di Mar. Ros.

Chi fatica di più in questa fase propedeutica alle elezioni amministrative di Terni, non lo nascondono neppure i diretti interessati, è il Partito democratico. I più forti, per ovvie ragioni, si sentono i Leghisti ma non mancano gelosie sulla scelta del candidato sindaco di coalizione. Chi non si sbottona ma nemmeno vacilla è il Movimento Cinque stelle.

M5s I grillini saranno probabilmente i primi a sciogliere le riserve sul candidato sindaco: dagli ambienti a Cinque stelle emerge la possibilità di una rivelazione già questo sabato. Tutti abbottonati sul nome, non si esclude la sorpresa, ma gli avversari politici sono sicuri che il movimento convergerà sull’ex consigliere comunale Thomas De Luca. Intanto una cosa è certa e cioè che l’ipotesi delle primarie in salsa grillina è sfumata; evidentemente, per un esiguo numero di militanti disponibili alla corsa per la poltrona da primo cittadino, è stato sufficiente un confronto interno. Del resto, Cinque stelle un partito solo: se non trovano la quadra loro.

Centrodestra Più complesso, non a caso, il discorso all’interno della coalizione di Centrodestra. Da una parte c’è la Lega che, per effetto del risultato roboante incassato alle politiche, si sente il cavallo dominante del gruppo e prende comunque tempo fino a Pasqua per sciogliere le riserve; da un’altra parte c’è Forza Italia che, pur riconoscendo ai colleghi Salviniani il merito dei numeri ottenuti alle urne, non ci sta a lasciare che sia il Carroccio a dettare la linea. Questo quanto emerge parlando con l’uno e l’altro partito. Da via Angeloni fanno sapere di avere più di un candidato spendibile (uno dei quali sarebbe il magistrato della Corte dei Conti Salvatore Sfregola presidente della Sezione di controllo in Umbria) e sono sicuri dell’appoggio degli altri gruppi; i forzisti però, hanno già puntato gli occhi su qualcun altro e il corteggiamento è appena cominciato. Si tratta di una figura civica, senza esperienze passate in politica né un’appartenenza marcata a qualche partito; non è dato sapere di più. Nel Centrodestra insomma è Fd’I a giocare la parte del moralizzatore: il coordinamento ternano del partito di Giorgia Meloni, alle prossime riunioni congiunte potrebbe rappresentare il vero ago della bilancia ricordando a tutti che la propria area politica ha reali possibilità di successo solo se resta unita. Allora la ricetta potrebbe essere ‘occhio critico e attento ai curricula, ma non perdiamo di vista l’obiettivo dietro nocive gelosie’.

Pd Capitolo a parte lo perita ovviamente il Partito democratico. Tanto per cominciare è bene chiarire che il consigliere regionale Eros Brega non ha strappato la tessera né l’ha riconsegnata, quindi è tuttora un iscritto. Le sue parole forse sono state male interpretate ma poi ha chiarito: «Resto, purché cominci una fase nuova a partire dal riconoscimento di responsabilità da parte di tutti». Qualora si creassero condizioni che gli vanno a genio, dunque, forse per la campagna elettorale c’è anche la sua di forza in campo. Detto ciò, da partito strutturato alla vecchia maniera, il Pd di via Mazzini ha intanto concordato la creazione di una commissione interna (probabilmente composta da una decina di membri) che si occupi di: stesura di un programma elettorale, raccolta firme per la presentazione delle liste, composizione delle liste stesse, ‘coltivazione’ di una coalizione e da ultimo, ma di primaria importanza, indichi il candidato sindaco. A stretto giro, la segretaria del comunale Sara Giovannelli dovrebbe proporre i componenti di questa commissione che, in tempi brevissimi dovrà completare il lavoro.

Commissione Pd Il team che verrà incaricato sa già da ora di doversi muovere su un ‘terreno minato’. Dai recenti incontri in via Mazzini è sempre uscito infatti un Pd piuttosto spezzettato. Sono almeno tre le ipotesi avanzate, profili senza un nome. Una parte dei dem ritiene utile ricostruire, sulle ceneri della batosta elettorale alle politiche, a partire da un personaggio interno; un dem iscritto e attivo e magari pure con esperienza. Un’altra strategia ventilata è quella di un candidato giovane supportato da liste che dovrebbero prevedere 19 uomini e 13 donne, quasi tutte figure nuove fatte salve cinque o sei persone della passata esperienza. Per dirla tutta, c’è poi chi ritiene sia invece opportuno pescare dalla società civile, individuare un personaggio senza un passato negli ambienti Pd. La vera domanda è: c’è qualcuno disponibile? Il partito non si arrende e lavora per questo. Tra le altre cose, qualcuno ha proposto pure le primarie, addirittura di coalizione; ma probabilmente non ci sarà tempo.

@mararosati28

 

 

 

 

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