di Ivano Porfiri
C’è chi dice il 17 e chi il 24 maggio. Settimana più, settimana meno, mancano circa tre mesi alla contesa elettorale che farà scegliere agli umbri il loro presidente per i prossimi cinque anni. Il quadro politico, dopo l’approvazione della legge elettorale, si va finalmente delineando, anche se tuttora restano diverse incognite tanto a destra, quanto a sinistra. Umbria24 vuole fare una fotografia del quadro politico attuale con i protagonisti, i possibili outsider e le sorprese dietro l’angolo.
Quattro in corsa Con la discesa nell’agone di «Alterativa riformista» con Amato John de Paulis, al momento sono quattro i candidati alla presidenza dell’Umbria. Si tratta della governatrice uscente Catiuscia Marini, del sindaco di Assisi Claudio Ricci, di Laura Alunni del Movimento 5 stelle e, appunto, di de Paulis.
Catiuscia Marini La presidente, 47 anni di Todi, la prima mossa per la ricandidatura l’ha giocata in casa. E l’ha giocata bene: intorno a sé ha compattato le anime bizzose del Partito democratico, muovendosi con forte anticipo e dimostrando che chi l’ha finora considerata una sprovveduta senza l’esperienza dei suoi predecessori si è sbagliato di grosso. La blindatura è passata, a livello nazionale, attraverso il “patto d’acciaio” tra i Giovani turchi di Matteo Orfini (diventato presidente del Pd) e il premier Matteo Renzi. A livello regionale attraverso alcune mosse intelligenti come l’impegno per la riconferma di Gianpiero Bocci a sottosegretario del governo Renzi. Risultato: il Pd mai così compatto ha scelto di ricandidarla senza passare per le primarie. E’ sostenuta in modo convinto (specie dopo il meccanismo salva-cespugli della legge elettorale) anche dal Psi e dalla Sinistra per l’Umbria di Stefano Vinti. In bilico ancora Sel e altre forze di centrosinistra. Mentre la presidente prepara una lista civica di fedelissimi.
Claudio Ricci Da circa un anno ha lanciato la sua candidatura il 50enne sindaco di Assisi Claudio Ricci. Scottato dalla bocciatura «estetica» di Silvio Berlusconi 5 anni fa (che gli preferì Fiammetta Modena), Ricci porta avanti dal febbraio 2014 il suo progetto civico, girando in lungo e in largo per l’Umbria. E, chilometro dopo chilometro, raccoglie l’appoggio dei frastornati e confusi partiti del centrodestra. Gli alfaniani di Ncd sono stati i primi a puntare su di lui, insieme all’Udc. Poi è arrivata la Lega di Matteo Salvini. Fino ad Andrea Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia. Ricci ha anche parecchi nemici, che hanno cercato di fargli lo sgambetto (ad esempio provando a trascinarlo nella palude delle primarie), o ricordando continuamente l’errore madornale del sostegno a Boccali come sindaco di Perugia. Ma lui tira dritto come un treno: gira, comunica col suo stile naive e i comunicati scritti in terza persona, non si ferma un attimo. E, alla fine, sul suo furgone più o meno volentieri ci saliranno tutti per non restare a piedi.
Laura Alunni La candidatura a presidente per il Movimento 5 stelle, la 49enne perugina insegnante alle scuole superiori, se la è conquistata con il grillotico meccanismo delle Regionalie. Con 188 voti online sul sito di Beppe Grillo, è stata preferita dagli iscritti a tutti gli altri attivisti del movimento, dopo essere uscita indenne dalle “graticole” dei dibattiti in streaming. Il suo programma vede al centro la scuola e le battaglie per la legalità. Ma, ahilei, ha già dovuto affrontare le insidie e i colpi bassi della politica. E la sua candidatura ha rischiato di lasciarci le penne. Contestatissima dalla dissidente Maria Luigia D’Amore, ha perfino manifestato la volontà di dimettersi, ma poi è stata rimessa in sella al volo dai vertici del movimento. Una partenza con inciampo che potrebbe segnarla in negativo oppure rilanciarla. Si vedrà.
Amato John de Paulis Il 64enne nato a Wilmington (Delaware, Usa) ma da padre originario di Nusco, il paese di Ciriaco De Mita, è l’ultimo arrivato tra i candidati. Di professione fa il veterinario, ma la sua passione politica non l’ha mai nascosta. Con i Radicali italiani si candidò a sindaco di Perugia nel 2009. Collaboratore del Verde Carlo Ripa di Meana, è stato anche responsabile del Partito democratico americano di Perugia nella prima candidatura di Barack Obama nel 2008. E’ stato anche fondatore dell’associazione Italia-Israele di Perugia. Oggi è sostenuto dall’associazione «Alternativa riformista», che fa la guerra contro il Pd, ma anche contro i partiti di centrodestra. Un battitore libero con proposte quantomeno originali, come la creazione di una ‘no fly zone’ per impedire la contaminazione di metalli pesanti delle scie chimiche.
I nodi da sciogliere: a sinistra Saranno solo questi quattro i candidati presidente? Difficile dirlo, probabilmente no. Con una legge elettorale a turno unico, come quella appena varata, la voglia di visibilità per poi fare da ago della bilancia viene abbastanza castrata. A sinistra Sel deciderà il 28 febbraio se entrare nella coalizione di Catiuscia Marini, opzione data per probabile. Anche quel che resta del Pdci dovrebbe confluire. L’Idv è un’incognita, mentre l’Altra Europa con Tsipras (dove gravita Rifondazione) ha definito «impossibile» un sostegno al Pd. Si parla della discesa in campo di Mauro Volpi, ma lo stesso protagonista pare escludere ogni possibilità di discesa in campo.
E a destra Nel centrodestra, l’incognita principale resta Forza Italia. Diversi azzurri ambivano alla candidatura, a partire dal capogruppo Raffaele Nevi. Dopo la bagarre caotica su primarie sì, primarie no, alla fine l’opzione più probabile è l’appoggio a Ricci. Purché, questa volta, piaccia a Silvio. Ma i maldipancia, in ogni caso, saranno tanti. Così pure Fratelli d’Italia, che volevano schierare il giovane Marco Squarta, in un’operazione «alla Romizi». L’uscita allo scoperto di Lignani crea un solco da ricucire. Ed è probabile che, a destra, spunti una candidatura che punti a raccogliere quanti non mandano giù il profilo super moderato di Ricci. E poi occhio ai movimenti, alle liste civiche, ai progetti più o meno velleitari. Con la pubblicazione, lunedì 23, sul Bur della legge elettorale la corsa alla raccolta firme partirà ufficialmente. Se ne vedranno delle belle.
