di Daniele Bovi, Marco Torricelli e Chiara Fabrizi
Non solo Perugia e Terni. Saranno infatti oltre 60, per la precisione 65, i comuni che saranno chiamati al voto in primavera. Una grande tornata amministrativa, forse il 25 maggio insieme alle europee, che ridisegnerà la geografia politica di decine di municipi. Dei 65 comuni alle urne solo 11 hanno più di quindicimila abitanti e quindi solo qui potrebbe rendersi necessario il ballottaggio, che scatta quando nessuno dei candidati raggiunge il 50% più uno dei voti, mentre solo nove sono i sindaci donna uscenti (Luciana Bianco a Panicale, Donatella Tesei a Montefalco, Maria Pia Bruscolotti a Massa Martana, Giuliana Falaschi a Citerna, Francesca Valentini a San Venanzo, Maria Grazia Pintori Finozzi a Fratta Todina, Nadia Moretti a Lugnano in Teverina, Rosella Bellucci a Costacciaro, Giovanna Forti a Cerreto di Spoleto).
Tutti gli occhi sui capoluoghi Tutti gli occhi, ovviamente, saranno puntati principalmente sui due capoluoghi di provincia. A Perugia il centrosinistra, salvo primarie che al momento non sembrano però all’ordine del giorno, dovrebbe schierare il sindaco uscente Wladimiro Boccali, mentre il centrodestra è alla caccia di un candidato. Fratelli d’Italia preme per chiudere subito su un nome o, in alternativa, chiede di ricorrere allo strumento delle primarie. Arma a doppio taglio per Forza Italia e soci: se, come è vero, dentro i gazebo i partiti trovano visibilità potendone uscire rafforzati, dall’altra c’è il rischio di una bassa affluenza che penalizzerebbe coalizione e candidato. I due schieramenti, più o meno uniti, dovranno poi fare i conti con il più che probabile candidato del Movimento 5 Stelle che a breve organizzerà le sue consultazioni. Le amministrative, come visto recentemente in Umbria, sono un terreno più duro per i pentastellati rispetto alle politiche: una classe dirigente, candidati credibili e liste in grado di raccogliere preferenze non si inventano. Il ‘brand’ Grillo da solo non basta ma è certo che con il M5S centrodestra e centrosinistra dovranno misurarsi.
Terni Due invece i grandi comuni della seconda provincia dell’Umbria, fino a quando ci sarà, nei quali si voterà la prossima primavera: il capoluogo e Orvieto. A Terni, in prima fila c’è il primo cittadino uscente Leopoldo Di Girolamo, ovviamente per quel centro-sinistra che, stando alle parole del segretario cittadino del Pd Andrea Delli Guanti, potrebbe anche andare a primarie di coalizione. Poi c’è la vincitrice delle ‘municiparie’ del M5S, Angelica Trenta e Dario Guardalben, di Forza Italia, per il centrodestra. Anche qui però c’è l’incognita delle primarie di coalizione, visto che nei giorni scorsi è stato lo stesso Guardalben a proporle. Poi ci sono le liste civiche: due hanno già un candidato: Franco Todini per ‘Il cammello’ e Valerio Mecarelli per ‘Terni da salvare’, entrambe in contrapposizione all’attuale amministrazione. Ma quello delle ‘civiche’ – già nate o in via di definizione – più che una galassia è una specie di universo. Inesplorato.
Orvieto Così come è tutta da scoprire la storia che si scriverà nella città del Duomo: il sindaco, Antonio Concina, non è che si sia fatto troppi amici, anche tra coloro i quali avevano salutato, quattro anni fa, il suo successo e la nascita di una giunta di centro-destra. Il Pd orvietano medita la riscossa, ma anche ad Orvieto si starebbe lavorando per una candidatura ‘grillina’ e la faccenda è davvero in piena evoluzione.
Spoleto A Spoleto invece, come in altre parti dell’Umbria, l’unico ad aver formalizzato il proprio candidato sindaco è il Movimento 5 stelle che settimane fa, dopo una consultazione aperta solo agli attivisti, ha deciso di scommettere sull’ex manager Bnl Guido Grossi. In casa Pd, invece, tutto tace anche se appare estremamente verosimile l’indizione delle primarie. Del resto la ricandidatura dell’attuale primo cittadino Daniele Benedetti non convince neanche un po’ i democratici ducali che non dovranno fare i conti solo con i grillini, ma anche con la prevedibile formazione della galassia delle liste civiche. Intanto in pista è già sceso l’ex sindaco Massimo Brunini, disponibile a mettersi alla testa di Spoleto vince anche se la trasformazione da movimento a formazione elettorale è tutta da definire. Al lavoro anche SpoletoSì che ha giá precisato di volersi rivolgere all’area moderata. Sul fronte opposto si è già prenotato un posto per la corsa alle prossime amministrative Controcorrente, il centro culturale e politico dell’ex senatore Domenico Benedetti Valentini che, però, non sarebbe intenzionato a spendersi in prima persona. Sicuramente, invece, riuscirà a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel cosmo del centrodestra la lista civica Rinnovamento che, dopo aver eletto al debutto nel 2009 tre consiglieri, ha scoperto e denunciato il buco di bilancio e ora si prepara a formalizzare lista e proprio candidato. Se il defunto Pdl riuscirà a scongiurare la segmentazione e a mettere d’accordo le varie anime del centrodestra è presto per dirlo. Anche se qui, un po’ come per il centrosinistra, il vero rebus è rappresentato dal nome del candidato sindaco da proporre.
