionale (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), in vista dell’elezione del nuovo sindaco di Terni, risponde con un vero e proprio messaggio rivolto al futuro primo cittadino, indicazioni ben precise su come affrontare le politiche sociali, con la partecipazione dei diretti interessati come principale linea guida.
Terni è una città abbastanza sensibile al tema della disabilità? È sufficientemente inclusiva? Se no, perché? Cosa manca?
La sensibilità non sempre corrisponde alla capacità di riconoscere quelli che sono i diritti fondamentali di ogni essere umano a prescindere dalle caratteristiche di salute in senso stretto. La sensibilità può rappresentare una condizione necessaria ma non sufficiente per potersi considerare inclusivi. Per rendere Terni veramente inclusiva serve un salto di qualità di tipo culturale che consenta di calibrare politiche ed interventi, non più solo sulla base della gravità della patologia o dei bisogni di assistenza, bensì sulla base di un concreto riconoscimento tanto dei diritti di ogni essere umano e cittadino, nonché dell’attenzione ai personali obiettivi di vita di ciascuna persona con disabilità. Manca ancora una diffusa capacità di garantire appropriatezza degli interventi poiché non attivati sulla base di un’adeguata valutazione delle caratteristiche della persona e del contesto in cui vive, poiché non funzionali agli obiettivi di un progetto personale, poiché non condivisi con coloro che ne sono i destinatari. Manca inoltre la capacità di garantire alle persone con disabilità e ai loro familiari opportunità concrete per operare scelte libere e consapevoli. In pratica mancano i progetti ai sensi dell’art.14 della legge 328 del 2000. L’amministrazione si deve adoperare affinché vengano redatti insieme alle persone con disabilità e alle loro famiglie in collaborazione con la USL, qualora sia necessario.
In vista delle elezioni amministrative, quali sono le tre misure prioritarie su cui la Fish Umbria Onlus impegnerebbe il prossimo sindaco per il bene delle fasce deboli?
Definire un Piano per le politiche sulla disabilità e dare costantemente conto dell’impatto delle politiche e degli interventi prendendo a riferimento ideale, etico e politico la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e le indicazioni operative del II Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, adottato con Decreto del Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 dicembre 2017 (n. 289). Promuovere la stipula di un accordo di programma per garantire che attraverso la redazione del progetto individuale previsto dall’art.14 legge 328/2000 l’attivazione di prestazione ed interventi sia finalizzata alla realizzazione degli obiettivi del Progetto di Vita personale. Riconoscere l’urgenza di dotare l’amministrazione di personale, procedure e strumenti operativi necessari ad operare secondo la nuova prospettiva progettuale e non più solo prestazionale, nonché rafforzare la capacità di riconoscere ed agire tempestivamente quando politiche, servizi ed interventi non dovessero raggiungere gli obiettivi attesi o addirittura dovessero produrre impoverimento dei diritti, individuale e sociale, delle persone con disabilità e delle loro famiglie
Ci sono dei progetti che vorreste iniziare a discutere da subito con la futura amministrazione? Quale profilo dovrebbe avere l’assessore alle politiche sociali del Comune di Terni?
Per evitare di innamorarsi e limitarsi a fare un po’ di progetti magari anche eccellenti ma non per tutti, prima degli stessi vanno definiti principi, obiettivi e criteri condivisi coinvolgendo tutti i diversi titolari dei diritti. Dal punto di vista politico l’Amministrazione Comunale dovrebbe farsi carico di garantire concrete opportunità di partecipazione ai processi decisionali ai titolari dei diritti, promuovere la cultura dei diritti delle persone con disabilità nella comunità ed assumersi la responsabilità della regia di un sistema di servizi ed interventi secondo una strategia di mainstreaming della disabilità (un approccio secondo cui il perseguimento del principio di non discriminazione non viene più visto come un obiettivo da raggiungere di per sé, come fosse una specifica area di intervento, ma piuttosto come un principio che si integra con tutti i possibili settori di intervento pubblico). Per tale ragione ci auspichiamo che l’assessore alle politiche sociali e tutti i suoi colleghi, nonché il sindaco al di là delle loro competenze o esperienze pregresse, non operino secondo un approccio medico o risarcitorio e che abbiano, o rapidamente imparino ad avere dimestichezza con il paradigma dei diritti umani, dalla teoria alla pratica.