Foligno I prossimi saranno giorni decisivi anche a Foligno, dove il sindaco uscente è Nando Mismetti. Anche qui per capire chi sarà il cavallo del centrosinistra occorrerà forse aspettare le primarie. SeL le ha già chieste e qualcosa, compresa l’eventuale ricandidatura di Mismetti, la si capirà entro la metà di gennaio.
Gubbio e Bastia Concludendo il quadro che riguarda le città più grandi al voto, a Bastia Umbra ai nastri di partenza finora si sono presentati due candidati: per il centrodestra, il sindaco uscente Stefano Ansideri, mentre il centrosinistra punta tutto su Simona Carosati. A Gubbio, infine, dopo il prematuro ko della breve e tormentata giunta di Diego Guerrini, l’unico candidato certo è il docente Filippo Maria Stirati per la lista civica «Scelgo Gubbio», mentre il M5S individuerà il suo nome il 12 gennaio attraverso le primarie. Nel centrodestra invece è tutto ancora in alto mare e così nel centrosinistra, dove si fa anche il nome del consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi. Di seguito pubblichiamo la lista di tutti i comuni al voto e i sindaci uscenti.
Perugia Wladimiro Boccali
Terni Leopoldo Di Girolamo
Foligno Nando Mismetti
Spoleto Daniele Benedetti
Gubbio In Amministrazione Straordinaria
Bastia Umbra Stefano Ansideri
Orvieto Antonio Concina
Marsciano Alfio Todini
Umbertide Mario Locchi
Gualdo Tadino In Amministrazione straordinaria
Castiglione del Lago Sergio Batino
Magione Massimo Alunni Proietti
San Giustino Fabio Buschi
Spello Sandro Vitali
Città della Pieve Riccardo Manganello
Torgiano Marcello Nasini
Gualdo Cattaneo Andrea Pensi
Panicale Luciana Bianco
Montefalco Donatella Tesei
Stroncone Nicola Beranzoli
San Gemini Leonardo Grimani
Acquasparta Roberto Romani
Norcia Gian Paolo Stefanelli
Cannara In Amministrazione Straordinaria
Tuoro sul Trasimeno Mario Bocerani
Giano dell’Umbria Paolo Morbidoni
Massa Martana Maria Pia Bruscolotti
Piegaro Andrea Caporali
Collazzone Francesco Bennicelli
Citerna Giuliana Falaschi
Castel Ritaldi Andrea Reali
Castel Viscardo Massimo Tiracorrendo
Fabro Maurizio Terzino
Arrone Loreto Fioretti
Fossato di Vico Mauro Monacelli
Baschi Anacleto Bernardini
Campello sul Clitunno Paolo Pacifici
Sigillo Riccardo Coletti
San Venanzo Francesca Valentini
Pietralunga Mirko Ceci
Porano Giorgio Cocco
Ferentillo Paolo Silveri
Otricoli Nico Nunzi
Guardea Gianfranco Costa
Allerona Valentino Rocchigiani
Fratta Todina Maria Grazia Pintori Finozzi
Montecchio David Lisei
Ficulle Gino Terrezza
Montone Mariano Tirimagni
Monte Castello di Vibio Roberto Cerquaglia
Monteleone d’Orvieto Mario Pattuglia
Lugnano in Teverina Nadia Moretti
Alviano Nazario Sauro Santi
Scheggia e Pascelupo Giovanni Nardi
Montefranco Alessandro Sinibaldi
Costacciaro Rosella Bellucci
Montegabbione Andrea Ricci
Sellano Claudio Guerrini
Cerreto di Spoleto Giovanna Forti
Penna in Teverina Cesare Valeriani
Paciano Franco Fratoni
Preci Pietro Bellini
Lisciano Niccone Luca Turcheria
Sant’Anatolia di Narco Tullio Fibraroli
Vallo di Nera Fausto Dominici
